Bologna, 19-22 novembre 2026


A OCCHI APERTI - 4ª edizione
Festival internazionale di fumetto e illustrazione 

A cura di Hamelin 


Punti di rottura

La quarta edizione del Festival internazionale di fumetto e illustrazione A occhi aperti è in programma a Bologna dal 19 al 22 novembre.
Punti di rottura, questo il titolo dell’edizione 2026, intende presentare una riflessione corale sulle forme che la conflittualità assume oggi nelle nostre vite: muovendo dalla presa di coscienza di una generale perdita della capacità di guardare a ciò che è altro da noi, artiste e artisti internazionali rifletteranno sulle possibili strade per tornare a vederlo come un punto d’inizio di nuovi futuri possibili.

Se ogni epoca ha avuto bisogno di qualche forma di conflitto per rapportarsi con l’altro e ridefinire i contorni della convivenza, infatti, questa spinta oggi sembra essersi inceppata: il conflitto si è progressivamente svuotato del suo potenziale generativo, riducendosi a semplice polarizzazione delle opinioni e alimentando derive politiche autoritarie.

Più che un terreno di confronto, “l'altro” è divenuto un peso che la società cerca di rimuovere, tra chi rifiuta in maniera radicale tutto ciò che è differente e chi sceglie di isolarsi in bolle fatte di persone e idee simili alle proprie. Per usare le parole del filosofo Byung-Chul Han, si tratta dell’“espulsione dell’altro”, un cortocircuito che appiattisce le differenze e ci scopre incapaci di stare nel disaccordo.

La personale di Helge Reumann
Punti di rottura è anche il titolo della prima mostra personale italiana dell’autore svizzero Helge Reumann, progetto speciale al centro del festival. Allestita in dialogo con lo spazio dell’ex chiesa di San Mattia a Bologna, l’esposizione ripercorrerà la sua opera attraverso tavole originali, installazioni e sculture.

Tra le voci più influenti del fumetto europeo indipendente, con il suo lavoro Reumann indaga le inquietudini del contemporaneo. Al centro della sua ricerca c'è un’estetica della violenza che restituisce un mondo dominato dallo scontro, facendosi critica spietata al presente.

Il suo universo visivo pesca dal weird, dall'horror, dalla fantascienza. Il gusto per il grottesco si intreccia alla rappresentazione di un’umanità fragile, schiacciata tra l'illusione del dominio assoluto sulla Terra e la realtà della propria natura finita. Tensioni e scontri occupano un ruolo centrale, osservate attraverso uno sguardo irriverente che ne rivela le assurdità.
Tutto questo è espresso attraverso una narrazione puramente visiva: i suoi fumetti, privi di parole e di un giudizio morale esplicito, risuonano con la generale perdita di senso che caratterizza lo scenario attuale.

Le altre voci del festival
Altri nomi della scena del fumetto e dell’illustrazione internazionale contribuiranno con la loro visione a comporre il percorso sul conflitto, uniti da una comune esigenza di trovare modi per reagire a questioni attuali all’apparenza insormontabili e schiaccianti, e al tempo stesso divisi nelle forme che queste risposte assumono nelle rispettive opere.

Tra gli artisti attesi, presenti in incontri e mostre personali: Lorenzo Mattotti, con il progetto Sottolebombe, serie di tavole che, con l’urgenza del bianco e nero, offre una  rappresentazione concreta del tema del conflitto attraverso lo sguardo delle sue vittime; Thierry Van Hasselt, in Italia con il suo ultimo graphic novel, La véritable histoire de Saint-Nicolas, rilettura contemporanea della figura del mitico protettore dei bambini alla luce della crisi climatica, delle guerre in atto e del generale decadimento dei valori sociali; Lisa Blumen, tra le autrici più interessanti del fumetto francese contemporaneo, al festival con una mostra che ne ripercorre l’opera, fatta di storie che, a partire dalle relazioni intime tra personaggi, si sviluppano in universi narrativi che sono lo specchio di molte storture del presente. E ancora, tra gli ospiti Davide Reviati,  Vittorio Giardino e Laurie Agusti.

Accanto alle mostre, il festival si conferma uno spazio di formazione per giovani artisti e artiste: in programma, una giornata dedicata a decine di studenti provenienti da dieci tra le principali Accademie d’arte e scuole di fumetto italiane; sessioni di portfolio review; un workshop intensivo e la mostra del progetto “Le figure del libro”. E ancora laboratori e attività di alfabetizzazione al visivo per scuole e biblioteche.

*Helge Reumann, nato a Uster nel 1966 e formatosi all’École des Arts Décoratifs di Ginevra, è una figura chiave della scena artistica e del fumetto underground svizzero. Docente presso la HEAD di Ginevra e vincitore del prestigioso Prix Töpffer (nel 2002, 2014 e 2019), ha saputo imporsi a livello internazionale grazie a un linguaggio visivo unico. Con la storica casa editrice ginevrina Atrabile ha pubblicato alcune delle sue opere a fumetti più significative. La sua ricerca artistica spazia dal disegno e dal fumetto alla pittura acrilica su legno, fino alla scultura in resina e alle installazioni sonore. Il lavoro di Reumann sfugge a qualsiasi categorizzazione, muovendosi con disinvoltura tra i principali festival di fumetto (BDFIL, Fumetto) e importanti istituzioni d'arte contemporanea (come il Centre d'art contemporain di Yverdon-les-Bains e il Lieu unique di Nantes). Le sue opere sono incluse in collezioni pubbliche e private, tra cui quelle del Musée d’art et d’histoire e del Fonds municipal d’art contemporain di Ginevra.