Dal ritrovamento di Leslie's Life di Charles Platt alle origini della narrativa a bivi, passando per il restauro filologico e la storia dei libri-gioco. Una conversazione approfondita tra ricerca d'archivio, umorismo underground e progetti futuri per il game design assieme ad Andrea Angiolino, giornalista specializzato soprattutto in giochi, autore di diversi libri e giochi da tavolo, nonché consulente del Ministero della Pubblica Istruzione come "esperto inventore di giochi".
SDC - Leslie's Life è stato disegnato nel 1970 ed è rimasto inedito per oltre mezzo secolo. Come sei arrivato a questa opera dimenticata e cosa hai provato quando l'hai avuta tra le mani per la prima volta?
Andrea Angiolino - L’anno scorso ci sono state diverse mostre sul libro-gioco da Napoli a Urbino, da Roma a Lucca. Si celebravano i quarant’anni dall’uscita in Italia di tre opere fondamentali: la serie Lupo Solitario, Lo stregone della montagna incantata e Topolino e il segreto del castello. Lo strillo in copertina di quest’ultimo recitava: “Una storia sei finali per la prima volta al mondo”. Ai miei tempi, una notizia un po’ dubbia si commentava: ironizzando “Ma che l’hai letto su Topolino?”… Fatto sta che mi sono chiesto cosa voleva dire. Per la prima volta una storia Disney a bivi? O più in generale un fumetto a bivi? E avranno controllato bene, prima di scriverlo?
Ho voluto verificare. Mi sono sempre occupato della storia dei libri-gioco, di recente pure in due libri pubblicati con Carocci: Un secolo di giochi e Scrivere libri-gioco. Avevo approfondito i precursori, i film a bivi, i giochi da tavolo che ne sfruttano i principi… Ma ai fumetti a bivi avevo solo accennato. Volevo saperne di più.
Cercando in rete e approfondendo poi in archivi e biblioteche, ho così scoperto diversi fumetti-gioco pubblicati prima di quello su Topolino. Qualche mese prima, nell’estate 1985, iniziano a uscire nelle edicole inglesi alcuni albi a bivi della collana Starblazer - Space Fiction Adventure in Pictures, dai meccanismi un po’ rozzi ma fumetti-gioco a tutti gli effetti. Oltre un anno prima, nell’estate 1984, il disegnatore Freddy Milton sul quotidiano danese propone Hvem dræbte Koch-Robin?, un racconto-gioco a puntate che esce accanto ad Asterix e ai Peanuts. Ogni lunedì i lettori votano le scelte per telefono. Nel 1985 esce raccolto in volume. E prima ancora c’è Charles Platt, che a inizio 1971 pubblica Norman Vs. America sull’antologia trimestrale Quark/A Quarterly of Speculative Fiction.
Decido di scriverne sul bimestrale Io gioco, dove ho una rubrica. La vicenda è così ricca e interessante che la redazione mi dà quattro pagine invece delle solite due. Quando chiedo a Platt dettagli sulla storia del suo fumetto-gioco, mi dice che prima ne aveva realizzato uno di 40 tavole che però è stato bocciato perché troppo lungo, e quindi ha creato quello con la metà delle pagine. Mi sbalordisco: davvero ha un inedito mai citato da nessuna parte? Mi viene spontaneo chiedergli se gli piacerebbe pubblicarlo. Mi dice di sì. Lo propongo ad Aldo Putignano, delle edizioni Homo Scrivens, che lo accetta e fa il miracolo: in meno di tre mesi portiamo il volume al Comicon di Napoli e lo lanciamo con una conferenza.
SDC - Hai
avuto modo di confrontarti con Charles Platt durante la cura di
questa edizione? Come ha accolto l'idea che il suo lavoro di oltre
cinquant'anni fa vedesse la luce per la prima volta proprio in
Italia?
Andrea Angiolino - Siamo
rimasti in fitto contatto durante tutta la traduzione e la cura del
libro, e anche dopo. Gli ha fatto piacere che Leslie’s
Life
uscisse dall’oblio e lo ha divertito vedere con che tempi rapidi lo
abbiamo realizzato. In Platt si è anche risvegliata una forte
curiosità per la scrittura di storie a bivi, che all’epoca aveva
abbandonato: forse si metterà anche a scrivere qualcosa di nuovo…
SDC - Siamo
abituati a pensare ai librigame o ai fumetti a bivi come a un
fenomeno esploso tra gli anni '70 e '80. Inserire quest'opera nel
1970 cambia la nostra cronologia della narrativa interattiva? Dove
si colloca Platt rispetto ai grandi padri della letteratura a bivi?
Andrea Angiolino - La
cosa interessante è che il fumetto a bivi di Platt non appartiene al
periodo di grande successo dei libri-gioco moderni, in stile Fighting
Fantyasy
e Lupo
Solitario,
ma a quella precedente della letteratura interattiva sperimentale,
come i raccontini di Queneau e i romanzi non lineari di altri autori.
Platt scrive romanzi di fantascienza ma è anche l’art director
della rivista New
Worlds
di Michael Moorcock, famosissimo scrittore fantasy inglese. Per lui
impagina un racconto a blocchi collegati da frecce del suo amico e
inquilino John
Sladek. È a sua volta ispirato a un romanzo combinatorio uscito in
quegli anni, In
balìa di una sorte avversa,
che però i due non comprano perché troppo costoso…
Insomma: al
contrario di Milton, degli autori di Topolino e di tutti gli altri
“fumettari a bivi”, Platt non segue la moda del libro-gioco ma la
precede.
SDC - Dalle note del volume emerge un gusto per l'umorismo underground e il paradosso (dalla morte nefanda alle situazioni grottesche). Come funziona la struttura a bivi integrata nel linguaggio del fumetto dell’epoca?
Andrea Angiolino - Molto bene. Platt fa una scelta elegante: i bivi sono ogni volta in una nuvoletta. Il lettore sceglie una delle due battute possibili e prosegue a una vignetta piuttosto che l’altra: ogni “paragrafo” è quindi di un’unica vignetta. E lui riesce a creare situazioni divertenti e stimolanti anche con questi limiti.
SDC - Nel volume sono presenti due opere (Leslie's Life e Norman vs. America), impregnate di umorismo britannico e controcultura degli anni '70. Quali sono state le sfide maggiori nel tradurre il testo mantenendo inalterati sia il ritmo comico/satirico che la coerenza dei nodi di gioco?
Andrea Angiolino - Sul ritmo non ho avuto grandi difficoltà, e tutto sommato nemmeno nel conservare lo scarto fra la lingua curata e le situazioni farsesche su cui Platt punta molto. Gioca anche con l’ambiguità delle varie situazioni: molte possono essere lette con Leslie uomo o con Leslie donna. Descrizioni e disegni sono ambivalenti, a doppia lettura. L’inglese lo aiuta ma in italiano non è stato banale mantenere i testi neutri, senza maschili né femminili.
Per fortuna ci sono allenato: ho scritto interi libri-gioco così, in cui il lettore può immaginarsi maschio o femmina, come In cerca di Angelica e Avventure al campo. Ho studiato bene la struttura di Leslie’s Life per capire dov’era la necessità del linguaggio neutro: a quel punto, facendo un po’ di attenzione è bastato qualche equilibrismo verbale.
In Norman vs. America c’è poi un gioco di registri linguistici tra il corretto inglese del protagonista e lo sbavato linguaggio popolare statunitense, che io ho reso in tono romanesco. Spero che mi perdonerete la scelta.
Comunque nel volumetto trovate sia la versione italiana sia quella inglese. Per non privare il pubblico internazionale di Leslie’s Life, che non ha mai visto, ma anche per consentire a tutti di gustarsi il testo originale cogliendo qualche riferimento culturale non sempre facile da rendere. Potete controllare voi stessi la traduzione e valutare se vi sembri un buon lavoro.
SDC - Il libro è arricchito da una tua introduzione storica. Quanto è importante contestualizzare opere di questo tipo per il lettore contemporaneo per evitare che vengano lette solo come "curiosit
à da collezionismo”?
Andrea Angiolino - A mio parere molto. Qui ci sono due opere ben pensate, ben fatte, ben costruite. E così innovative che due anni dopo la pubblicazione Norman vs. America appare nell’antologia Breakthrough Fictioneers come esempio di sperimentazione dirompente. Pionieristiche ma senza gli errori del fumetto-gioco di Milton o le ingenuità degli Starblazer. Credo che sia interessante saperlo, per apprezzarle. E poi io trovo affascinante la storia stessa di queste sperimentazioni: credo che sia una lettura godibile di per sé, non solo per valorizzare i fumetti-gioco che accompagna.
SDC - Il libro esce nella collana Edgar - I classici introvabili di Homo Scrivens. Vedi un interesse crescente da parte del pubblico e dell'editoria verso la "storia" del game design e della narrazione interattiva?
Andrea Angiolino - Sicuramente. Quando nel 2010 ho pubblicato con Beniamino Sidoti il Dizionario dei giochi Zanichelli, ora nel catalogo Unicopli, mi sono accorto che alle presentazioni la gente era incuriosita soprattutto dagli aspetti storici: aneddoti e curiosità, riferimenti ai giochi che avevano praticato in passato, le origini e gli sviluppi di ciò che giochiamo oggi.
Ho deciso di rispondere a questa domanda del pubblico e da allora ho dedicato alla storia di giochi e giocattoli qualche libro, tre documentari per Lucca Games e RAI, una mostra e una trentina di puntate di Wikiradio su Rai Radio Tre.
Questo è pure un periodo in cui ci sono molti aspiranti autori. Per chi vuole creare giochi o scrivere libri-gioco la storia del passato è particolarmente importante perché rappresenta una serie di casi di successo da cui imparare, una fonte di ispirazione, una serie di esperienze da cui recuperare elementi di gioco ancora validi. E anche un pregresso da conoscere per non reinventare l’acqua calda.
SDC - Se dovessi dare un solo consiglio a un lettore che si appresta ad aprire
Leslie's Life per la prima volta oggi, quale sarebbe?
Andrea Angiolino - Non farsi condizionare dallo stile del disegno, underground e un po’ naif come usava all’epoca. Charles Platt è assai più raffinato di quanto non sembri di primissimo acchito.
SDC - Quale gioco invece assoceresti a questo titolo?
Andrea Angiolino - Domanda difficile! Un naufragio, una vignetta con un serpente di mare e la diffusa quanto ironica cattiveria mi fanno pensare al gioco da tavolo Survive! di Julian Courtland-Smith, anche lui un classico d’epoca che ha ancora molto da dire oggi. Pubblicato dalla Parker nel 1982, ha avuto varie edizioni con diversi nomi tra cui una italiana come Si salvi chi può (EG). Oggi si trova come Survive the Island. Se non lo avete mai provato, vale proprio la pena di procurarvelo.
SDC - A quali altri progetti stai lavorando in questo periodo?
Andrea Angiolino - Innanzi tutto sta uscendo un mio cruciverba-gadget per Ludic, Incroci d’amore: lo schema è riscrivibile, tutte le definizioni sono a tema amoroso. Sto anche cercando di far uscire una versione commerciale di Prima o dopo, un party game che definirei “l’anti-Trivial”: l’ho creato l’anno scorso con Fabrizio Casa per il centenario dell’Istituto Treccani. Sto seguendo l’impaginazione della terza edizione de Il Gobbo Maledetto, libro-gioco aeronautico ambientato nel 1941: scritto con Gregory Alegi, è illustrato con oltre un centinaio di foto d’epoca. Dopo il successo di Fantozzi batti lei e L’allenatore nel pallone per Ravensburger, due super-Memory sulla commedia all’italiana, stiamo valutando l’ipotesi di un terzo titolo: vediamo se andrà in porto.
Sto finendo Roma - Città del potere, il supplemento ufficiale di Raven e Chaosium per ambientare avventure de Il Richiamo di Cthulhu nella mia città. Ho riportato e dettagliato storia, miti e leggende dell’Urbe rilette nella chiave dei Miti. Andrea Bartoli e alcuni autori dei collettivi Paolo Agaraff e Pelagio d’Afro hanno scritto tre lunghe avventure tra futuristi, archeologi e camicie nere… Credo che stia venendo proprio un bel prodotto.
Sto realizzando un libro-gioco divulgativo per un ente e una guida insegnanti per un concorso nelle scuole, su cui non posso ancora rivelare dettagli. Sto anche cercando di recuperare un altro inedito d’epoca, un’operazione simile a quella di Leslie’s Life, ma è presto per dire se il colpaccio mi riuscirà.
Inoltre mi dedico a Wings of Glory, il mio gioco di simulazioni aeree che è uscito nuovamente in italiano grazie a BlacKnight dopo parecchi anni d’assenza nella nostra lingua e che sta suscitando un nuovo interesse. Si preparano nuove uscite e il 3 ottobre al COMBO Festival di Milano tenteremo di battere il record della più grande partita del mondo, attualmente detenuto da FirenzeGioca con 117 giocatori allo stesso tavolo.
Infine
un progetto non di gioco: un incontro alla Società Geografica
Italiana, il 28 ottobre, dove invito un ex ragazzo che con tre amici,
nel 1953, è andato da Roma a Capo Nord con una Fiat Balilla di oltre
vent’anni prima. Pionieri di un tipo di vacanza che andrà di moda
parecchi anni dopo. Ci faremo raccontare da lui come è andata
proiettando le cartoline inviate man mano alla famiglia e
parcheggiando nella villa la sua auto originale, la fuoristrada di un
trasvolatore incontrato lassù e forse anche una Ferrari e due Vespe
che ne hanno successivamente seguito le orme.
SDC - Qualche
piccola anticipazione sul prossimo Lucca Comics and Games 2026?
Andrea Angiolino - Sto
partecipando a un esercizio di memoria collettiva perché si
preparano i festeggiamenti per i 60 anni del Salone dei Comics aLucca. Almeno per la sezione di Lucca Games io di ricordi ne ho
parecchi: ho partecipato a quasi tutte le edizioni, sin dalla prima.
E così sono a disposizione di chi cura mostre e organizza incontri
per ricostruire dettagli, curiosità, aneddoti. Sarà una bella
occasione di recupero e trasmissione della memoria, curiosa e
divertente anche per chi questa storia non l’ha vissuta.
Inoltre mi hanno chiesto aiuto per mettere su un’altra partita “alla grande” di Wings of Glory. Ma non per numero di giocatori… Vedremo se il progetto si concretizza, sarebbe un’altra bella situazione per divertirci assieme.
Andrea Angiolino, nato a Roma nel 1966, è autore e massimo esperto di giochi: da tavolo, di ruolo, televisivi e per rivista. Suoi il Dizionario dei giochi Zanichelli e la voce “gioco” della X Appendice dell’Enciclopedia Treccani. Insegna Game Culture alla NABA Roma.
Charles Platt, nato a Londra nel 1945, è un romanziere, programmatore, saggista e giornalista inglese. È stato art director della rivista di Michael Moorcock New Worlds e ha scritto a lungo su Wired. Collabora alla rivista Make.
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| Edgar: i grandi classici dell’intrattenimento: libri introvabili, grandi narrazioni, personaggi leggendari, e un ampio apparato che ne ricostruisce la storia editoriale. |
© Homo Scrivens s.r.l.
Uscita: maggio 2026
Autore: Charles Platt
Collana: Edgar
Info: pp. 154 – 14x21 – brossura
ISBN: 9788832785036
Prezzo: € 15
Promozione: Bibliomanie
Distribuzione: Messaggerie Libri










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