Uploaded ImageLe Radici del Buio di Augusto Lai (autore genovese) è un romanzo d'esordio edito da Bookabook, attualmente nella fase di crowdfunding e preordine che precede la pubblicazione.

L'opera intreccia sapientemente suspense, elementi soprannaturali, horror e mitologia, dando vita a una narrazione intensa e avvincente. La trama segue le vicende di William Colton, un uomo segnato dalla tragica perdita della moglie e della figlia, ossessionato dal desiderio di dare un volto a una misteriosa figura dagli occhi gialli intravista proprio la notte della tragedia. Parallelamente, nel Nord della Francia, una spedizione archeologica si mette sulle tracce di un'antichissima divinità primordiale nota come «la Madre».

Un viaggio oscuro tra mistero e antichi miti, pronto a conquistare gli amanti del brivido e della grande narrativa di genere.

La campagna Bookabook ha una durata complessiva di 100 giorni e un obiettivo di 200 preordini.

Questo il link diretto per supportare e conoscere il romanzo di Augusto Lai. 
https://bookabook.it/libro/le-radici-del-buio/



SDC - Se dovessi riassumere 'Le radici del Buio' in tre parole o in un'unica frase a effetto per incuriosire chi non lo ha ancora aperto, quali sceglieresti?"

Augusto Lai - Userei tre aggettivi: serrato, claustrofobico, cinematografico.

Serrato, perché il primo libro si svolge nell’arco di pochi giorni, a quattro mesi dalla tragedia che colpisce il protagonista.

Claustrofobico, perché alcune parti si svolgono in spazi stretti e chiusi. Poi, quegli stessi spazi angusti diventano l’animo umano, mentre il mondo attorno si espande.

Cinematografico, perché, essendo il primo di una serie, il romanzo ha il compito di gettare le basi del mondo che il lettore imparerà a conoscere. Per evitare che risultasse noioso, lento o pesante, ho adottato uno stile fatto di scene brevi e cambi di punto di vista, coinvolgendo più personaggi nei 41 capitoli che compongono il libro.
 

SDC - "Vampiri, licantropi e presenze oscure sono figure iconiche che la cultura pop, dal fumetto al cinema, ha esplorato in ogni salsa. Cosa ti ha spinto a riportarle in scena oggi e in cosa si differenzia la 'tua' versione di queste creature rispetto all'immaginario classico?"
Augusto Lai - In parte, le ho utilizzate proprio perché i lettori di questo genere di romanzi hanno grande familiarità con queste creature. Si trattava, perciò, di un ambiente sicuro e familiare, mentre tutto il resto attorno poteva apparire nuovo e persino spiazzante.

Per quanto riguarda i vampiri, mi sono ispirato ad autori come Anne Rice, mentre per i licantropi ho attinto a piene mani ad alcuni concetti della serie cinematografica Underworld.

Ho cercato, comunque, di dare loro una natura umana, tanto nei sentimenti quanto nelle azioni, riducendo quella distanza estrema che potrebbe esserci tra noi e creature potenzialmente immortali e potentissime.
 

SDC - "Il libro è ambientato a Milano, una città che nell'immaginario comune evoca frenesia, lavoro e modernità, piuttosto che misteri antichi. Come si sposa una metropoli così contemporanea con un'atmosfera da thriller paranormale e dark fantasy?"
Augusto Lai - In realtà, specialmente per chi ci ha vissuto per più di un decennio, come me, Milano di giorno è esattamente questo: frenesia, lavoro, modernità.

Di notte, però, cambia completamente. È una città che ha la sua storia, le sue tradizioni occulte e oscure e le sue leggende.

Un luogo che mi è caro e che ho riportato anche nel romanzo è l’ex manicomio di Mombello, ormai abbandonato: un vero luogo del terrore, che porta con sé storie da brivido.
 


SDC - "Il protagonista, William Colton, è un uomo devastato da una tragedia e catapultato in una realtà inconcepibile. Senza fare troppi spoiler, che tipo di sguardo porta all'interno della storia? È il classico 'eroe per caso' o un uomo guidato solo dall'oscurità che ha dentro?"
Augusto Lai - Nel primo libro, ciò che lo spinge ad andare avanti è l’ostinazione.

Nessuno sa spiegargli ciò che gli è successo, nessuno riesce a dargli un senso. Gli hanno detto che la sua famiglia è morta e che lui dovrebbe accettarlo, senza fare altre domande.

Ma William è un giornalista e, pur portando nel cuore il dolore della perdita, cerca di scoprire la verità, di avvicinarsi a essa, affrontando le paure di un uomo comune, come tutti noi.


SDC - "Nella trama compare la figura di un parapsicologo, Eugenio Coletti. Da esterna mi affascina molto il corto circuito tra scienza e occulto: nel tuo libro prevale il rigore dell'indagine quasi da noir/investigativo o la pura componente soprannaturale?"
Augusto Lai - Una delle sfide è stata proprio questa.

Non volevo creare un romanzo che ignorasse completamente le regole del mondo in cui viviamo. Perciò, qualsiasi creatura appaia nello scorrere delle pagine, deve sottostare alle stesse regole che governano il nostro mondo.

E dove, invece, sembra ignorarle, esiste comunque una spiegazione plausibile o verosimile.

 
SDC - "Nelle note di presentazione del libro citi il tuo interesse per la criminologia e per le grandi figure oscure della storia, chiedendoti cosa spinga una persona a scegliere il male. Come si riflette questa tua curiosità psicologica nei personaggi del romanzo?"
Augusto Lai - Per spiegarlo, vorrei fare una breve premessa.

Fino ai primi del Novecento, una parte della società credeva che esistesse una vera e propria predisposizione al male, come teorizzato da Cesare Lombroso.

Poi, negli anni Sessanta e Settanta, si è sviluppato il profiling così come lo conosciamo oggi, con la formazione del gruppo dell’FBI portato alla ribalta dalla serie TV Mindhunter. Anche in quell’approccio, però, si attribuiva grande valore al contesto sociale nel quale il possibile criminale era cresciuto.

Io credo molto nel valore della scelta.

In un dato momento, un individuo che, per esperienze pregresse o traumi, potrebbe essere portato a compiere un gesto malvagio ha ancora la facoltà di scegliere se farlo o meno.

Praticamente tutti i personaggi della storia affrontano un momento nel quale possono scegliere. E non sempre scelgono il bene. Anzi.
 


SDC - "Occupandomi molto di fumetto e storie figurate, noto sempre quanto la cultura visiva influenzi la scrittura. Quando ideavi le scene di 'Le radici del Buio', avevi in mente un ritmo più cinematografico o riferimenti legati a determinati autori o illustratori?"
Augusto Lai - Nell’ideare le varie scene del libro, mi sono rifatto molto a Miller per la componente fisica della scena. Ogni gesto, colpo e corpo deve avere un suo peso, una massa e una resa facilmente identificabile.

Allo stesso modo, mi sono ispirato molto a Zack Snyder, che ha trasposto alcuni fumetti in film in maniera eccezionale.

Cercavo anche di trasmettere inquietudine in scene apparentemente normali e, in questo, mi sono ispirato a Stephen King e persino a Steven Spielberg e Peter Benchley, in particolare per la scena del primo attacco nel film e nel romanzo Lo squalo.

SDC - "Il libro sembra muoversi sul filo del rasoio tra thriller, horror psicologico e fantasy urbano. Come sei riuscito a dosare questi elementi senza far pendere troppo la bilancia da una parte sola?"
Augusto Lai - Non è stato semplice e ha richiesto diverse riscritture.

L’horror psicologico e il fantasy, infatti, possono richiedere che i personaggi si ritrovino in determinate situazioni perché la storia deve avanzare o per dare al lettore una particolare soddisfazione.

Il thriller, invece, richiede che ogni passo avanti sia compiuto dal personaggio perché ha posto la domanda giusta oppure ha seguito la propria intuizione.

Di nuovo, ha scelto di trovarsi lì perché, dal suo punto di vista, aveva senso farlo. Ed è attraverso le sue scelte che la storia procede.
 


SDC - "Che tipo di esperienza emotiva ti auguri che viva il lettore durante la lettura? Vuoi che prevalga la tensione del mistero, l'inquietudine dell'horror o la riflessione sui dilemmi morali dei personaggi?"
Augusto Lai - Un mix di tutto, onestamente.

Questo libro mi è servito per affrontare il trauma della morte di un mio carissimo amico, caduto in Ucraina come combattente a fianco dell’esercito ucraino.

C’è quindi il senso della perdita, il dolore di fronte a un evento che è sempre traumatico e brutale.

Vorrei che il lettore desiderasse proseguire nella lettura perché riesce a cogliere i piccoli collegamenti tra un personaggio e l’altro, tra un fatto e un altro che, per il periodo storico o la localizzazione geografica, sembrano del tutto scollegati.

Invece, sono come un filo rosso che riunisce tutto e che poi si interrompe proprio dove inizia il secondo libro.

Nella mia mente, questa storia è un’esalogia. Tre libri sono già ultimati e, per i tre restanti, ho già definito i punti principali e, ovviamente, il gran finale.

SDC - "Il romanzo è attualmente in campagna di crowdfunding su Bookabook. Da autore, com'è presentare e 'raccontare' un libro a una community di lettori prima ancora che questo sia fisicamente stampato e riposto sugli scaffali?"
Augusto Lai - Onestamente, è un po’ come fare il musicista in una band poco conosciuta.

Quando suoni in una cover band, tutti conoscono già il testo e la melodia: è più facile che cantino insieme a te e ti accompagnino.

Quando, invece, presenti i tuoi inediti, qualcosa che, a parte gli amici stretti, nessuno ha mai sentito, devi essere capace di attirare l’attenzione e di crearti un seguito.

Ed è quello che spero di fare con Le Radici del Buio, augurandomi che tante persone vogliano seguire il viaggio che ho immaginato.

La campagna Bookabook ha una durata complessiva di 100 giorni e un obiettivo di 200 preordini.

Link diretto:
https://bookabook.it/libro/le-radici-del-buio/


SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: Le Radici del Buio
Autore: Augusto Lai
Genere: thriller soprannaturale, horror e dark fantasy
Lunghezza: circa 84.000 parole
Ambientazione: contemporanea, tra Italia, Stati Uniti e altri luoghi del mondo, con richiami a una mitologia antica.
Stato editoriale: romanzo selezionato da bookabook, attualmente in campagna di crowdfunding tramite preordini.

L’autore
Augusto Lai è un autore genovese e ingegnere informatico. Le Radici del Buio è il suo romanzo d’esordio e il primo volume di un progetto narrativo più ampio