Festival della Satira: sabato 3 ottobre la consegna dei premi.


Festival della Satira: sabato 3 ottobre la consegna dei premi. Teresa Ciabatti, Checco Zalone, Rocco Tanica, il Poiana tra i dieci vincitori. Premio alla carriera per De Sica e Vanzina
Festival della Satira: sabato 3 ottobre la consegna dei premi. Teresa   Ciabatti, Checco Zalone, Rocco Tanica, il Poiana tra i dieci vincitori. Premio alla carriera per De Sica e VanzinaIl festival per il suo secondo anno - in versione limited edition e in diretta streaming - dà appuntamento alla Capannina di Forte dei Marmi sabato 3 ottobre: qui verrà assegnato il 48° Premio di Satira Politica: Teresa Ciabatti, Andrea Bozzo, Michela Giraud, Checco Zalone e Rocco Tanica tra i vincitori, ciascuno per una diversa categoria. Il Premio alla Carriera verrà consegnato a Christian De Sica ed Enrico Vanzina, 37 anni dopo "Sapore di mare", girato proprio alla Capannina. La diretta streaming della premiazione sarà accessibile a tutti, ripresa online dal sito visitforte.com e da altri quattro diversi "canali". Ecco tutte le motivazioni della giuria

Da 48 anni premia il graffio satirico italiano e internazionale di scrittori, giornalisti, disegnatori, comici da Achille Campanile a Ficarra e Picone, da Cesare Zavattini a Roberto Benigni, da Zerocalcare a Leonardo Sciascia, da Liza Donnelly a Indro Montanelli, e ancora Fiorello, Dario Fo, Corrado Guzzanti, Virginia Raffaele, Enzo Biagi, Mikhail Zlatkovsky, Le Canard Enchainé e tantissimi altri.
È il Premio di Satira Politica di Forte dei Marmi - nato nel 1973 grazie a Umberto Donati e Carlo Augusto Polacci - il prestigioso riconoscimento alla critica più dissacrante che dallo scorso anno, per scelta del Sindaco della città, Bruno Murzi si è fatto in due ed è diventato anche un Festival.
"Forte dei Marmi non poteva in alcun modo rinunciare a quella che è la sua principale manifestazione culturale identitaria - spiega il Sindaco Murzi - che si è consacrata anno dopo anno, non solo come indiscutibile punto di riferimento nel panorama internazionale, ma anche come memoria imprescindibile della storia della satira. Pur dovendo, in questa edizione per motivi di sicurezza sanitaria, tornare alla sua realizzazione in un'unica serata, resta intaccato il livello dell'evento, annoverando ancora una volta un parterre, tra premiati e giurati, di assoluta autorevolezza".

Dopo il successo dello scorso anno torna così il primo evento in Italia dedicato alla satira politica, diretto da Beppe Cottafavi: sabato 3 ottobre con il Festival della Satira Forte dei Marmi si celebra la satira politica e sociale, scritta, disegnata, filmata e cantata in un'edizione limitata che si svolgerà alla Capannina, il famoso locale della Versilia che ha visto svolgersi tante edizioni del premio.

L'appuntamento del Festival quest'anno è concentrato in un solo momento: la cerimonia di premiazione, che si annuncia piena di sorprese, del 48° Premio di Satira Politica di Forte dei Marmi, alle 17 di sabato 3 ottobre alla Capannina di Franceschi. A fare gli onori di casa una presentatrice d'eccezione, Andrea Delogu. Accanto a lei una giuria "eccellente" quella scelta quest'anno per giudicare gli artisti che, dalla carta stampata al teatro, dall'arte al cinema, dalla musica al web hanno interpretato l'attualità in maniera dissacrante e irriverente. Oltre a Serena Dandini e Lilli Gruber, infatti, la giuria è composta da nomi del calibro di Stefano Andreoli, l'inventore di Spinoza.it, Andrea Zalone, il noto corazziere e tra i migliori autori di satira italiani, lo scrittore Fabio Genovesi e Beppe Cottafavi, direttore del Festival, editor, inventore e direttore di Comix per i fratelli Panini di Modena e responsabile delle pagine culturali del quotidiano Il Domani.

I giurati hanno già individuato i vincitori, che verranno premiati durante la serata del 3 ottobre. Il Premio per il giornalismo satirico va a Teresa Ciabatti; per la grafica ad Andrea Bozzo; per la stand up comedy a Michela Giraud; per la tv al programma "Battute" di Rai2; per il miglior personaggio ad Andrea Pennacchi per il Poiana, il leghista veneto tutto capannone, lavoro, schei e odio; per il web l'inesistente Comune di Bugliano, diventato famoso in tutta Italia per i suoi esilaranti profili social; il Premio per la canzone va a Immigrato di Checco Zalone, quello per il libro a Rocco Tanica e il suo Lo sbiancamento dell'anima (Mondadori).
Uno speciale Premio alla carriera va a Christian De Sica ed Enrico Vanzina che proprio alla Capannina nel 1983 girarono il film cult Sapore di mare: il cinema dei Vanzina e la maschera di De Sica raccontano gli anni Ottanta italiani e la nascita del clima culturale del berlusconismo più utilmente di tanta sociologia. Esattamente dieci anni dopo Silvio Berlusconi deciderà di colmare il vuoto politico creatosi in Italia.

La premiazione, a partire dalle ore 17 di sabato 3 ottobre, sarà trasmessa in diretta streaming su:
- sito www.visitforte.com
- sito www.editorialedomani.it
- sito del quotidiano Domani (www.editorialedomani.it)
- pagina facebook del Festival della Satira @festivaldellasatira
- pagina facebook del Domani @domanigiornale
- pagina facebook BPER Forum Monzani@ForumGuidoMonzaniBPER


I vincitori del 48° Premio della Satira Politica di Forte dei Marmi e le motivazioni della giuria:

Premio per il giornalismo: Teresa Ciabatti  
"Ha scritto La più amata, il miglior romanzo della nostra epoca. Arrivata seconda allo Strega, non ha mai vinto premi tranne l'Anguilla d'oro di Orbetello. Ora vince per la satira del suo giornalismo sul Corriere, La Lettura e Sette: un giornalismo che non esisteva prima, fatto di reportage da luoghi improbabili, di grandi interviste a chi non intervisterebbe nessuno, di dettagli che vede solo lei (le "ciabattate"). Un punto di vista unico sulla cultura pop e un perenne prendere in giro, soprattutto sé stessa. L'Italia che descrive dai social, dalla peggiore tv, dai luoghi di mafia, dalle cliniche dimagranti e dalle carceri minorili, come la racconta lei non l'avevamo mai vista: il suo è vero new journalism - più Oates che Wolff - che ci fa orrore, ci stupisce e ci fa ridere".

Premio per la grafica: Andrea Bozzo  
"Ci siamo accorti quasi per caso che dietro un grafico eccellente, illustratore di tante copertine di libri e riviste, si nascondeva un altrettanto valido talento satirico. Il suo sguardo laterale, unito al gusto pittorico di chi è artista vero, regala ritratti e parodie di straordinaria precisione dando il meglio di sé nelle infografiche, in cui idea, testo e immagini si intarsiano con una classe e una cura straordinarie. Forse troppo, per questi tempi di meme e scarabocchi".          

Premio per la stand up comedy: Michela Giraud
"Conflitti genitoriali, senso di inadeguatezza, ansia, sfogo e riscatto: una serata di stand-up con lei funziona meglio di una seduta di psicanalisi. Inflessibile maestra in tanti sketch virali, la sua megalomania ha cominciato a farsi strada tra tv e fiction, ma il suo vero primo amore resta il palco: è lì che il suo cinismo si riversa su tutto e tutti, torrenziale e liberatorio. E speriamo che sua madre, per una volta, sia fiera di lei".

Premio per la tv al programma "Battute" (partecipano Valerio Lundini, Emanuela Fanelli, Giovanni Benincasa e Riccardo Rossi)
"L'idea di un programma fatto di battute, in tempi di overdose da umorismo social, poteva suonare folle. Eppure Giovanni Benincasa ha modellato questa follia fino a darle una forma compiuta ed elegantissima: una tavolata-palcoscenico, ben orchestrata da Riccardo Rossi, nella quale le battute non sono il fine, ma il mezzo per ridere e per deridere linguaggi e tormentoni televisivi. Un gioioso plotone di comici (tra cui gli ottimi Emanuela Fanelli e Valerio Lundini) il cui bersaglio preferito è la comicità stessa".

Premio per il Personaggio: Andrea Pennacchi per il Poiana
"Un piccolo imprenditore del Nordest che, dal giardino della sua villetta, ringhia contro gli invasori, padrone di casa e insieme cane da guardia: tanto è bastato per dare vita a un personaggio di precisione chirurgica, presenza ormai fissa a Propaganda Live: una caricatura che diverte e inquieta inviando cartoline da un mondo che si sgretola. Un attore di talento che si fa specchio di una società stanca e rabbiosa, specchio in cui è riflessa una parte di noi".

Premio per il web: Comune di Bugliano
"In provincia di Pisa c'è un comune che non esiste. Eppure ospita sagre e comizi, distribuisce e revoca cittadinanze onorarie, pubblica atti ufficiali. Ma è un luogo di fantasia, creato per parodiare la comunicazione istituzionale dei piccoli centri di tradizione post-comunista, amplificandone vizi e virtù con un gusto satirico che ricorda le migliori pagine del Vernacoliere. La versione social del situazionismo antisovietico del mondo di Croda dei Gemelli Ruggeri. Un Truman Show sceneggiato con tanta cura da sembrare vero: ci sono cascati tanti nomi eccellenti, e anche Franco Frattini".

Premio per la canzone: Immigrato di Checco Zalone
"Cosa avrà voluto dire? Da che parte sta? Qual è il bersaglio?". E mentre noi ci accapigliamo su queste domande, cercando di tirarlo dalla nostra parte, lui, Checco Zalone, continua a prendere in giro tutti: razzisti e perbenisti, militanti e benpensanti. Il suo pezzo-compilation di luoghi comuni sui migranti, geniale perché ingannevole trailer del film "Tolo tolo", è un piccolo capolavoro che ci conferma che dietro il comico c'è un cantautore intelligente che ha tante frecce da scagliare. E il bersaglio? Come sempre, siamo noi. Grande satira".

Premio per il libro: Rocco Tanica "Lo sbiancamento dell'anima" (Mondadori)
"Un'opera-mondo di cultura pop che riesce in un'impresa nella quale tantissimi hanno fallito: far ridere. Qui ci fermiamo e diamo la parola al professor Claudio Giunta.
"Nell'ultimo capitolo di Mimesis, Auerbach osserva che una delle vie del realismo novecentesco passa attraverso la registrazione di «fatti piccoli, insignificanti, casuali», i quali illuminano (…) la vita quotidiana». Ma questo realismo su piccolissima scala di solito è un realismo drammatico se non tragico (Auerbach pensava all'Ulisse di Joyce): Tanica invece è riuscito a illuminare il lato comico della vita quotidiana con un'intelligenza che appartiene soltanto ai grandi umoristi (e a nessuno, mi pare, tra quelli che oggi scrivono in Italia)".

Premio alla carriera a Christian De Sica
"Christian De Sica non è solo l'unico comico post-moderno che abbiamo, capace di giocare con le battute e i movimenti di Alberto Sordi e del padre Vittorio, rileggendoli e reinventandoseli. Non è solo divertente e popolare, raro e quasi unico showman italiano amatissimo dal pubblico: è lo specchio di come è cambiata l'Italia dagli anni Ottanta a oggi. Se il suo tratto distintivo è la leggerezza, non ha paura a fare il lavoro sporco con la volgarità più estrema e sublime. Perché sa che è quella che abbiamo dentro, e che ci fa più ridere. Autore di sé stesso, lavora sul doppio: nobile e popolare, elegante e coatto, macho e gay. Nessun comico come lui ha spinto, fino a farle esplodere, queste contraddizioni italiane. Tutti i suoi personaggi hanno descritto con coraggio un italiano in continuo mutamento sociale e sessuale. Averlo fatto nella commedia popolare ha moltiplicato la forza di quei personaggi, perennemente sull'ottovolante di uno charme naturale che si schianta e sublima nella battuta «Eeeeh, frocio! Bisex… moderno, mamma, ecco: moderno!». Post-moderna è pure la sua vita, raccontata in un libro pregevole, Figlio di papà, che cortocircuita dal neorealismo all'appuntamento fisso dei film di Natale. Tiene assieme, nella stessa vita, la Garbo e la Dietrich, Rossellini, Zavattini, Maccari, Buñuel, Flaiano, Fellini, Pasolini, Sordi, Risi, Leone e Verdone, Boldi, Jerry Calà, i Vanzina e Neri Parenti".

Premio alla carriera a Enrico Vanzina
"L'Italia è più vanziniana dei Vanzina. Eppure il loro cinema, quello di Carlo ed Enrico, è il grado zero dell'indicibile, e svela il complesso culturale degli italiani: il pop. Con i tre capolavori Vacanze di Natale, Eccezzziunale veramente e Sapore di mare, girato qua dentro, i Vanzina rifondano e rigenerano i filoni della commedia all'italiana di cui sono stati maestri Risi, Monicelli e Steno, loro padre, di cui Enrico ha sceneggiato il cult Febbre da cavallo. Impresa titanica, affrontata orgogliosamente. In ogni loro film c'è una perla incartata da scoprire. Battute memorabili e tragiche: "Anche questo Natale ce lo siamo levati dalle palle" detto da padroni coatti che scartano i regali davanti agli allibiti domestici filippini, oppure "La verità è che invecchiare fa schifo" della bionda mrs. Robinson italiana, Virna Lisi. Capacità sociologica di descrivere gli infiniti anni Ottanta con una precisione antropologica che sfugge ai più.
Ma c'è di più. Muore Carlo. Enrico scrive due libri belli, dolenti e flaianeschi, dedicati a Roma e al fratello. Ma c'è ancora di più: durante il lockdown che abbiamo passato guardando i loro film (ma quanti ne hanno fatti?), Enrico pensa, sceneggia e dirige, da debuttante, una nuova commedia. Segno che c'è ancora tanto, tantissimo da raccontare".

Infoline e prenotazioni: L'accesso del pubblico è su prenotazione obbligatoria: le persone interessate possono rivolgersi all'Ufficio Informazioni Turistiche di Forte dei Marmi, Via Carducci 6, telefono 0584.280292








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