Novembre si apre con un nuovo viaggio nella Terra di Mezzo. È arrivato nel catalogo Neverend Il femminile in Tolkien, il saggio di Angelo Costanzo dedicato alle figure femminili nell'universo creato da J.R.R. Tolkien. Da Lúthien a Éowyn, da Galadriel ad Arwen, fino ai personaggi meno conosciuti del Legendarium, il libro esplora il ruolo delle donne in un mondo narrativo che spesso viene ricordato soprattutto per le imprese dei suoi eroi. Eppure, sono proprio alcune di queste figure a custodire la memoria, orientare gli eventi e determinare il destino della Terra di Mezzo. Un'occasione per rileggere Tolkien da una prospettiva diversa, senza perdere di vista la complessità della sua opera e il contesto culturale in cui è nata.

Ne parliamo più diffusamente in questo articolo sul nostro blog.


E a proposito di libri e di lettori, sabato 7 e domenica 8 novembre saremo a Villa Mazzotti, a Chiari, in provincia di Brescia, per la Rassegna della Microeditoria. Porteremo il nostro catalogo, comprese le ultime novità, e sarà soprattutto un'occasione per incontrarci, scambiare qualche parola e parlare di storie, autori e letture. Per una piccola casa editrice che lavora molto online, poter conoscere di persona chi legge i nostri libri è sempre una parte importante del lavoro. Se siete da quelle parti, venite a trovarci!


Intanto continua il percorso di Asimov e la scienza, il saggio di Emanuele Manco dedicato alla psicostoria, ai robot e al rapporto tra fantascienza e conoscenza scientifica. Dopo la presentazione a Stranimondi, Manco tornerà a parlare dell'universo asimoviano sabato 12 dicembre, alle 15, al Circolo Filologico Milanese, in via Clerici 10 a Milano. Al centro dell'incontro ci saranno le Tre Leggi della Robotica e soprattutto la Legge Zero, con una domanda che dalla fantascienza arriva direttamente al nostro presente: che cosa accade quando una macchina deve proteggere non più un singolo essere umano, ma l'umanità intera? E soprattutto, chi decide quale sia il suo bene? Da Asimov il discorso si allargherà alle intelligenze artificiali di altre grandi storie della fantascienza, da Terminator a Matrix.

Anche a questo tema abbiamo dedicato un approfondimento sul blog.


Tolkien, Asimov e gli altri universi narrativi che esploriamo nei nostri libri hanno qualcosa in comune: appartengono a quella cultura popolare che per lungo tempo è stata considerata poco degna di attenzione critica. Nel 1964 Umberto Eco, con Apocalittici e integrati, contribuì a cambiare questa prospettiva, mostrando come anche fumetti, televisione e prodotti dell'intrattenimento di massa potessero diventare oggetto di studio e di riflessione. A oltre sessant'anni di distanza, molte di quelle storie sono diventate parte integrante del nostro immaginario, e alcune hanno conquistato lo status di classici. Non significa che tutto ciò che è popolare sia necessariamente interessante o artisticamente valido. Significa, piuttosto, che la distinzione tra cultura alta e cultura bassa non è sufficiente a stabilire il valore di un'opera. È una convinzione che accompagna fin dall'inizio il nostro progetto editoriale e che abbiamo provato a sviluppare in un articolo intitolato Raccontare la cultura di massa e firmato da Riccardo Bruni. 

 

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