Intervista a Diglee, autrice di "Forever Bitch"

Diglee, al secolo Maureen Wingrove, è un'autrice lionese di 25 anni. Le sue passioni sono i gatti e le scarpe. Da circa sei anni cura il suo personale blog, ricco di storie fumettose tutte da leggere.
Il suo primo libro tradotto in italiano è "Forever Bitch", edito da Star Comics in Italia.

Ecco l'intervista che ha rilasciato per noi di A6 Fanzine. Immergiamoci nel suo mondo.


Quali sono i tuoi fumetti preferiti o quelli che ti hanno colpito affinchè tu diventassi una fumettista?Da bambina ero molto più attratta e circondata dal mondo dell'illustrazione, anzichè dal mondo dei fumetti.
Amavo acquistare alcune riviste solo per ammirare il lavoro dei miei illustratori preferiti. Da adolescente ero una grande fan di Jordi Labanda, Kiraz, Jason Brooks, Emma Tissier, Marguerite Sauvage o Carlotta, per esempio.

Amavo moltissimo le illustrazioni di moda e ciò che noi in Francia chiamiamo "les dessins de presse" (illustrazioni su riviste: articoli, oroscopi, annunci, ecc). Ero sicura di voler fare proprio questo, più che disegnare un intero libro a fumetti. 

Mia madre lavorava nella pubblicità, lei ne sapeva un bel po' sul lavoro e stava assumendo moltissimi illustratori per la maggior parte del tempo. Mi ha dato il mio primo compito quando avevo 14 anni: ho disegnato "7 families", un gioco di carte per un cliente, ed è stato incredibile!

Ma, curiosamente, ho sempre creato alcuni miei fumetti nella mia stanza: mi sono stati ispirati da ciò che vedevo in tv (ho realizzato una storia di tre volumi riguardo una strega, chiamata "Agathe" che ho iniziato a  disegnare dai 13 ai 17 anni di età, ispirata senza dubbio a "
Charmed"). Ho disegnato moltissime storie, ma ho iniziato a leggere seriamente i fumetti solo dai 15-16 anni d'età.
Ho iniziato con un po' di robaccia di fantasy-eroica, con un sacco di draghi, fate e donne-nude-dalle-grandi-tette-. Non molto adatti per me che sono una ragazza: il mondo dei fumetti era al 95% guidato dagli uomini. Non riuscivo ad immaginare me stessa in questo mondo.


E' durante la scuola che ho iniziato a rendermi conto avevo bisogno di scrivere quanto quella di disegnare: essere una illustratrice muta, attingendo dalle linee guida di qualcuno, non era tutto quello che volevo. Volevo parlare.
Questo mi ha portato a pensare e a capire in un paio di anni che sono stata in grado di disegnare da quando sono stata in grado di tenere in mano una matita, ma che ho anche scritto per tutto il tempo (molte scatole piene zeppe di diari).
Ecco perché nel 2007 ho ​​creato un blog da studente d'arte, per esprimere me stessa da qualche altra parte, poichè tutto ciò che imparavo alla scuola d'arte mi sembrava cosè "pesante". Avevo bisogno di uno spazio per parlare e far apprezzare i miei disegni.

Questa è stata una nuova esperienza, e solo poche persone (per lo più, alcune donne!) avevano un blog in quel momento. E 'stato il momento ideale per iniziare una cosa nuova, tra la classica tradizione fumettettista e le illustrazioni.

Poi ho davvero cominciato a leggere un po' di "bande dessinée", fumetti, se volete. Mi sono innamorata della coppia di illustratori "
The Kerascoët": hanno disegnato una serie favolosa chiamata "Miss Pas Touche", raccontando di una prostituta vergine nei primi anni '20.

Mi piacciono Craig Thompson, Lisa Mandel, Pénélope Bagieu, Peeters, Bastien Vivès, Aude Picault e molti altri. 

Oggi faccio entrambi i lavori che ho sempre sognato di fare: sono una illustratrice (mi occupo di alcuni libri di illustrazioni per adolescenti o adulti, realizzando copertine per libri, romanzi, poster ed illustrazioni) e disegno i fumetti che scrivo. Questa è la perfezione.


What are your favorite comics or those who affected you so well that you to become a cartoonist
?
As a child, I was much more attracted and surrounded by the illustration world than the comic world.

I loved buying some magazines just to look at my favorite illustrators' work. I was a big fan as a teenager of Jordi Labanda, Kiraz, Jason Brooks, Emma Tissier, Marguerite Sauvage or Carlotta, for example.

I loooved fashion illustrations, and what we call in France "les dessins de presse" (illustrations in magazines: articles, horoscopes, ads etc). I was sure I wanted to do this, more than drawing a whole comic book by myself.

My mom was working in advertising, so she knew quite a lot about the job as she was hiring many many illustrators all the time. She even gave me my first mission when I was 14: I drew a "7 families" cards game for a client, it was amazing!

But, curiously though, I always made some comic books of my own, in my room: I was inspired by the tv shows I watched (I have a 3 volume story about a witch, called "Agathe" that I drew from my early 13th to my 17th year , clearly inspired by "Charmed" ). 


I drew many many sorties, but I only started reading comic books seriously at the age of 15-16.

I began with some big shitty heroic fantasy stuff, with a lot of dragons fairies and naked-with-big-boobs-women. Not very suitable for me as a girl: the comic book world was at 95% leaded by men. I couldn't imagine myself in this world. 


It's during my scholar ship that I began to realize I needed to write as much as drawing: being a mute illustrator, drawing from somebody's line wasn't all I wanted. I had to talk.

That took me a few years to realize that I've been drawing since I was able to hold a pen, BUT that I was also writing all the time (many manyyyy boxes full of diaries).
That's why I created a blog as an art student, in 2007, to express my self somewhere else than art school where everything was so serious. I needed a space to speak and approve my drawings.

This was a very new experience, and just a few people (mostly, a few women!) were having a blog at that time. It was the ideal time to begin a new thing, between the classical comic books tradition and the press illustration.

Then, I really began to read some "bande dessinée", comic books if you like. I fell in love with the couple of illustrators "the Kerascoët": they drew a fabulous serie called "Miss Pas Touche", on a virgin prostitute in the early 20's.

I loved Craig Thompson, Lisa Mandel, Pénélope Bagieu, Peeters, Bastien Vivès, Aude Picault and many many others.

Today I'm doing both of the two jobs i dreamed of: I'm an illustrator (I make some books illustrations for teenagers or adults: book covers, novels, posters, ad illustrations) AND I make comic books that I write. This is perfection.
 
"Forever Bitch" non è il tuo primo lavoro, ma il primo che posso leggere in Italia, tradotto in italiano. Come ti senti a "varcare" le Alpi?
Sono veramente contenta! E così orgogliosa
L'editore mi ha detto che questo tipo di fumetto dovrebbe funzionare in Italia: ha funzionato!
Sono stata
tradotta! (non molti paesi hanno familiarità con i fumetti, è ancora molto francese/belga/ americana ... Quindi sono contenta che appare un po' in nuovi paesi).
Questo
è tutto molto nuovo per me e molto molto commovente.

 
"Forever Bitch" is not your first job, but the first that I can read in Italian, translated into Italian. How do you feel to "cross" the Alps?
I'm soooo glad! And so proud! The editor told me that this kind of comic should work in Italy, so they wanted to take a shot: and it worked! 

I've been translated!  (not many countries are familiar with comic books, it's still very French/Belgian/American... So i'm glad it sprays a bit in new countries). 
This is very new for me, and very very moving.
Sei soddisfatta della versione italiana?

Non l'ho ancora tra le mani ancora! Ciò è frustrante!
Comunque, io non parlo italiano, quindi non posso davvero avere un parere sulla traduzione, ma il mio editore mi ha detto che la traduzione è molto vicina alla versione originale, mi fido della sua opinione.

E mi sento davvero strana/divertita/commossa nel vedere i miei disegni in un altra lingua.

Ho tradotto in cinese il mio primo libro, ed è stato un esperimento davvero strano e soddisfacente, troppo, ma l'italiano è molto più vicino e familiare per me.


Are you satisfied with the Italian version?
I hadn't have it in my hands yet! Soooo frustrating!

Anyway, I don't speak italian, so I can't really have an opinion on that, but my editor told me that the traduction was very close to the original version, so I'm trusting her on this.

And it feels really strange/funny/touching to see my drawings in an other language.

I've been translated in Chineese for my first book, and it was a really weird and satisfying experiment, too, but Italian is much more close and familiar to me. 
 

I personaggi principali della graphic novel "Forever Bitch" sono ispirati a persone che conosci. Si sono sentite lusingate o si sono lamentati?
Si, "Forever Bitch" è il risultato di un anno di spionaggio: ho seguito tre ragazze che conoscevo ovunque; ho preso le foto dai loro appartamenti, ho mandato loro migliaia di domande personali sull'amore, la famiglia, l'amicizia, etc... e ho registrato molte delle loro conversazioni sul mio i-Phone durante le nostre serate fuori.

E' stata una vera e propria inchiesta giornalistica.

Effettivamente sono stati entusiasti: li ho avvertiti sin dall'inizio, quando sono andata da loro con l'idea di disegnare la loro vita. Ho detto loro che avevo bisogno di un grande ed assoluto SI, un si che mi avrebbe permesso di mostrarli in qualche modo, che sarebbe potuto anche essere poco lusinghiero.

Volevo sentirmi libera di interpretare, pasticciare con la realtà per rendere tutto più divertente (non tutto il libro è basato sul vero, ovviamento). Sono stati molto collaborativi.
Penso che le persone amano veramente essere al centro dell'attenzione: nonostante tutte le cose che faccio dire o fare ai miei personaggi, sono stati tutti lusingati e commossi dalla mia volontà di fare un libro sulla loro vita, così da capire qualcosa dalla loro esperienza.

Sono stati veramente fiduciosi e disponibili. Alla fine, hanno amato il libro (avevo così paura!).



The main characters of the graphic novel "Forever Bitch" were inspired by people you know. They feel flattered or have complained?
Yes: "Forever Bitch" is the result of one year of spying. I followed three girls I knew everywhere; I took photos at their apartments, sent them thousands of personal questions about love, family, friendship etc, and I recorded many of their conversations on my Iphone during our nights out... 


So, it's been a real journalistic journey. 

And, actually, they were kinda thrilled: I warned them at the begining, when I came with the idea of drawing their life.

I told them that I needed a big whole YES, that would allow me to show them in some way that wouldn't be that flattering. 


I wanted to feel free to interpret, to mess with reality for more fun (not ALL the book is real, obvisouly).

And they were very cooperative.

I think people really love to be the center of attention: despite of all the thing I make them say or do, they were flattered and touched by my will to make a book from their life, to understand something from their experience. 


They were soooo trustful and helpful. At the end, they loved the book (I was so afraid!). 

Racconti del mondo femminile senza peli sulla lingua, per un ritratto delle ragazze di oggi molto veritiero. In alcune situazioni mi sembra di riconoscere me stessa. E' questo l'effetto che volevi ottenere? Sei contenta che le ragazze possano in parte riconoscersi?
Credo che il mio personale obiettivo in tutto questo è quello di essere il più vicino possibile alla realtà.

La realtà mi ossessiona, ride.

Avrei potuto immaginare quelle ragazze ed inventarmi storie sulle loro vite e famiglie. Ma ho bisogno delle mie parole per essere "vera", per sentirsi "reale".

Ho cominciato a disegnare me stessa e la mia vita sul mio blog per molti anni, sono abituata a descrivere l'intimità, le sensazioni quotidiane e le relazioni in generale.

Parlando delle ossessioni di mia sorella nel fare dei braccialetti con i peli che trovava nella vasca da bagno, o miei gatti che mangiano a vicenda il vomito, ad esempio. Sapevo quindi di parlare di fatti reali, non li ho dovuti inventare.

La mia più grande paura nel mio lavoro è quella in cui qualcuno possa dirmi "Non facciamolo così. Mi sembra finto". 

Quando uomini e donne vengono da me per avere una firma sul libro mi dicono "Oh mio Dio, sembro io!", sono al settimo cielo.

Questa è la magia della creazione: si pensa di inventare qualcosa di unico, ma invece si parla di persone che, in qualche modo, si riconoscono nelle tue parole.  


Non ho alcun problema di ego e mi piace ridere di me stessa.

Ma in "Forever Bitch", la cosa difficile è stata quella di sentirsi liberi di ridere dei miei personaggi, senza farli sentire umiliati. Dovevo trovare il tono giusto, in modo che la loro pazzia o la loro stranezza diventasse esattamente quello che ci piace di loro.


Qui, in "Forever Bitch", volevo davvero rappresentare un tipo di donna che sembra essere molto "generazionale": di quelle donne che sono sospese tra la profonda voglia di essere libere come gli uomini e la loro vecchia tradizionale visione di una coppia, compreso il matrimonio, per esempio.

Avevo davvero bisogno di esplorare la loro realtà, come si sentivano riguardo al matrimonio, l'amore, gli uomini, la famiglia; di come le relazioni con i loro genitori, con il loro lavoro e le loro esperienze personali hanno avuto un impatto sulle loro storie d'amore e la loro fiducia in se stessi.


Penso che la nostra generazione è un po' persa: con tutti questi siti di incontri sul web, il sesso ovunque e le donne che si sentono sempre più libere e forti (anche se c'è tanto lavoro da fare in questo settore), entrambi, uomini e donne, mi sembrano piuttosto perduti.

Ho dovuto seguire alcune di queste donne per sentire questa dualità e descrivere senza alcun giudizio o interpretazione. Volevo solo essere come uno specchio: riflette una realtà.

Sto lavorando su un secondo volume, in realtà... la storia continua.




Stories of the female world, bluntly, for a portrait of the girls today very true. In some situations I feel like I recognized myself. This is the effect you wanted to achieve? Are you happy that the girls can in part be recognized?
I think my very personal goal in all of this is to be the closest I can to reality. 

Reality obsess me.

I could have imagine those girls, of course: I could have invented their lives and families.

But I need my words to be "true", to feel "real".

I began to draw myself and my own life on my blog for many years: I was used to describe the intimacy, the daily feelings and the relationships in general.

Talking about my sister's obsessions to make bracelets with dead hair she find on the bath-tub, or my cats eating each other's vomit, I knew I was talking about real stuff I couldn't invent.

My biggest fear in my work is that someone tell me "we don't by it. It seems fake". 

When men and women come to me on book signing to tell me "oh my GOD, this is SO me", I'm in heaven. 

This is the magic of creating: you think you invent something unique, but yet you speak to people who, somehow, recognize themselves in your words. 

I think the more honest you are, the less you try to "please" people, the more touching you are.

In general, I've always been the shameless girl, the one who tell a personal thing so shameful that she makes you feel less alone in your craziness. I love that role. 

I don't have any ego problems and I love to laugh about myself. 

But in "Forever Bitch", the hard thing was to feel free to laugh about my characters without make them feel humiliated. I had to find the right tone, so that their craziness or their weirdness become precisely what we love about them.

Here, in Forever Bitch, I really wanted to observed one type of women that seems to be very "generational": those women who are between the deep wiling to be as free as men, and their old traditional vision of a couple, including the marriage, for example. 

I really needed to explore their reality, how they felt about marriage, love, men, family: how their parents relation-ship, their jobs, their personal experiences had an impact on their love stories and their self-confidence.

I think our generation is a bit lost: with all those encounters websites, the sex everywhere and the women feeling more and more free and strong (even if there is so much work left to do in this area), both men and women seem quite lost. 

I had to follow some of those type of women to feel this duality, and describe it without any judgment or interpretation. I just wanted to be like a mirror: reflecting a reality.

I'm working on a second volume, actually... To be continued.

Quali altre storie potremmo leggere nel nostro Paese?
Non ci sono purtroppo altri miei libri tradotti in Italia, ma spero di farne!
Non vedo l'ora
di incontrare i miei lettori italiani!


What other stories we read in our country?
I don't think you have any of my other books in Italy, but I hope you will!
I can't wait to meet my Italians readers!
 


A cosa stai lavorando ora?
Ora sto lavorando su un progetto gigantesco che ho avuto in mente per più di cinque anni, ovvero "Anna".
Si tratta di un ritratto di una giovane donna negli anni '20-'30, attraverso alcuni dei suoi amorevoli occhi.


E questa volta, anche se è di fantasia, si tratta anche di un vero e proprio evento: infatti, sei anni fa, mentre ero a piedi in un mercatino delle pulci, ho trovato una scatola piena di cartoline d'epoca. Erano tutte di una donna ormai passata a miglior vita.  

Ero eccitata (le collezionavo), e quando ho letto il retro delle cartoline ho scoperto che erano state censurate: qualcuno ha incollato alcune buste in modo da non poter leggere le lettere.

Avevo soltanto pochi spicci nel mio portafoglio, così ho comprato quello che ho potuto: circa 10 cartoline.
Casualmente.

Una volta a casa le ho immerse in acqua calda per cercare di togliere la colla e sono riuscita a vedere i messaggi sul retro. Beh, non ho scoperto molte cose (speravo di scoprire una storia erotica segreta, forse ...), ma osservando le date e le corrispondenze, per lo più di uomini, ho immaginato che avesse alcuni affari allo stesso tempo.  


Sono andata di nuovo al mercatino delle pulci per prendere il resto della scatola, ma non ho mai ritrovato il venditore: ho avuto solo il nome di questa donna, "Anna", ed i nomi dei suoi amanti durante gli anni '20. 

Ho anche avuto una sua lettera a suo padre, del 1918.
 

Ero ossessionata da questa donna misteriosa e così ho cominciato a inventare la sua vita. 

Si tratta di un libro molto grande (circa 300 pagine) in bianco e nero che ho scritto in collaborazione con un mio amico. Sto raccogliendo documentazione sugli anni che vanno dal 1920 al 1930 da quasi un anno (senza considerare gli ultimi cinque anni durante i quali ho comprato alcuni libri e cartoline d'epoca sapendo che le avrei probabilmente usate un giorno).

Il progetto si è evoluto notevolmente da quando l'ho creato. Ora, raccontando la storia di questa donna, voglio esplorare le difficoltà di essere una donna, in quel momento, per lo più una che non vuole essere una mamma e una moglie, ma che vive per la letteratura e l'arte.  


Sto usando questa storia per fare una riflessione sul femminismo, sulle uguaglianze di sesso e le idee di questo genere. 

Essendo io una donna molto libera, che lavora e guadagna il proprio denaro, in grado di scrivere e disegnare quello che vuole, ho davvero bisogno di immaginare cosa sarebbe successo a me stessa se fossi nata nel 1900 ed avessi avuto la mia attuale età nel 1925. 

Ho letto le testimonianze di tante donne di quegli anni: tutto è cominciato con Anaïs Nin, il mio scrittore preferito ed il suo "Journal". Questa è stata una buona base.  

Ora sto leggendo la biografia di "Gala", le lettere di Simone Breton (prima moglie di André Breton), "Nadja" di André Breton e moltissimi libri su questo periodo. Sono affascinanti ed è un vero piacere conoscere e leggere di quegli anni.

Mi sono sempre rammaricata di non aver proseguito gli studi letterari, ma con questo progetto, in un certo qual senso, ho finalmente combinato due delle mie passioni: l'arte e la letteratura.


Beh, ovviamente mi ci vuole molto più tempo di quello che ho pensato e sono in ritardo di circa un anno. Ma credo che ci vuole tempo per costruire qualcosa grande quanto questo progetto.

Questa è una esperienza nuovissima (e terribile) per me perchè ho abbandonato tutto ciò che mi ha reso "famosa" in Francia e ciò che i miei lettori hanno amato di me: non sarò più "funny" (divertente), non farò ridere, non è una esperienza del nostro secolo ed è in bianco e nero. 


Quindi sì, ho paura.
 

Ho spiegato sul mio blog (in francese, però, scusate!) tutti i diversi passaggi che ho attraversato durante la realizzazione di questo lavoro http://diglee.com/des-nouvelles/

Ecco qua.
Mi spiace, parlo "fottutamente" tanto.
 


What are you working on now?
Now, I'm working on a gigantic project I had in my head for more than 5 years: "Anna".
It's a portrait a young women in the 20's-30's, through some of her lovers eyes.

And this time, even if it's fictional, it also comes from a real event: indeed, 6 years ago while I was walking in a flea market, I found a box full of vintage post cards. 


They were all from one dead woman. I began to feel excited (I was collecting those), and when I wanted to read their back, I discovered they were censored: somebody pasted some envelopes so that we couldn't read the letters. 

I had only a few pennies left in my wallet, so I bought what I could: about 10 of them. Randomly.

At home, I plunged them in hot water to take aways the glue, and I managed to reveal the messages at the back. 

Well, I didn't discover many things (I was hoping to discover an erotic secret story, maybe), but by observing the dates and the correspondents, mostly males, I could imagine that she had a few affairs at the same time. 

I went back to the flea market to by the rest of the box, but I never found the seller again: I only had the name of this woman, "Anna", and the names of her lovers during the 20's. I even had a letter from her to her dad, in 1918.
I was obsessed with this mysterious woman, and I begin to invent her life.

It's a biiiiiiig book (about 300 pages) in black and white, that I wrote in collaboration with a friend of mine.

I've been collecting documentation on the 1920-30's for almost a year (without considering the past 5 years during which I bought some books or vintage postal cards knowing that I would probably use it someday).


The project has evolved considerably since I created it: now, by telling the story of this woman, I want to explore the difficulties of being a woman at that time, mostly one who doesn't want to be a mom and a wife, but who lives for literature and art. 


I'm now using this story to make a reflexion about feminism, about sex equalities and gender ideas. Being myself a very free woman, who works and makes her own money, can write and draw what she wants, I really need to imagine what it would have been for me if I was born in 1900, and been my age in 1925.

I read so many female's testimony of those years: it all began with Anaïs Nin, my favorite writer, and her "Journal". Such a good base. 


Now I'm reading the biography of "Gala", the letters of Simone Breton (André Breton's first wife), "Nadja" from André Breton and many many maaaaaanyyyy books about this period. I'm fascinating, and it's a real pleasure to learn and read about those years. 

I always felt a bit sad not to have pursue literary studies, so in a way with this project, I finally combine two of my passions: Art and Literature.

Well, obviously it takes me much more time that I thought, and I'm about one year late.

But I guess it takes time to built something this big.

This is very new (and frightful) for me cause here, I abandoned all that made me "famous" in France, and that my readers loved about me: I'm not "funny" anymore, I'm not making them laugh, it's not in our century and it's in black and white. SO YES, I'm scared.


I explained on my blog (in french, though, sorry!) all the different steps I crossed during the making of the scenario. http://diglee.com/des-nouvelles/

There.
Sorry, I speak so fucking much.


Verrai a trovarci in Italia?

Ooh, lo spero! Non sono mai stata a Roma ancora (solo a Pisa, Firenze, Lucca e Venezia)... è un buon inizio, però, non è vero?

Quindi spero presto! 

You will visit in Italy?
OOh, i hope so! Never been to Roma yet (only Pise, Florence, Lucca and Venice)... it's a good beginning though, isn't it?

So I hope I will soon!


SDC

A6 Fanzine: fumetti, cinema, musica, giochi, festival, fiere, racconti e molto altro!

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