Il libro del quale parliamo ha come titolo “Oscure Radici: delirio, morte e leggenda nell’albero genealogico di Howard Phillips Lovecraft”, scritto da Adriano Monti Buzzetti Colella, e pubblicato dalla Società editrice La Torre.

Sulla vita di H. P. Lovecraft è stato già scritto molto (anche noi abbiamo proposto un testo uscito di recente, sempre per conto della Società editrice La Torre, e la cui recensione sitrova qui), tuttavia non è stato sempre semplice trovare notizie per quanto riguarda i suoi parenti. Non occorre una laurea in psicologia per intuire che tutti gli orrori dei quali il solitario di Providence è stato attanagliato, abbiano come origine proprio dalla sua storia famigliare. Questo testo ne racconta molti aneddoti, e rende partecipe il lettore di episodi che avrebbero sicuramente scosso la psiche di qualsiasi essere umano. Come leggiamo fin dall’introduzione, scritta da Pietro Guarriello, “la loro fu una lunga discendenza attraversata da lutti, eventi tragici e sciagure, con retaggi di follia e di morte” (p. 25). Non è dunque un caso che praticamente “tutti i personaggi di Lovecraft l’orrore lo trovano andando alla ricerca delle proprie radici” (p. 27). La madre ed il padre di Lovecraft finirono entrambi la loro esistenza all’interno di un ospedale psichiatrico, e questo libro ne ripercorre le possibili cause (dalla sifilide, allo stress post-traumatico, fino all’ipotesi di pazzia depressivo-persecutoria, tutte spesso diagnosticate sotto il nome di “paresi – o paralisi – generale”). Lo stesso Lovecraft scriveva: “non ho ereditato un buon corredo di nervi, dal momento che i miei parenti stretti da entrambi i lati della mia ascendenza erano inclini ad emicranie, esaurimenti nervosi e collassi” (p. 50).

 

Non solo. Il piccolo Howard veniva spesso definito “sfigurato” dalla propria madre, la quale evitava di farlo uscire per strade troppo trafficate, provocando quasi sicuramente nel figlio la paura per la deformità e per la diversità in generale. E neanche a dire che lo scrittore potesse trovare conforto in qualche parente più prossimo: la storia dei Lovecraft, originari dell’Inghilterra ed arrivati in America in cerca di fortuna, è infatti segnata da sciagure e disastri. Da incendi anzitutto: le fabbriche che riuscirono a costruire presero inspiegabilmente tutte fuoco, mandando letteralmente in fumo gli investimenti di una vita. E neanche a dire che si potesse andare a fare una rilassante gita al lago in tranquillità. Sicuramente ci sarebbe scappato il morto, anzi, in questo caso la morta. Una parente di Lovecraft muore in circostanze misteriose a seguito del rovesciamento della barca sulla quale stava insieme ad altri parenti. Fu l'unica però a morire. Sulla sua tomba si legge: perduta sul Lago Ontario. Il suo corpo, infatti, non fu mai più ritrovato.

Questo libro è dunque pieno zeppo di aneddoti e curiosità riguardanti la famiglia dei Lovecraft, con un’appendice che ne ripercorre l’albero genealogico, ci mostra foto, disegni, ritratti, ma anche articoli di giornali locali nei quali questa famiglia sembrava protagonista, spesso e volentieri con storie tragiche. Prendiamo Fred Lovecraft ad esempio: un personaggio ambiguo, al punto che moltissime delle persone intorno a lui finirono per suicidarsi. Fu protagonista di storie al di là del reale, in particolare di un evento tanto spaventoso e tanto macabro – che però qui non racconteremo – al punto che “un ritaglio di giornale con i dettagli dell’accaduto venne ritrovato, dopo la sua morte, persino tra gli appunti di Bram Stoker” (p. 152). 

 


Howard, però, non si perde d’animo, si sforza di dimenticare i suoi parenti più prossimi, ed inizia a cercare i suoi antenati guardando molto indietro nel tempo, sicuro che avrebbe trovato qualcosa (o meglio qualcuno) a cui aggrapparsi. Durante le sue ricerche sembra venire a capo di una serie di nomi che furono in passato molto importanti nel panorama inglese, tra i quali spicca quello di John Field (o Feild – 1520-1587) “detto il proto-copernicano d’Inghilterra, il quale nel 1556 pubblicò un almanacco in cui si trova la prima menzione della teoria copernicana in lingua inglese” (p. 13). Il libro di Monti Buzzetti Colella elenca altri nomi illustri (per lo più da parte di madre, mentre da parte del padre non sembrano emergere nomi di “qualità”, portando Howard ad essere deluso dalla discendenza paterna), nomi forse un po’ troppo illustri, al punto da far dubitare S. T. Joshi, il suo più grande biografo, di tale discendenza.

Ad ogni modo, con le sue ricerche Lovecraft ha contribuito a rendere immortali i suoi parenti, a dagli quell’importanza che forse non avrebbe mai voluto dargli. Ha tentato, con ogni probabilità, di psicanalizzarsi da solo, scavando nel suo passato più oscuro e profondo alla ricerca della radice del suo male. Le storie raccontate in questo libro coinvolgono il lettore e lo rendono partecipe di questi mali, al punto che il testo ci presenta una frase che può essere inserita a metà tra una conclusione ed un nuovo inizio: “la sterilità, un tragico incidente, il fuoco che incenerisce anni di fatiche e di investimenti, una probabile debolezza ereditaria di nervi, gli incroci tra consanguinei, la malattia, la follia, il suicidio” (p. 79).


 Oggi Lovecraft è ritenuto forse il più grande scrittore horror che l’umanità abbia mai conosciuto, è stato letto, studiato e copiato in tutte le salse, soprattutto dopo la sua morte. Una morte che, ovviamente, non poteva non essere tragica. Il geniale scrittore di Providence, infatti, morirà solo, senza eredi, e ad oggi il nome dei Lovecraft risulta scomparso dal continente americano. Howard è l’ultimo della sua “specie”, forse consapevole di aver voluto, con la sua morte, porre fine una volta per tutte alle sciagure della sua famiglia.

Titolo: Oscure Radici: delirio, morte e leggenda nell’albero genealogico di Howard Phillips Lovecraft
Autore: Adriano Monti Buzzetti Colella
Editore: Società editrice La Torre
Prezzo: 22,50 €