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Chiusa la 17esima edizione di PLAY Festival 2026, tracciamo un resoconto di questa edizione e cosa ci ha più colpito.


La mia prima volta al PLAY Festival è stata un'esperienza incredibile. Accompagnata da un veterano della manifestazione, nonché giocatore con esperienza ultra ventennale, mi sono lasciata condurre nell'esplorazione del festival e delle sue dinamiche. Proprio come in un gioco di ruolo.

Il BolognaFiere, per il secondo anno, si conferma uno spazio consono che offre promettenti prospettive di crescita per questo festival del gioco dove appassionati e neofiti (come la sottoscritta) si incontrano per giocare e testare nuovi giochi da tavolo o giochi di ruolo.

 
Questa diciassettesima edizione ha visto accorrere oltre 35mila visitatori unici, per un incremento dell'affluenza di 2,95% rispetto all'edizione precedente nello stesso polo fieristico. 
 
  
"Questa seconda edizione a BolognaFiere consolida definitivamente la nostra scelta - sottolinea Silvia Pozzi, Project Manager di Play per BolognaFiere - Registriamo un trend di affluenza in ulteriore crescita rispetto allo scorso anno, a dimostrazione che il pubblico ha eletto questo quartiere fieristico come la dimora ideale del gioco analogico. Visitatori, espositori, editori e associazioni hanno potuto sfruttare al meglio gli ampi spazi e i servizi di qualità che Bologna sa offrire".   
 

A caratterizzare in modo inequivocabile questa edizione 2026 è stata la sua forte impronta culturale e il suo impegno civile. Il festival ha scelto di celebrare una ricorrenza storica fondamentale: l'80° anniversario del diritto di voto alle donne in Italia.  
 


Da qui è nato l'hashtag #LaPLAY, un vero e proprio manifesto per un'edizione declinata al femminile che ha messo al centro le autrici, le innovatrici e le game designer che stanno lasciando un'impronta decisiva nell'industria ludica mondiale.

PLAY Festival si appresta ad avviarsi verso grandi numeri, con sempre più ospiti e tavoli da gioco, dove incontrarsi e giocare.

Variegato il popolo accorso al PLAY: ragazzi appassionati alla ricerca dei nuovi giochi proposti dalle case editrici; appassionati "vintage" alla ricerca di giochi per completare la propria collezione; appassionati del gioco di ruolo, per immergersi in scenari e interpretare per un paio d'ore personaggi completamenti diversi dalla propria realtà e, naturalmente, il punto forte di un festival del gioco come il PLAY: tantissimi tavoli a disposizione per poter giocare, giocare e giocare.

Senza alcuno stress. Senza file interminabili. 
Si, le persone erano tantissime ma l'offerta super variegata ha permesso al visitatore un'esperienza davvero piacevole e amichevole, senza alimentare serpentoni infiniti di code che spesso, possono scoraggiare anche i più temerari e affezionati visitatori.

E' molto soddisfatto Andrea Ligabue, Direttore Artistico di Play: "Il nostro storico motto 'Entra, Scegli, Gioca' ha risuonato più forte che mai in questi tre giorni. Abbiamo visto migliaia di persone di ogni generazione sedersi allo stesso tavolo, riscoprendo il valore della socialità autentica e del confronto faccia a faccia. Dai party game più immediati ai giochi storici, di ruolo investigativi, l'industria ludica italiana sta vivendo un'età dell'oro. Questa edizione, con il forte focus sull'inclusività e la straordinaria partecipazione dell'Area Scientifica e universitaria, dimostra che il gioco è a tutti gli effetti uno strumento fondamentale di cultura, educazione e cittadinanza attiva".

Spazio anche alle famiglie e ai bambini, i giocatori di domani. Una grande area ludica dove i giovanissimi hanno potuto cimentarsi in giochi a loro dedicati, tra mattoncini, giochi da tavolo giganti, piccoli enigmi da risolvere e giochi d'epoca, per provare l'ebrezza nel giocare con giochi divertenti ma senza la frenesia della modernità.

Ma alla fine, a cosa abbiamo giocato?
 

Tra i vari giochi proposti, ecco una panoramica di quelli che hanno attirato la nostra attenzione.  
 

Siamo partiti col testare GoKats, un gioco da tavolo con protagonisti dei gatti su dei go kart, per una folle corsa verso il traguardo. Un gioco davvero piacevole, semplice nel meccanismo e spassosissimo. L'obiettivo del gioco è quello arrivare primi al traguardo ma, il bello sta anche nell'infastidire gli avversari con carte "punitive" che ne rallentano la corsa. E in alcuni casi invece ne agevolano il sorpasso. 
 
 
Per il secondo gioco abbiamo scelto un gioco di ruolo dal titolo Drakonia, un classico role play game con un’ambientazione fantasy.
 
 
Le meccaniche di gioco, semplici ed intuitive, sono ideali anche per novizi, basate su un sistema d6 (ovvero con l'utilizzo dei dadi a sei facce), pensato ed ideato da Andrea “Master of Masters” Rossi. 

 


Per giocare a Yatai, il gioco da tavolo ambientato in Giappone, abbiamo dovuto prenotare per il giorno seguente. In questo gioco da tavolo, i giocatori sono i gestori di una bancarella di street food giapponese, alle prese con clienti locali e turisti, cercando di accontentare tutti senza ottenere recensioni negative. 

Un gioco che fa immergere i giocatori nel Giappone più tradizionale, quasi sconosciuto ai più, dove tra un piatto caldo e una bevanda rinfrescante, i vari cuochi si destreggiano sia per accontentare i propri clienti, sia mettendo in difficoltà gli altri giocatori, magari cedendogli i turisti (i segnalini che non portano punti per la vittoria del gioco).

 

Se non siete ancora stati in Giappone avrete modo di capire le dinamiche di come funzionano questi piccoli gioiellini; se invece ne siete reduci, amerete rituffarvi in quelle atmosfere che avranno reso magico il vostro soggiorno nel Paese del Sol Levante.

Lasciando le terre orientali, abbiamo deciso di tornare a giocare in Italia con The Midnight Pages, un gioco di ruolo investigativo a sfondo urbano. 

In questa avventura speciale, intitolata La Gazzetta Piemontese, siamo stati guidati da un giovane Master tra le strade del Lingotto, catapultandoci nella Torino dei primi anni '20. 

I nostri personaggi – un giornalista e una corriera della stampa clandestina – dovevano capire cosa stesse accadendo in città, affrontando situazioni surreali e inquietanti. 

 

È un'ambientazione che attinge a piene mani dall'immaginario di H.P. Lovecraft, una corsa contro il tempo nella disperata ricerca di non impazzire e di salvare la propria anima dalle oscure creature che popolano il lato invisibile, ma percepibile, della nostra realtà.


Per concludere con spensieratezza, abbiamo giocato anche a Gatti che odiano i Cetrioli (avete notato la presenza dei gatti in moltissimi dei giochi proposti?) un divertente gioco di carte dove i nostri amati felini, intenti nelle loro attività quotidiane, si ritrovano ad affrontare gli "orribili" e "spaventosi" cetrioli. Come si vince? Cercando di non prendere le carte dove sono segnalati i cetrioli. 

 

Tornati alla dimensione del PLAY Festival, abbiamo lasciato la manifestazione soddisfatti ma con un pizzico di malinconia: un'atmosfera così intensa è davvero difficile da respirare altrove.


Appuntamento dunque alla prossima edizione di PLAY Festival.

Il Veterano - Foto © SDC - Sara Di Carlo