XXIX CERVINO CINEMOUNTAIN:
DAL GRANDE CINEMA DI MONTAGNA A MIYAZAKI,
OTTO GIORNI TRA AVVENTURA, CULTURA E IMMAGINAZIONE


Lillo”, Matteo Della Bordella, Federica Mingolla, Francesca “La Rossa Volante” Porcellato, Lorenzo Barone, Andrea Occhipinti, Enrico Camanni e Hervé Barmasse sono alcuni dei protagonisti della XXIX edizione del festival del cinema di montagna più alto d’Europa. E ancora l’omaggio a Hayao Miyazaki, gli appuntamenti dedicati all’alpinismo e all’esplorazione fino alla celebrazione dei 90 anni di Cervinia e delle sue funivie, il Cervino CineMountain svela alcuni degli eventi più attesi dell’edizione 2026.


25 luglio – 1 agosto


Valtournenche, 22 giugno 2026_ Il cinema che racconta la montagna, le grandi imprese sportive, le storie provenienti dai confini del mondo, la letteratura, l'arte, la memoria e l'immaginazione. Dal 25 luglio al 1° agosto torna il Cervino CineMountain, il festival del cinema di montagna più alto d'Europa, che per la sua XXIX edizione propone un programma capace di intrecciare visioni, linguaggi e generazioni diverse, portando ai piedi del Cervino alcuni dei protagonisti più autorevoli della cultura alpina e del cinema contemporaneo.


Ad aprire il festival saranno, come da tradizione, le due serate di Mountaintelling, il panel realizzato in collaborazione con Film Commission Vallée d'Aoste dedicato al racconto della montagna sul grande schermo.

Sabato 25 luglio il pubblico incontrerà il regista Eros Puglielli e Lillo Petrolo in occasione della proiezione di Agata Christian – Delitto sulle nevi, una brillante commedia gialla ambientata tra le montagne della Valle d'Aosta, dove una valanga isola gli ospiti di un castello trasformando un evento promozionale in un intricato caso da risolvere. Accanto a Lillo, il film vede protagonisti Christian De Sica e un cast corale che comprende Paolo Calabresi, Maccio Capatonda, Chiara Francini, Giorgio Colangeli, Alice Pagani e Tony Effe.

La sera successiva sarà invece la volta di "Ultimo Schiaffo" di Matteo Oleotto, presentato dal regista insieme agli attori Adalgisa Manfrida e Massimiliano Motta. Con Ultimo Schiaffo, Matteo Oleotto torna al lungometraggio per il cinema dopo il successo di Zoran - Il mio nipote scemo, film rivelazione della Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Una commedia noir ambientata tra le montagne di confine del Friuli, dove il sogno di due fratelli in cerca di riscatto precipita in una surreale catena di eventi tra umorismo, neve e destini che si intrecciano. Due appuntamenti che confermano il dialogo sempre più stretto tra il festival e il cinema italiano contemporaneo.


Anche quest’anno attesissimi saranno gli appuntamenti con le matinées letterarie. Si comincia con "Dust - La via delle polveri", il viaggio straordinario dell'esploratore e cicloviaggiatore Lorenzo Barone. Considerato da molti l'ultimo vero esploratore della sua generazione, ha attraversato in solitaria deserti, steppe e regioni polari percorrendo oltre 100.000 chilometri in bicicletta attraverso più di sessanta Paesi, alla ricerca di un contatto autentico con i territori più remoti del pianeta. Parlerà del significato dell'avventura contemporanea e del valore dell'incontro con i territori più remoti, esplorando il viaggio come esperienza di scoperta, relazione e conoscenza.


Non mancheranno gli interpreti dell'alpinismo e degli sport estremi. Martedì 28 luglio il palco del Cervino CineMountain ospiterà "X-Treme - Oltre un limite", una serata che riunirà personalità capaci di ridefinire il concetto stesso di limite: Francesca "La Rossa Volante" Porcellato, tredici edizioni dei Giochi Paralimpici e quindici medaglie conquistate, l’onirico base jumper con materiali di recupero Frederic Montigny, Matteo Della Bordella, uno dei più forti e conosciuti alpinisti italiani contemporanei, e Franco Collé, tra i migliori interpreti italiani di sempre dell'ultra trail e dello skyrunning, quattro volte vincitore del Tor des Géants, in un confronto che attraverserà discipline, esperienze e visioni diverse dell'avventura.


Il giorno seguente il dialogo proseguirà nella matinée organizzata insieme al Club Alpino Italiano con la presentazione di "Le vie dei sogni", un incontro che vedrà protagonisti Matteo Della Bordella, Federica Mingolla e Andrea Greci. Tre voci autorevoli per raccontare il fascino verticale dell'alpinismo, il rapporto tra uomo e parete e il desiderio di esplorazione che continua a spingere verso nuove linee e nuovi orizzonti.


E le future generazioni di climber torna "Born To Climb", giovedì 30 luglio, il pomeriggio dedicato all'arrampicata per bambini e ragazzi che potranno avvicinarsi a questa disciplina accompagnati da istruttori e testimonial d'eccezione come Federica Mingolla, Hervé Barmasse, Don Paolo Papone. A seguire, la presentazione della nuova guida "Arrampicata in Valle d'Aosta", dedicata a uno dei territori più iconici dell'arrampicata italiana.


Tra i grandi fili conduttori dell'edizione 2026 emerge inoltre l'omaggio a Hayao Miyazaki, maestro assoluto dell'animazione mondiale e autore capace come pochi di raccontare il rapporto tra uomo, natura e immaginazione. Giovedì 30 luglio, nel cuore di Breuil-Cervinia, il pubblico potrà assistere alla proiezione open air di "Laputa - Il Castello nel Cielo", introdotta da Carlo Chatrian e realizzata in collaborazione con Lucky Red. Un percorso che culminerà sabato 1° agosto con l'incontro "40 anni con Miyazaki e Lucky Red", protagonista Andrea Occhipinti, per ripercorrere quattro decenni di cinema che hanno influenzato generazioni di spettatori in tutto il mondo.


La montagna sarà raccontata anche attraverso la musica e la parola nell'incontro al Lago Blu "Parole e note dal mondo per il Cervino", dove le musiche di Stracho Temelkovski accompagneranno letture affidate a Pedro Bastia, Luisa Montrosset, Eleonora Zappia, Gian Luca Rossi, Jacques Martinet, Luca Bich ed Enrico Camanni. Un momento immersivo in uno dei luoghi simbolo del territorio, dove il paesaggio diventa parte integrante della narrazione.


Il festival guarderà però anche alla propria storia e a quella della località che lo ospita. Nell'anno del novantesimo anniversario di Cervinia e delle sue funivie, una serata speciale proporrà materiali d'archivio e testimonianze per ripercorrere la nascita della stazione turistica e l'evoluzione del rapporto tra uomo e montagna attraverso filmati storici e immagini d'epoca.


A chiudere la settimana sarà la cerimonia di premiazione della XXIX edizione del Cervino CineMountain Film Festival, alla presenza della Giuria Internazionale, della Giuria CAI, della Giuria CVA e del pubblico. A seguire, lo spettacolo originale "Di Miyazaki e della sospensione", ideato da Lucia Folco, Roberta Calcagno e Andrea Carlotto, un ultimo omaggio alla forza evocativa delle storie e alla capacità del cinema di portarci, proprio come la montagna, oltre i confini dell'ordinario.



Tutte le info su:

www.cervinocinemountain.com

FB: @cervinocinemountainfilmfestival

Instagram: cervinocinemountainfestival

 

 

CERVINO CINEMOUNTAIN 2026:

TRE IMMAGINI PER RACCONTARE LA MONTAGNA CHE RESISTE


Dal 25 luglio all’1 agosto a Breuil-Cervinia e Valtournenche torna il festival del cinema di montagna più alto d’Europa, che svela la nuova immagine – anzi, le nuove immagini – la giuria internazionale e i primi ospiti annunciati tra i quali Matteo Della Bordella, Francesca Porcellato e

Federica Mingolla.

Un racconto plurale ispirato all’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori proclamato dall’ONU.

Tra i primi ospiti annunciati


Valtournenche – C’è un gesto antico, lento, che attraversa le stagioni e modella il paesaggio senza mai imporsi. È il passo del pastore, il ritmo del pascolo, la relazione millenaria tra uomo, animale e montagna. Dal 25 luglio al 1° agosto 2026, il Cervino CineMountain riparte da qui. Ma lo fa rompendo ogni schema: non una sola immagine, bensì tre. Tre visioni distinte e complementari, come tre atti di un racconto che si apre, si espande e ritorna.


Tre immagini, una montagna universale

Per la prima volta nella sua storia, il festival più alto d’Europa moltiplica il proprio volto visivo, abbracciando il tema dell’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, proclamato dall’ONU. Una scelta che è insieme radicamento e slancio, memoria e contemporaneità. Perché in Valle d’Aosta, più che altrove, il pascolo non è solo pratica agricola: è cultura, identità, paesaggio vivo.


Le tre immagini – concepite come un trittico narrativo – raccontano altrettanti momenti di questo universo, ma fanno qualcosa di più: trasformano la pastorizia in visione, fino a far emergere la montagna stessa dentro ogni scena.


Realizzate da Tullio Macioce, che da anni firma e accompagna l’identità visiva del Cervino CineMountain, le immagini dell’edizione 2026 riescono ancora una volta a muoversi tra fotografia, simbolo e suggestione, trasformando elementi quotidiani della vita d’alpeggio in un racconto contemporaneo della montagna.


La prima è una visione dall’alto, quasi astratta: un prato verde compatto, attraversato da centinaia di pecore che, come punti in movimento, disegnano un profilo inatteso. A uno sguardo più attento, quel brulichio diventa linea, contorno, rilievo. Il gregge si trasforma in geografia: è la montagna che prende forma attraverso il movimento animale, un paesaggio vivente che respira e si compone sotto i nostri occhi.


La seconda immagine, invece, è la più concreta e quotidiana. In una conca alpina, tra erba, pietre e silenzi, una vasca colma d’acqua – simile a una vecchia vasca da bagno – diventa punto di sosta e ristoro. È un’immagine profondamente familiare per chi conosce i pascoli valdostani: le vasche d’abbeveraggio, essenziali, spesso improvvisate, che punteggiano gli alpeggi. Ma dentro quella presenza semplice vive anche un altro racconto: quello della montagna che si arrangia, recupera e trasforma gli oggetti della vita quotidiana in qualcosa di utile e necessario. Una forma concreta di riutilizzo legato alla capacità dei pastori di cavarsela con ciò che hanno a disposizione. In quell’oggetto, che ha ritrovato un uso, c’è tutta l’intelligenza pratica della cultura alpina: essenziale, funzionale, profondamente connessa al territorio e alle sue risorse.


La terza immagine è un dettaglio: il manto di una mucca valdostana riempie l’inquadratura fino a perdere la propria natura immediatamente riconoscibile e trasformarsi in trama, rilievo, paesaggio. Le sfumature brune e avorio del pelo, attraversate dalla luce, ricordano creste rocciose, nevai e pendii scolpiti dal vento, creando un cortocircuito visivo tra animale e territorio. È un’immagine potente e sensoriale, quasi tattile, che restituisce tutta la fisicità dell’alpeggio e il legame profondo tra gli animali, la terra e l’identità culturale della montagna valdostana.


Tre immagini diverse, dunque, ma unite da una stessa intuizione: la montagna non è solo sfondo, è dentro le cose, nei gesti, negli animali, negli oggetti quotidiani. Basta cambiare punto di vista per vederla emergere.


Le Giurie: sguardi e visioni

Accanto a questa nuova identità visiva, il Cervino CineMountain 2026 annuncia una giuria internazionale che riflette la stessa pluralità di sguardi.


A guidarla sarà Alessandra Principini, professionista della comunicazione e dell’innovazione culturale, con una lunga esperienza nella progettazione di contenuti e strategie per il mondo creativo e audiovisivo. Dal 2023 lavora come Film Funds Manager per Movimenti Production, società leader nel settore dell’animazione indipendente in Italia.

Con lei, Cristina Cassano, da oltre trent’anni di esperienza nel settore audiovisivo, specializzata nella

gestione di progetti complessi per la valorizzazione e la diffusione del patrimonio cinematografico. È esperta in diritti d’autore, distribuzione internazionale e processi legati allo sfruttamento delle opere audiovisive e nell’organizzazione di rassegne, retrospettive, workshop e incontri professionali.

Completa la giuria Piotr Turkot, cofondatore del Krakow Mountain Festival, è stato sin dall’inizio responsabile del programma del festival e della selezione dei film in concorso. È anche stato co-fondatore ed editore di wspinanie.pl, la testata più popolare in Polonia dedicata all’arrampicata e all’alpinismo e co-editore della rivista per gli appassionati di outdoor “Outdoor Magazyn” e della prima rivista B2B del settore outdoor “4outdoor Biznes Magazyn”.


A loro si affiancherà come sempre la giuria del CAI, espressione diretta del legame tra cultura alpina e territorio: Elettra Bernardi, psicologa, nata e cresciuta tra i monti valdostani. Oggi vive tra Milano, dove lavora, e la sua Valle dove ha fondato il Gruppo Giovani CAI Valle d’Aosta, per creare spazi di dialogo con chi condivide le sue stesse passioni; Andrea Frenguelli, regista, media producer ed esercente cinematografico, vive a Perugia dove produce documentari e gestisce il PostModernissimo, tra i primi cinema di comunità in Italia, e dal 2017, fa parte della Commissione Cultura del Club Alpino Italiano; Piermauro Reboulaz, ex Presidente del CAI Valle d’Aosta, oggi curatore redazionale del periodico CAI “Montagnes Valdôtaines”.


I primi ospiti: dall’alpinismo alla narrazione

I primi nomi annunciati tra gli ospiti confermano la vocazione del festival a intrecciare sport, cultura e narrazione.


Ci saranno gli alpinisti 
Matteo Della Bordella, protagonista dell’alpinismo contemporaneo, Federica Mingolla, tra le voci più interessanti della nuova generazione, e Hervé Barmasse, simbolo di un alpinismo etico e radicato nel territorio. Spazio anche alle storie che superano ogni limite, come quella di Francesca Porcellato, la “rossa volante”, atleta paralimpica, fondista e paraciclista capace di attraversare discipline e decenni con una determinazione straordinaria. E ancora, l’energia fuori dagli schemi di Freddy Montigny, base jumper francese che usa materiali riciclati come sacchi neri dell’immondizia e vecchi tappeti per spiccare il volo dalle vette, tra sperimentazione e performance estreme. Tra gli ospiti anche lo scrittore Franco Faggiani, capace di raccontare il rapporto tra uomo e natura con una sensibilità narrativa profonda e contemporanea. E molti altri nomi saranno svelati nei prossimi giorni, in un programma che promette di ampliare ulteriormente i confini del racconto.


Con questa edizione, il Cervino CineMountain sembra compiere un passo ulteriore: non solo osservare la montagna, ma lasciarsi attraversare da essa. Le tre immagini del 2026 non sono soltanto un cambio di segno grafico, ma una dichiarazione di intenti.


Perché, come il passo lento dei pastori insegna, ci sono storie che non si raccontano in linea retta. Hanno bisogno di tempo, di spazio, di più sguardi. E forse è proprio lì, tra un’immagine e l’altra, che la montagna torna davvero a parlare.



Tutte le info su:

www.cervinocinemountain.com

FB: @cervinocinemountainfilmfestival

Instagram: cervinocinemountainfestival