di Marina Valenti e Ernesto Anderle
«Ho amato ogni cosa.»
A Vienna, davanti ai quadri di Egon Schiele, due ragazzi che si sono amati e poi persi tornano a guardare la propria storia.
La biografia dell’artista, il suo amore per Wally, la morte del padre e la ricerca di un proprio posto nel mondo diventano lo specchio attraverso cui ripercorrere le loro paure, le parole non dette e le scelte che li hanno fatti separare. Schiele ha fatto del proprio corpo il primo oggetto da osservare e conoscere: negli autoritratti si studia, si cerca, si mette a nudo. E così guarda Wally, fino a trasformare il loro amore in immagini come Gli amanti; poi, dopo aver scelto di sposare Edith, e con lei il bisogno di affermarsi e costruirsi una vita diversa, di cui Wally diventa il prezzo, arriva La morte e la fanciulla, dove amore e perdita sembrano intrecciarsi indissolubilmente.
Accanto ai quadri di Schiele, i due protagonisti cercano un finale diverso per la loro storia.
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