Il desiderio di essere inutile - Hugo a Venezia
 
La Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, insieme alla Settimana Internazionale della Critica e le Giornate degli Autori, rende omaggio a Hugo Pratt con la proiezione speciale fuori concorso del documentario di Stefano Knuchel
 
Sabato 12 settembre nella Sala Casinò (Palazzo del Casinò), ore 15.

 La Biennale di Venezia ha il piacere di annunciare insieme alla Settimana Internazionale della Critica e alle Giornate degli Autori la proiezione speciale fuori concorso de  Il desiderio di essere inutile - Hugo a Venezia, omaggio al celebre fumettista Hugo Pratt diretto da Stefano Knuchel e prodotto da Fiumi Film.

In occasione del centenario della sua nascita, che ricorrerà nel 2027, la Mostra, la Settimana Internazionale della Critica e le Giornate degli Autori celebrano insieme il percorso di un artista le cui storie sono molto più di semplici avventure: sono riflessioni sul viaggio, sulla libertà, sull'identità e sul desiderio di conoscere l'altro. Con il suo tratto essenziale ed elegante e una narrazione colta e poetica, Hugo Pratt ha rivoluzionato il fumetto, dimostrando come la letteratura disegnata possa raccontare la complessità dell'animo umano con la stessa intensità del romanzo e del cinema. Ancora oggi è considerato uno dei maggiori maestri del fumetto d'autore e la sua eredità continua a ispirare artisti, scrittori e lettori in tutto il mondo.

La proiezione speciale de Il desiderio di essere inutile - Hugo a Venezia avrà luogo nella Sala Casinò del Palazzo del Casinò (Lido di Venezia) sabato 12 settembre alle ore 15. Il film conclude la trilogia dedicata a Pratt, iniziata con Hugo in Africa (2009) e proseguita con Hugo in Argentina (2021). Il documentario non si limita a raccontare la biografia dell'autore, ma esplora la nascita del suo immaginario artistico e il modo in cui viaggi, incontri e culture diverse hanno contribuito alla costruzione della sua opera. Il racconto si sviluppa tra Venezia, luogo delle origini, il Pacifico, simbolo dell'avventura e dell'altrove, e la Svizzera, spazio della memoria e degli ultimi anni di vita. Attraverso materiali d'archivio, fotografie, documenti inediti e le registrazioni esclusive delle conversazioni tra Hugo Pratt e il biografo Dominique Petitfaux, il film restituisce un ritratto intimo dell'autore e della sua visione del mondo.

Il titolo Il desiderio di essere inutile richiama una celebre espressione di Hugo Pratt e racchiude un duplice significato. Da un lato rappresenta la rivendicazione del fumetto come forma d'arte, a lungo considerata marginale ma elevata da Pratt a linguaggio di grande valore letterario e artistico; dall'altro esprime una filosofia di vita fondata sulla libertà, sul rifiuto di ridurre l'esistenza a una funzione o a un'utilità e sulla disponibilità ad accogliere l'imprevisto e l'avventura. Il titolo costituisce inoltre un omaggio al libro di conversazioni tra Hugo Pratt e Dominique Petitfaux ("Le désir d'être inutile: Souvenirs et réflexions"), divenuto un testo fondamentale per comprendere il percorso umano e artistico dell'autore. Arricchito dalle testimonianze di Patrizia Zanotti, Dominique Petitfaux, Thierry Thomas e Marco Steiner, il documentario conclude una ricerca cinematografica durata vent'anni, restituendo Hugo Pratt come uno dei più importanti autori della letteratura disegnata e una figura ancora oggi capace di parlare al pubblico contemporaneo.

Hugo Pratt (1927-1995) è stato uno dei più grandi autori di fumetti del Novecento, capace di trasformare questo linguaggio in una vera forma di letteratura. Nato a Rimini e cresciuto a Venezia, trascorse l'infanzia tra le calli della laguna e gli anni difficili della Seconda guerra mondiale, esperienze che segnarono profondamente la sua sensibilità. La sua vita fu caratterizzata da continui viaggi: visse in Etiopia, Argentina, Inghilterra, Francia e Svizzera, entrando in contatto con culture, paesaggi e tradizioni diverse che alimentarono costantemente il suo immaginario. Pratt non fu soltanto un disegnatore, ma un instancabile esploratore, affascinato dalla storia, dalla geografia, dalla letteratura e dai miti di ogni popolo. Tutto ciò confluisce nelle sue opere, dove realtà e fantasia si intrecciano con naturalezza. La sua creazione più celebre è Corto Maltese, un marinaio libero, ironico e anticonvenzionale che attraversa il mondo inseguendo più la curiosità che la ricchezza. Attraverso questo personaggio, Pratt racconta un'epoca di grandi cambiamenti storici, popolata da rivoluzionari, poeti, pirati, spie e sognatori. Tuttavia, la sua produzione artistica è molto più ampia e comprende opere come Gli scorpioni del deserto, ambientata durante la Seconda guerra mondiale in Africa; Anna nella giungla, una delle sue prime serie d'avventura; Wheeling, ispirata alla storia della frontiera nordamericana; Jesuit Joe, che affronta il tema dell'identità e della giustizia attraverso la figura di un giovane meticcio canadese, e Cato Zulu, ambientata nell'Africa coloniale. Attraverso questi racconti, Pratt dimostra una straordinaria capacità di unire documentazione storica, immaginazione e riflessione umana. Le sue storie non sono semplici avventure, ma riflessioni sul viaggio, sulla libertà, sull'identità e sul desiderio di conoscere l'altro. Il suo tratto essenziale ed elegante, unito a una narrazione colta e poetica, ha rivoluzionato il fumetto, dimostrando che una tavola disegnata può emozionare, far riflettere e raccontare la complessità dell'animo umano con la stessa intensità di un romanzo. Ancora oggi Hugo Pratt è considerato un punto di riferimento imprescindibile per il fumetto d'autore e la sua eredità continua a ispirare artisti, scrittori e lettori di tutto il mondo.