Cani Sciolti. Stonewall, la recensione

CANI SCIOLTI. STONEWALL
Soggetto: Gianfranco Manfredi
Sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
Disegni: Luca Casalanguida
Copertina: Luca Casalanguida
Formato: 22 x 30 cm, b/n
Pagine: 144
ISBN code: 978-88-6961-388-3
Uscita in libreria: 9 maggio

Prezzo: 19 euro
 
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Cani Sciolti. Stonewall è il nuovo cartonato della serie dedicata al Sessantotto, ideata e sceneggiata da Gianfranco Manfredi (scrittore e sceneggiatore di fortunate serie come "Magico Vento", "Volto Nascosto" e "Shangai Devil"), con i disegni ed il design dei personaggi di Luca Casalanguida.

Già disponibile nelle librerie dal 9 maggio, Cani Sciolti. Stonewall continua a narrare le vicende di un gruppo di persone, ambientate nei tumultuosi anni del '68. Anni di contestazioni, di conquiste sociali, di lotte armate e di voglia di rivoluzionare il mondo.

Storie di rivoluzione, raccontate attraverso le vite di personaggi comuni, che si muovono attraverso situazioni che hanno fatto storia e che ne fotograno il tempo trascorso, in una sorta di storia moderna a fumetti, ma dal punto di vista di chi lo ha vissuto sulla propria pelle.

Tornano dunque anche i personaggi presenti nel precedente volume Cani Sciolti. Sessantotto, raccontando un altro spaccato di quegli anni, più precisamente del 1969, ambientato in parte a New York, dove ci fu una grandissima protesta per la chiusura del locale Stonewall Inn. Un locale che è esistito veramente e che ha fornito rifugio a moltissime persone che, con un solo ingresso di 3 dollari, potevano soggiornarvi tutta la notte, onde evitare spiacevoli problemi. Un ritrovo non solo di chi non aveva un alloggio, ma anche di tutta una serie di persone accomunate dagli stessi ideali e dagli stessi stili di vita. Essere allo Stonewall voleva dire abbracciare un modo di vivere che all'epoca il sistema voleva assolutamente reprimere. Senza tralasciare che tra i tanti frequentatori del locale vi fossero anche persone discriminate per il loro orientamento sessuale e, proprio da un episodio che vede coinvolto proprio una di queste persone, si accende la miccia per una rivolta contro la polizia, contro lo stato, contro le regole senza senso imposte da un governo antico e retrogado. Ed è qui che per la prima volta nasce la consapevolezza di essere forti insieme e che dunque, rivelare la propria omosessualità al mondo, non fa più tanta paura.

E' qui che tornano i ricordi di Milo Colombo e Margherita Bignami, quando in un viaggio a New York si ritrovarono proprio in questi tumulti legati allo Stonewall, nel bene e nel male.
Una storia che vede comunque affiorare quel sentimento represso di Milo, ma non del tutto chiaramente espresso nel fumetto. Una storia che si lascia intuire, ma che avrebbe potuto essere più approfondita.

Quei ricordi vengono rievocati con maliconia quando con diversi flashback, si torna in un passato più recente, ove invece è un'altra storia ad essere raccontata, quasi in contrapposizione a quegli ideali rivendicati fortemente. E' lo stesso Milo a raccontarla, vent'anni dopo, quando i cuori sembrano essersi di nuovo riappacificati con il mondo e dunque non è più la lotta ad essere la protagonista della vita dei personaggi, bensì soltanto dei ricordi lontani e a volte appesantiti per le nuove vite ormai "inquadrate" nella società.

Una forte contrapposizione che nonostante tutto lega i personaggi, traghettandoli dal passato al futuro, con sentimenti ed emozioni che lacerano il cuore.

Un anno comunque importante quello del '69, che vede unire i diversi movimenti studenteschi, i movimenti operai, vede nascere il femminismo e la consapevolezza dell'essere individuo, ma anche le grandi epopee compiuto dall'uomo, come lo sbarco sulla Luna; o il leggendario e inimitabile concerto di Woodstock, per non parlare degli atroci delitti compiuti dalla setta di Charles Manson o a quei fatti più vicini alla storia del nostro paese, come la strage di Piazza Fontana.

I disengi di Luca Casalanguida, interamente in bianco e nero, raccontano al meglio le situazioni e le ambientazioni ove si muovono i personaggi, evidenziando laddove sia necessario, la violenza di quelle lotte, ma necessarie al cambiamento.

La postfazione è firmata dallo stesso Gianfranco Manfredi, raccontando in modo più approfondito le vicende dello Stonewall, degli hippies, delle rivoluzioni per una maggiore libertà e emancipazione, ma anche della lotta per una libertà sessuale fino a quel momento sempre nascosto e repressa.


SDC

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