Fausto & Iaio. Per il nostro domani
di Francesco Barilli e Massimiliano Talamazzi. Illustrazione di copertina di Paolo Castaldi


Lo Stato non ha saputo darmi verità, ma la mia fame di giustizia non terminerà mai.
Danila Tinelli, madre di Fausto

18 marzo 1978. Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci vengono uccisi da 8 colpi di pistola nei pressi del Centro Sociale Leoncavallo di Milano, che i due diciottenni frequentano. L'omicidio avviene in un Paese sconvolto dal rapimento di Aldo Moro, messo in atto a Roma solo due giorni prima.

La Questura parla di una "faida fra i gruppi della nuova sinistra, o inerente il traffico di stupefacenti", ma l'uccisione dei due ragazzi appare da subito una feroce provocazione tesa ad alimentare la tensione sociale. L'ipotesi del delitto politico di estrema destra è confermata dalla rivendicazione, pochi giorni dopo, dei Nuclei Armati Rivoluzionari Brigata Franco Anselmi.

Nonostante le indagini conducano a nomi di esponenti neofascisti attivi a Roma nessuno verrà mai condannato, e nell'immaginario di chi ancora chiede giustizia, i nomi dei due giovani milanesi restano scolpiti nella memoria come "Fausto e Iaio".

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