Intervista a Giovanni Mattioli, autore di Piera degli Spiriti

Per festeggiare i vent’anni dalla prima pubblicazione di Piera degli spiriti, la celebre graphic novel di Davide Toffolo e Giovanni Mattioli, Panini Comics presenta una nuova edizione tutta a colori e con copertina inedita, disponibile anche in versione deluxe nella collana Panini 9L.

Ed ecco l'intervista a Giovanni Mattioli, l'autore di "Piera degli Spiriti". 

 
 "Piera degli Spiriti" torna dopo venti anni dalla sua pubblicazione, in una nuova versione a colori. Quanto questo fumetto è stato importante all'epoca e quanto lo è riproporlo ora?
Piera nasceva da un’urgenza, dal bisogno e dalla voglia di raccontare quella cosa lì in quel momento lì, e credo che in questo fosse molto in sintonia con una generazione di lettori che lo hanno amato e che si sono identificati con lei.

Nello stesso tempo quel libro ha, da quello che vedo, influenzato anche parecchi autori di fumetti, che si sono formati con quel modo di raccontare e che oggi fanno dei libri che hanno qualche piccolo o grande debito con Piera. In questo senso, riproporlo oggi è doppiamente interessante.

Quali ricordi sono legati a questa storia?
Inevitabilmente molti. L’eccitazione di raccontare una storia che senti molto tua, la casa di Piera che ora è ristrutturata ma che allora quasi abbandonata, la ricerca delle ambientazioni in giro per i posti dove anche io e Davide eravamo stati adolescenti, il fare i conti con una parte della tua vita, elastici per gli apparecchi dei denti usati per fare le trecce ai capelli, suggestioni tutto intorno a te che diventano pezzi di storia.

Come nasce il personaggio di Piera? A chi ti sei ispirato per darle vita?

Piera nasce in un momento particolare del nostro lavoro. Avevamo pubblicato un paio di anni prima "Animali", il nostro primo libro assieme, a puntate su Comic Art. Poi abbiamo iniziato a bazzicare la redazione di Granata Press, raccontando a Luigi Bernardi le nostre idee sul fumetto e le cose che volevamo raccontare.

Davide stava disegnando una storia per Nova Express, la rivista di Granata Press che in quel momento incrociava le cose più interessanti del fumetto mondiale, da Magnus a Ryoichi Ikegami, da Howard Chaykin a Roberto Baldazzini creando un mix molto particolare, e intanto stavamo pensando a cosa fare.

Proprio in quel momento, Davide mise per primo a fuoco qualcosa, pescando dal frullatore di idee che ci scambiavamo quotidianamente ma che non erano ancora un progetto preciso, che divenne una tavola, quella di Piera che piange per la morte della nonna, e da lì cominciò tutto.

Nel frattempo Bernardi ci propose di pensare a un progetto di rivista, qualcosa per gli adolescenti, visto che noi avevamo sempre in mente di raccontare quello, e noi pensammo a “Dinamite”, sulle cui pagine ci sarebbe dovuta stare Piera ma anche molte altre cose degli autori che in quel momento sentivamo vicini alla nostra idea di raconto a fumetti.

Cos'ha Piera di te o cosa non ha e che ammiri?
Quello che ammiro di Piera è la sua determinazione, la volontà di provarci.

Considerato un vero e proprio romanzo di formazione, Piera degli Spiriti si appresta a rivivere la sua seconda adolescenza. Secondo te, gli adolescenti di oggi si rispecchieranno in Piera?
Nella misura in cui Piera ha raccontato qualcosa dell'adolescenza, diciamo così, assoluta, anche un adolescente di oggi ci si può ritrovare. Il mondo intorno a noi è cambiato, ma non quella fase della vita in cui di fronte a te si aprono infinite e spaventose possibilità, di cui hai solo in parte coscienza ma che vivi intensamente sulla tua pelle.

Credo che questo rimanga, ma saranno i nuovi lettori a dirlo!

Piera degli Spiriti, dopo l'anteprima del Comicon, sarà presentato anche in altre occasioni?
Tutte le volte che ce lo chiederanno noi saremo contenti di parlare di lei!

A quali altri progetti stai lavorando?
A niente di particolare, da molto tempo mi occupo soprattutto dei libri degli altri, dalla parte della redazione anziché da quella degli autori, ma anche da questo puno di vista il piacere di contribuire a dare al pubblico una storia bella ed emozionante da leggere rimane lo stesso!

SDC

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