Dal 16 aprile arriva in libreria per Tunué Repubblica di Claudio Stassi. Nella Spagna della Seconda Repubblica e del dopoguerra, Manolo, un bambino di dieci anni, racconta nel suo quaderno la vita quotidiana e le difficoltà di chi vive sotto la repressione. In una soffitta trova una pellicola nascosta, che riporta alla luce storie di coraggio, resistenza e speranza. Tra memoria privata e storia collettiva, il ragazzo scopre il desiderio di non dimenticare e di lottare insieme ad altri per un futuro migliore. Una riflessione sulla resistenza, le dittature, il costo e il valore della libertà.


IL LIBRO
Niceto Alcalá‐Zamora fu presidente della Seconda Repubblica spagnola tra il 1931 e il 1936. Il giorno della proclamazione, Fox Movietone filmò l’evento, ma quella pellicola rimase nascosta per decenni nella casa del sindaco di Priego de Córdoba, Francisco Adame, amico del presidente. Nel 2008, durante dei lavori in casa, venne scoperta insieme a un quaderno appartenuto a un bambino di 10 anni. Da questo ritrovamento nasce Repubblica, la prima graphic novel di Claudio Stassi basata su fatti reali.


Attraverso le vite di Manolo e Isabel, due giovani alle prese con la repressione, il desiderio di libertà e la
memoria familiare, Stassi intreccia la grande Storia con le vicende personali, restituendo voce e dignità a chi ha vissuto il silenzio e la paura della Spagna del dopoguerra.


Con un tratto evocativo e una narrazione potente, la graphic novel racconta la resistenza dei maquis e dei cittadini comuni, la fragilità e la forza di chi ha scelto di non dimenticare, e la speranza che illumina anche i momenti più bui della Storia.


L’AUTORE
Claudio Stassi nato nel 1978 a Palermo, vive e lavora a Barcellona. Ha pubblicato per numerosi editori italiani e internazionali. Per la Sergio Bonelli Editore ha disegnato episodi delle serie Dylan Dog e Dampyr. Tra i lavori maggiormente apprezzati dal pubblico e dalla critica figurano Brancaccio. Storie di mafia quotidiana, opera che si aggiudica il premio Micheluzzi e il premio Boscarato per la sceneggiatura di Giovanni Di Gregorio, e Per questo mi chiamo Giovanni.