Noi siamo Artiste, noi siamo Moleste. Alla scoperta del collettivo

ENDTHIS, di Elisa 2b
Moleste è un collettivo di fumettistǝ, sceneggiatrici, disegnatrici, coloriste, letteriste, soggettiste, giornaliste, traduttrici e ghost writer. Artiste, professioniste e aspiranti tali che lavorano o vorrebbero lavorare nel mondo del fumetto. In un mondo però dove l'impegno venga riconosciuto, in un ambiente che sappia rispettarle come tali.

Al collettivo Moleste hanno aderito numerose personalità dell'ambiente fumettistico e ci piace citarle tutte: Sonia Aloi, Serena Angelelli, Enrica Angiolini, Eleonora Antonioni, Ilaria Apostoli, Stefania Aquaro, Claudia Balboni, Nicoletta Baldari, Marta Baroni, Margherita Barrera, Vanessa Belardo, Luana Belsito, Lucia Biagi, Marta Biagini, Letizia Cadonici, Ester Cardella, Eleonora Carlini, Antonia Caruso, Elena Casagrande, Anna Cercignano, Ludovica Ceregatti, Francesca Ciregia, Veronica Cosimetti, Erica Dalle Luche, Simona Di Gianfelice, Elisa2B (Elisa Beli Borrelli), Gilda Fabiano, Faureiana (Gloria Martinelli), Valeria Favoccia, Caterina Ferrante, Arianna Florean, Devi Gargano, Maria Chiara Gianolla, Valeria Gobbato, Carmen Guasco, Vega Guerrieri, Piky G. S. Hamilton, Claudia Ianniciello, Agnese Innocente, Grazia La Padula, Carita Lupattelli, Marta Macolino, Susanna Mariani, Jul Maroh, Giorgia Marras, Helena Masellis, Sarah Mazzetti, Arianna Melone, Sara Menetti, Doris Messina, Maria Letizia Mirabella, Elena Mistrello, Romina Moranelli, Cristina Mormile, Rachele Morris, Martina Naldi, Giovanna Niro, Nova, Alessia Pastorello, Assia Petricelli, Rita Petruccioli, Sara Pichelli, Francesca Protopapa, Susanna Raule, Arianna Robustelli, Silvia Rocchi, Maurizia Rubino, Giulia Sagramola, Virginia Salucci, Manuela Santoni, Carlotta Scalabrini, Sveva Scaramuzzi, Zulema Scotto Lavina, Samuel Spano, Giorgia Sposito, Roberta Taboni, Deborah Tommasini, Francesca Romana Torre, Sara Torre, La Tram, Tina Valentino, Ariel Vittori, Greta Xella e Paola Zanghì.

Risponde all'intervista Susanna Raule, a nome del collettivo.


Né principesse né proprietà, di Là Tram

Il collettivo Moleste nasce dall'esigenza di fare gruppo e combattere discriminazioni ed episodi spiacevoli che accadono nel mondo del fumetto? Quando e come nasce?

Non c'è un momento preciso, c'è un periodo.

Subito dopo l'uscita delle notizie riguardanti diversi autori del mercato americano accusati di molestie e di grooming, anche in Italia ha iniziato a diffondersi un certo disagio.

Se finalmente negli Stati Uniti, in Canada, in UK se ne parlava, perché non anche da noi?

In realtà con BD Egalité, per esempio, se n'era parlato già in Francia e ben prima, però questa è stata la volta buona. Diverse autrici hanno iniziato a discutere tra di loro. A condividere le loro esperienze. A fare gruppo.

La molestia è qualcosa che ti lascia spesso sola, indecisa, a volte ti fa sentire persino in colpa.

Il primo passo è stato trovarsi. Poi il gruppo è cresciuto fino a comprendere fumettiste sensibili al tema, attiviste, persone che avevano voglia di impegnarsi per provare a cambiare qualcosa.


Fire, di Grazia La Padula

Chi sono le Moleste?

All'interno di Moleste ci sono varie professionalità: autrici, coloriste, giornaliste specializzate in comics, letteriste, redattrici... uso il femminile perché il gruppo iniziale è composto da persone che si riconoscono nel plurale femminile, ma siamo aperte a tutt*.

Molte di noi lavorano da anni nel mondo del fumetto, altre vengono dalle scuole dei comics.

È un gruppo eterogeneo e molto vivo, molto energico, pieno di voglia di fare, ma anche riflessivo.

A chi ci vuole conoscere meglio consiglio di andare a leggere il nostro Manifesto e il Chi siamo su www.moleste.org.


 
 
 
Tongue, di Sara Pichelli

In che modo il collettivo interverrà in supporto di coloro che si appelleranno a Moleste?

Innanzittutto Moleste è in contatto con una rete di CAV, centri antiviolenza che possono fornire a chi ci contatterà supporto psicologico e legale.

Il nostro scopo è dare a chiunque si rivolga a noi un ambiente sicuro, protetto, inclusivo, in cui ognuna possa sentirsi a suo agio e lavorare con i suoi tempi. In modo che il sentimento di solitudine di cui ti parlavo prima venga arginato.

Moleste è un po' il contrario di solitudine. Diamo voce, diamo supporto, siamo un gruppo di amiche lì per sostenere chi ne ha bisogno.


Avete già ricevuto testimonianze?
Come ti dicevo, il gruppo è nato come spazio di ascolto per chi ha voluto condividere episodi di molestie o comportamenti sessisti nei propri confronti.

In questi mesi abbiamo raccolto diversi racconti, purtroppo non sono casi così rari.


Women rights, di Giulia Sagramola

Negli ultimi anni, sempre più crescente è stato il bisogno e l'esigenza di dire NO, di "combattere" e ribadire ancora una volta i diritti: per svolgere il proprio lavoro in tranquillità, per essere considerate parte integrante di un ingranaggio troppo spesso ancora declinato al maschile, per segnalare abusi e torti subiti. Questa presa di coscienza sta avvenendo anche nel campo del fumetto. Tutto questo porterà a un cambiamento epocale?

Non so se sarà epocale, ma di certo speriamo che porti a un cambiamento.

Il mondo del fumetto è stato per lunghi anni un mondo maschile e in certe sue espressioni purtroppo è misogino.

 
 
È un fenomeno generalizzato, che va dai lettori agli autori, ai curatori di testata.

Voglio che sia chiara una cosa: non tutti sono così. Anzi, la maggior parte dei lettori, dei colleghi e dei curatori non sono così, ma la minoranza di cui di parlavo avvelena l'ambiente. E spesso viene ignorata, invece che affrontata.


Moleste, di Rita Petruccioli

Come hanno accolto il collettivo i colleghi fumettisti? (o altre figure di riferimento inerenti al mondo del fumetto).

Abbiamo avuto una grandissima risposta, di cui siamo grate.

Abbiamo avuto supporto, condivisioni e offerte di collaborazioni (che stiamo vagliando con calma... sono davvero tante).

E poi c'è stato qualcuno che ha voluto farsi riconoscere e ha sparso cattiverie malinformate. Ma l'avevamo messo in conto.

Ovviamente speriamo che il supporto e il sostegno ricevuto siano autentici da parte di tutti.

Immagino che solo il tempo potrà dirci se è davvero così.


Quale sarà il prossimo passo?
Nei prossimi giorni pubblicheremo sul sito le testimonianze ricevute.

Saranno pubblicate in forma anonima per tutelare le fonti ed evitare strumentalizzazioni.

Una delle nostre prime decisioni è stata quella di non proporci come giustiziere alla ricerca di vendette o gogne pubbliche.

Le testimonianze servono appunto a testimoniare un malcostume, atteggiamenti e comportamenti che non sono accettabili e che vogliamo contribuire a cambiare.

 

SDC

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