Social: Twitch è andata oltre il gaming


I contenuti non legati al gioco si stimano in 7,4 miliardi di ore di diretta all’anno, ma la piattaforma è ancora considerata una nicchia


Twitch, la nota piattaforma di livestreaming, non è più solo un sito di gaming che occasionalmente ospita altro. Oggi, infatti, le categorie non legate al gaming rappresentano il 39% del tempo di visualizzazione complessivo, quasi il doppio rispetto al 20% del 2020. La recente migrazione dei principali creator da TikTok e Snapchat, unita a un'impennata di contenuti non legati al gaming, ha trasformato la piattaforma di dirette video in uno dei pubblici più coinvolti e meno affollati da aziende, che la considerano ancora di nicchia: nel 2025 solo il 15% dei brand e delle agenzie europee (20% in Italia) ha investito in campagne su Twitch.

E’ quanto emerge da uno studio condotto dalla piattaforma di influencer marketing intelligence Kolsquare, per fotografare la trasformazione di Twitch e le abitudini del suo pubblico. Il social, acquisito da Amazon nel 2014, attira 240 milioni di persone al mese e 35 milioni di utenti al giorno, registra circa 19 miliardi di ore di visualizzazione all'anno e si è ricostruita attorno a talk show, musica, commenti sportivi e streaming IRL (In Real Life). Nel frattempo, però, i budget per gli influencer continuano a confluire verso i soliti feed affollati di Instagram e TikTok, nonostante i pubblici più coinvolti nel marketing digitale sembrino proprio essere quelli che trascorrono ore al giorno su Twitch, una piattaforma che la maggior parte dei brand classifica ancora sotto la voce "gaming".

Il punto di forza di Twitch è la relazione che riesce a costruire, non la semplice portata (reach) grezza che offre. Le trasmissioni durano mediamente dalle due alle otto ore e gli spettatori tornano giorno dopo giorno per una persona specifica e per la community che la circonda. Questa familiarità si traduce in un'insolita ricettività verso le partnership con i brand. Un sondaggio di Amazon Ads del 2025 ha infatti rilevato che il 54% degli spettatori di Twitch si fida dei consigli sui prodotti dei propri streamer preferiti, percentuale che sale al 67% tra i più attivi. Più della metà di questi spettatori altamente coinvolti ha dichiarato di aver effettuato ricerche su un prodotto dopo averlo visto in una trasmissione sponsorizzata.

I contenuti sono cambiati: "Just Chatting", ad esempio, è un formato generico basato sulla conversazione piuttosto che sul gameplay, ed è la singola categoria più vista sulla piattaforma. I creator che si sono fatti un nome su TikTok e Snapchat si stanno ritagliando sempre più spazio in tavole rotonde, incontri e streaming IRL giornalieri, attirando con sé milioni di spettatori. Il pubblico, di conseguenza, è cambiato negli ultimi anni: a livello globale, il 35% degli utenti di Twitch è composto da donne, l'età media dello spettatore è di 26 anni e il 72% ha meno di 34 anni. La dimensione del pubblico di un creator, inoltre, si rivela un indicatore impreciso del valore che offre. L'analisi di Kolsquare indica che gli streamer di fascia media (mid-tier), ovvero coloro che registrano una media compresa tra 500 e 5.000 spettatori simultanei, rappresentano spesso la scelta migliore per chi intende investire. A questa scala, lo streamer può ancora rispondere ai singoli utenti in chat, che è proprio il punto in cui si concretizza un'integrazione autentica con gli sponsor.

Parte del motivo per cui questo approccio funziona è che il pubblico di Twitch considera la sponsorizzazione di un brand come il costo necessario per mantenere un creator in onda, piuttosto che come un'intrusione, come avviene su altri social. Oggi Twitch rappresenta la più grande opportunità non ancora sfruttata nell'economia dei creator. I brand che si muovono d'anticipo, stanno costruendo con il pubblico relazioni che invece non è possibile comprare su un semplice feed” afferma Greta Pelizzari, Field Marketing Manager di Kolsquare Italia.