In un mercato che nell'ultimo anno ha segnato una
crescita a valore del +6% e il comparto delle trading card che vola al
+23%, i giochi da tavolo entrano nelle super-categorie e
si confermano centrali nelle serate degli italiani
(dati Circana): a poco più di due mesi dal via, entra nel vivo il
countdown PLAY - Festival del Gioco
2026. Quest'anno la manifestazione non è
solo il punto di riferimento per il gioco da tavolo, di carte, di ruolo,
ma diventa anche un momento di impegno civile:
l'edizione coincide infatti con l'80° anniversario del diritto di voto alle donne in Italia. Da qui la scelta dell'hashtag #LaPLAY, un manifesto per
un'edizione declinata al femminile che mette al centro le autrici e le innovatrici del mondo del gioco.
Rimane immutata l'anima di PLAY 2026 #LaPLAY:
migliaia di tavoli di giochi, quattro padiglioni di BolognaFiere, la
ludoteca più grande di sempre, vetrina per espositori e
associazioni ludiche unite ai tre pilastri della
kermesse "Entra, Scegli, Gioca", che ne hanno fatto un successo
internazionale.
Le protagoniste: grandi ospiti internazionali
Da PLAY arrivano le conferme dei primi grandi nomi
di game designer di fama internazionale che saranno presenti all'evento
di Bologna.
Figura di spicco è Tory Brown,
attivista e visionaria game designer, ospite d'onore a #LaPlay. Autrice
del suo grande successo Votes for Women,
pluripremiato gioco da tavolo che catapulta i
partecipanti nel cuore del movimento per il suffragio femminile negli
Stati Uniti, coprendo gli eventi storici dal 1848 al 1920.
Come annunciato ufficialmente in questi giorni
dall'editore Devir, il titolo vedrà finalmente la luce in una versione
tradotta in italiano nel corso del 2026. Questa
operazione editoriale non solo arricchisce il
panorama ludico nazionale, ma sottolinea anche la crescente rilevanza e
centralità del mercato italiano nel contesto
internazionale del gaming.
Avery Alder, designer queer
canadese, da diciannove anni progetta giochi che esplorano le identitÃ
non conformi, le relazioni, la comunità , la
precarietà e la fine del mondo. I suoi giochi,
come The Quiet Year, mirano a decostruire l'idea dell'eroe solitario a
favore di una narrazione collettiva e trasformativa.
Alder sottolinea l'importanza di creare sistemi
che non solo divertano, ma sfidino i giocatori a riflettere sulle
strutture di potere e sulle relazioni umane.
Annunciata anche la presenza di Banana Chan,
pluripremiata game designer e fondatrice di Read/Write Memory, celebre
per l'uso innovativo dell'orrore e del
folklore come strumenti di indagine
socioculturale. Nota per titoli rivoluzionari come Jiangshi: Blood in
the Banquet Hall e per contributi a franchise iconici come Dungeons
& Dragons, il suo stile fonde meccaniche
sperimentali e temi d'identità . La sua visione trasforma il gioco di
ruolo in un'esperienza tattile e profonda, premiata con
prestigiosi riconoscimenti come i Dicebreaker e
gli ENnie Awards.
Sempre più grande l'Area Scientifica
Oltre ai gamers, PLAY ospita chi i giochi li
inventa, li realizza e li distribuisce, e anche chi ci lavora costruendo
progetti di ricerca innovativi basati sul gioco, negli
ambiti disciplinari più vari. A conferma del ruolo
fondamentale del gioco nei processi di apprendimento e studio, anche
quest'anno PLAY conta su collaborazioni di
importanti realtà scientifiche e istituzionali.
Obiettivo dell'area è quello di consolidare il ruolo di PLAY come
riferimento nazionale per il gioco inteso non
solo come intrattenimento, ma anche come strumento
educativo, culturale e di cittadinanza attiva. Tra gli enti e le
università che hanno già confermato la loro
partecipazione a PLAY 2026 si trovano nomi di
grande rilievo: il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Indire (Istituto Nazionale di Documentazione,
Innovazione e Ricerca Educativa), l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e
realtà accademiche prestigiose come l'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, l'Università di Modena e Reggio
Emilia, l'Università degli Studi di Firenze, l'Università di Genova, l'Università degli Studi di
Torino, l'Università degli studi di Parma e la Scuola IMT Alti Studi Lucca, che fanno di PLAY un punto di forza della loro
attività di Terza Missione.
Un festival per tutti: il padiglione Family & trading cards
Un intero padiglione si trasforma in un universo di oltre 10.000 mq, dove trading Cards e giochi per la famiglia
sono i veri protagonisti.
Accanto all'adrenalina delle sfide con le carte,
questa area riserva spazi incantati su misura per le famiglie con i più
piccoli, garantendo un equilibrio perfetto tra
competizione e gioco spensierato.
La creatività prende vita nelle zone dedicate alle
costruzioni, dove ogni mattoncino invita a sognare in grande, mentre i
grandi giochi in legno offrono un'esperienza
tattile e coinvolgente per tutte le età . Il
percorso prosegue tra le emozioni dei giochi di una volta, capaci di
unire generazioni diverse in una sfida senza tempo.
Le ampie aree espositive faranno da cornice a
questa fusione tra modernità e tradizione, offrendo divertimento per
ogni membro della famiglia.
Play - Festival del Gioco è
una manifestazione organizzata da BolognaFiere in collaborazione con
Ludo Labo, con il supporto di Club Tre Emme, La Tana
dei Goblin, Ludus e altre associazioni. Il
festival gode del patrocinio della Regione Emilia-Romagna, Università di
Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia,
Comune di Bologna, Comune di Modena. E'
sponsorizzato da BPER Banca. Media partner: IoGioco
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