"VI FU UN TEMPO IN CUI L'UMANITA' NON ESISTEVA. LE UNICHE PRESENZE CERTE MA NON VERIFICABILI ERANO IL TEMPO E IL SUONO". COSI' NARRA LA VOSTRA BIOGRAFIA SU http://www.myspace.com/disfida: MI RICORDA LA CREAZIONE DEL MONDO DI TOLKIEN NE IL SILMARILLION. LO CONOSCETE?

Sì lo conosciamo, libro che apre (cronologicamente parlando) tutta la saga di Tolkien e che, non ce ne vogliano i fans più accaniti, risulta il tomo più pesante dello Scrittore. Ogni genesi che si rispetti ripercorre un binario simile e, nel nostro caso, la musica ed il suono la fanno da padrone. Come potrebbe non essere così quando ci s'immagina che all'inizio di tutto il rumore sia già presente e con esso anche un suono ed una melodia costanti che via via creano una ritmica ed un tempo ben precisi?! Tutto sta li, in quel preciso momento dove tutto diventa musica.

PROSEGUENDO LEGGO CHE SIETE NATI DA QUESTA IMPLOSIONE, DOVE L'UNICA TESTIMONE E' UNA LUMACA: COME MAI AVETE SCELTO LEI COME VOSTRO SIMBOLO?
Bella domanda, probabilmente è stata la lumaca a scegliere noi dall'inizio. La prima volta che abbiamo scelto questo animale è stato durante le registrazioni di ALBUM>Dolci Bambole, il nuovo EP, e subito Daniele si presenta con questa copertina raffigurante la lumaca che scala la parete del CD. L'idea della lumaca in realtà non è presa a caso. La lumaca è lenta ma, in fin dei conti, arriva dove vuole arrivare. Questo è lo stesso concetto che vorremmo adottare con i Disfida: metterci il giusto tempo per fare le cose ma portarle a termine. Non vorremmo essere uno di quei gruppi "meteora" che sfumano in un lampo, vorremmo trovare un nostro spazio, ritagliarci un angolino… e per fare questo siamo disposti anche a metterci un po' di tempo.
Una lumaca che non arriva, però, è una lumaca morta.

COME NASCONO I DISFIDA? NOME PARTICOLARE.. LEGATO A COSA?
Un po' come svariati titoli delle nostre canzoni il nome non è legato a qualcosa di particolare in realtà. Diciamo che la sfida, anzi la disfida stessa era trovare un nome che ci identificasse e che fosse la somma di tutto quello che avevamo imparato e vissuto. Forse il nome vero e proprio lo troveremo solo alla fine della nostra carriera musicale. Guardandoci alle spalle, magari, diremo "Ehi ma Disfida non era assolutamente giusto, con tutto quello che abbiamo fatto ci saremmo dovuti chiamare…" e troveremo il giusto nome.
E poi diciamocelo che vorremmo diventare così tanto famosi da scalzare il nome "Disfida di Barletta" dalla prima voce di ricerca con Google!

COM'E' LA SCENA MUSICALE BOLOGNESE?
Ci ritroviamo spesso a rispondere a questa domanda. Logicamente vista da fuori ogni "provincia musicale" sembra diversa e più aperta ma supponiamo che in ognuna si annidi un po' di attrito interno. Diciamo questo proprio perché quella Bolognese, dal nostro punto di vista, non è delle più felici. La competizione è all'ordine del giorno… ben venga sì, quando sprona a dare sempre di più fino ad arrivare al massimo delle possibilità ma alla lunga è più deleteria che altro. Detta così sembra il ritratto di un covo di serpi pronte a mordersi a vicenda. Il problema principale è che molte volte ci si vuole fare le scarpe gli uni con gli altri, prendere il posto di altri per suonare in un particolare locale e cose così, non c'è una vera "alleanza" e l'aiuto tra band è minimo. Sarà che ai piani dove stiamo noi è ancora più difficile emergere e farsi vedere quindi il tutto è enfatizzato all'ennesima potenza ma siamo sicuri che la collaborazione farebbe crescere tutti, soprattutto sul lato umano che sta dietro ai musicisti, cosa importantissima.

QUAL E' IL LOCALE DOVE PIU' VI RITROVATE A CASA PER SUONARE?
Non c'è un locale specifico, in verità. Riusciamo ad adattarci bene a tutte le richieste e a tutti i palchi, da quelli più grandi dove per confabulare tra noi tre abbiamo bisogno di alzare la voce a quelli intimi… praticamente dove Mario suona in braccio ad Alen.
A parte gli scherzi il "locale" dove più ci sentiamo a casa è la nostra sala prove. Ci passiamo 4/5 giorni a settimana chiusi a confabulare sui pezzi. Ormai avessimo i letti staremmo direttamente li.

IL TAM TAM DI RETE, MI HA PERMESSO DI SCOVARVI ED ASCOLTARVI. MA SE NON AVESTE COLPITO IL MIO AMICO MAX, FORSE LUI NON MI AVREBBE PARLATO DI VOI. QUANTO E' IMPORTANTE PER VOI LA DIMENSIONE LIVE?
IMPORTANTISSIMA! Per noi è tutto, considerando che abbiamo solo pezzi nostri e non cover. Il mezzo più importante per far conoscere la nostra musica è proprio sul palco ed è essenzialmente su quello che ci stiamo concentrando. La rete o la diffusione dei cd è sì importante ma basilare è farsi vedere, tenere un rapporto diretto con le persone che ti ascoltano.

PARTITE TUTTI DA PROGETTI DI COVER BAND, E SIETE APPRODATI AD UNA VOSTRA IDENTITA', CON DEI PEZZI TUTTI VOSTRI. COME E' AVVENUTO QUESTO PROCESSO?
E' un percorso quasi obbligato per molti musicisti che dopo una vita di cover trovano o fanno semplice emergere una propria personalità ed hanno bisogno di trasformare in musica quello che hanno da dire. Noi rientriamo assolutamente in questa categoria, dopo tanto tempo passato a "formarci" abbiamo tentato il colpo grosso con una nostra particolare realtà. Con questo non vogliamo infangare, però, le classiche cover, non si sa mai ed un giorno potremmo inserire qualcosa ripreso dal passato.

SI DIREBBE CHE, IN QUESTO PERIODO, SI STA LASCIANDO MOLTO SPAZIO ALLA MUSICA ORIGINALE - CON TUTTO IL RISPETTO PER COLORO CHE AMANO E SUONANO NELLE COVER BAND. NON TROVATE ANCHE VOI CHE SIA UN BEL SEGNALE DI RIPRESA MUSICALE E DI ASCOLTO DA PARTE DEL PUBBLICO?
Come dicevamo poco fa la musica originale è molto importante e la possibilità di valorizzarla e farla emergere al meglio è senza dubbio una bella cosa. Diciamo che tutto sommato ti diamo ragione sul fatto che sia un bel segnale ma sarebbe molto meglio se questa svolta durasse e crescesse sempre di più. Molte volte si tende a dare una parziale importanza ad una cosa che si ascolta… una passata e via… quando sarebbe meglio fermarsi, prendere un momento per ascoltare e valutare con pazienza. Ci sono moltissimi gruppi che non hanno l'attenzione che meritano proprio perché la loro musica non è "commerciale" o orecchiabile all'istante e questo è un grosso peccato. Speriamo che l'ulteriore svolta, quindi, sia una maggiore consapevolezza e valutazione di quello che si ascolta passando oltre all'apparenza e arrivando all'essenza della musica stessa.

ANCHE DEI MIEI AMICI, I BLUDEEPA, HANNO REGISTRATO A RUBIERA: COME MAI QUESTA TERRA SI PRESTA AD ESSERE DI COSI' TANTA ISPIRAZIONE E RACCOGLIMENTO PER LE BAND?
Per quanto riguarda la nostra esperienza non possiamo che elogiare quella zona e lo studio in particolare dove abbiamo potuto registrare. L'Esagono Studio ed i ragazzi che ci hanno aiutato a concretizzare "Dolci bambole" sono stati eccezionali. Per noi che eravamo alla prima esperienza e, quindi, inizialmente un po' spaesati è stato come fare una sessione suonata tra amici. L'unico punto a sfavore è stata la situazione climatica… nebbia e neve sulla zona e tanta strada da fare ogni giorno. Magari se avessimo scelto un periodo diverso dal natale forse sarebbe stato anche meglio ma, alla fine, anche quel ricordo, legato al contesto, è piacevole. Non dimentichiamo, poi , che quelle terre hanno una cultura culinaria non indifferente… cosa importantissima per noi!

PARLATECI DEL VOSTRO LAVORO: DOLCI BAMBOLE.
Formati da soli 3 mesi abbiamo fatto quello che per molti sarebbe stata una follia: ci siamo buttati subito in studio per registrare un EP/minicd di 5 pezzi! Non appena ci siamo trovati abbiamo capito che le possibilità erano tante, le idee c'erano e la voglia di concretizzarle era altissima. Inizialmente doveva essere un lavoro di 7/8 pezzi poi durante le registrazioni li abbiamo abbassati fino a raggiungere i 5 e poter lavorare meglio su questi. Una curiosità è che i testi veri e propri di alcuni di questi pezzi non esistevano ancora ed abbiamo dovuto quasi "improvvisare". Molte frasi sono state ideate nel tragitto di strada che facevamo giornalmente da Bologna a Rubiera. Alla fine del lavoro eravamo stupiti di quello che era uscito. Il lavoro è un concentrato di energia da "Filo Rosso" a "Sara" con punte più rilassate in "Neve Blu". Questa è la nostra carica, la nostra musica e tutto quello che dovevamo dire dell'inizio dei Disfida è stato riversato benissimo sul cd. Ora si pensa ad altro, si guarda avanti, al prossimo lavoro. Come puoi vedere non ci fermiamo e con tutti i pezzi che sforniamo potremmo chiuderci in studio almeno un paio di volte all'anno ormai.

QUANDO INVECE SARA' PRONTO IL VOSTRO PRIMO ALBUM? QUALCHE ANTICIPAZIONE?
Dicevamo proprio che i pezzi ci sono anzi, dovremo fare una bella selezione e puoi capire che sarà una tremenda agonia. Ogni brano è legato a qualcosa e a qualcuno di noi e non inserirlo nell'album sarebbe un delitto. Eppure non possiamo fare già un doppio cd alla nostra prima uscita… Fare ascoltare le canzoni in versione live per noi è molto importante e i commenti ci fanno capire quali potrebbero essere i giusti inserimenti. Per farti qualche anticipazione posso dirti che abbiamo già registrato qualche video di pezzi che sicuramente appariranno nel cd e di questi si possono avere degli assaggi nel nostro sito e che l'intenzione di entrare in studio a cavallo tra autunno e inverno è quasi una sicurezza. Rimane da curare e da definire meglio un piano pubblicitario e di distribuzione del tutto.

VI ISPIRATE AI VERDENA E I TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI: MA QUAL E' IL SOUND CHE VI CONTRADDISTINGUE COME DISFIDA?
Inizialmente è logico trovare una linea guida che permetta a tutti noi di avere un filo comune in quello che si fa. Quando ci siamo trovati erano quelli i gruppi ai quali prettamente ci interessava di arrivare. Abbiamo imparato molto, non lo mettiamo in dubbio,ma pensiamo di aver assimilato quanto basta per poi buttare fuori una nostra personale miscela di musica che ormai ha poco a che spartire con queste o altre band. Ora siamo arrivati ad una nostra intesa personale e ad un suono deciso ma non troppo pesante. La faccia grunge assunta inizialmente è rimasta ma si è diluita con il tempo fino a trovare una propria stabilità mischiata anche a quella punta pop. Quello che facciamo è un rock, ne più ne meno.

QUANDO SI PARLA DI GRUNGE, INEVITABILMENTE LA MENTE CORRE VELOCE VERSO I NIRVANA, E A KURT COBAIN IN PARTICOLARE: QUAL E' IL VOSTRO RICORDO DI LUI?
Sappiamo tutti quello che Cobain ha significato per la musica. Ha rivoluzionato un concetto avvicinandosi al movimento punk inglese per poi sterzare e mostrare una faccia diversissima del rock, il grunge, appunto. Lo stimiamo molto sul piano musicale proprio per questo suo stravolgimento ma non possiamo dire lo stesso per quello che riguarda il lato umano. Quello che ha fatto ha violentato il mondo di molti, di tutti quelli che credevano in lui e che essenzialmente ha "tradito" con quel folle gesto. E' meglio ricordarlo con la sua chitarra in mano che con qualcos'altro…

MA IL GRUNGE E' ANCHE UNO STILE DI VITA: SVALUTAZIONE DI TUTTI I VALORI, CON CONSEGUENTE APATIA, INDIFFERENZA E ANGOSCIA PER UNA VITA VISSUTA NELL'AUTOLESIONISMO: E' ANCORA COSI'? O QUALCOSA E' CAMBIATO?
Sì è ancora così… magari sembra affievolito, ridotto, forse proprio perché non c'è un vero specchio che rifletta sul pubblico questo sintomo ma i problemi che tu elenchi sono all'ordine del giorno per molti. Il grunge è "tirare fuori qualcosa dal nulla" e per fare questo bisogna sviscerarsi guardandosi dentro e, alle volte, rimanendo anche sconcertati da quello che potrebbe uscire.

NELLA SOCIETA' DI OGGI, DOVE TUTT'ORA CI SONO POPOLAZIONI CHE MUIONO DI FAME, CONTRAPPOSTE AD UNA ELITE CHE NON SA COME SPENDERE I PROPRI SOLDI SE NON IN STUPIDI CAPRICCI LUSSUOSI, QUALE SAREBBE LA GIUSTA RICETTA PER RISTABILIRE, PER LO MENO, UN EQUILIBRIO DIGNITOSO?
Il volontariato, la beneficenza… queste sono cose che la gente dovrebbe fare in automatico ma che, purtroppo, ci si dimentica o si fa finta di dimenticare. A tal proposito un'iniziativa molto bella e che noi supportiamo pienamente è quella di Matteo Giorgioni (www.matteogiorgioni.it) che con la sua musica e l'organizzazione di concerti a scopi di beneficenza da la possibilità a tante persone delle favela di toccare un pizzico di felicità. Queste sono le cose importanti… il resto è contorno.

QUEST'ANNO HO COMPIUTO 27 ANNI, E DUE DI VOI SONO MIEI COETANEI. 27 E' UN PO' UN'ETA' "MALEDETTA" PER I GRANDI MUSICISTI ROCK: SOPRAVVIVEREMO? DAI, SI DICE TANTO PER SCHERZARE !
Ehi, non vorrai mica farci fare gli scongiuri eh?! Anche se si è più vicini alla trentina che alla ventina non significa che un nostro piede sia già dentro ad una fossa… anzi! E' lunga la strada e come la lumaca noi proseguiamo. Vogliamo superare al meglio questa "maledizione"!

COS'E' CHE VORRESTE URLARE AL MONDO?
Svegliatevi! Pensate! Agite! …poi se succede qualcosa di sgradevole non venite a prendervela con noi!
A parte gli scherzi è proprio questo che vogliamo far capire alla gente, di svegliarsi ed agire con la propria testa. Ormai è difficile ripetere questo discorso ed ogni volta che si fa sembra una sorta di presunzione nei confronti delle altre persone. Rimanere succubi di qualcosa, che siano i media, la società strumentalizzata o altro, è ormai diventata una piaga. Cerchiamo di abbattere queste pareti che ci costruiamo attorno, facciamo qualcosa e chissà che le cose non tornino a girare un po' meglio.

UNA DELLE VOSTRE CANZONI ONORA IL MIO NOME: PARLATEMI DI LEI, PARLATEMI DI "SARA". DEVO AMMETTERE PERO', CHE TUTT'ORA, MI FA UNO STRANO EFFETTO SENTIRE IL MIO NOME IN UNA CANZONE.
Sara è una canzone a cui siamo molto legati, una delle prime con "DiMe" e "Filo Rosso" che ancora riproponiamo e che abbiamo inserito in "Dolci bambole". Andiamo molto fieri di questo pezzo perché è stato un po' quello della prima svolta musicale. Devi sapere che inizialmente quando venne inserito Alen nel gruppo alcuni pezzi erano già stati più o meno rifiniti. Sara è stato uno dei primissimi ad avere una propria identità al 100% Disfida. Alla fonte del tutto c'è una nostra cara amica che ha ispirato la canzone e che ci ha spronato a farla. Inizialmente, tra l'altro, il vero titolo della canzone e la parola nel ritornello sarebbe stata "sarà" per camuffare l'intervento della nostra amica, poi abbiamo pensato di lasciare il nome a giusto tributo.

COME MAI, SPESSO, LE CANZONI HANNO NOMI DI DONNA? E' COME SE POI ASSUMESSERO ANCHE CORPO, FORMA ED ANIMA.
Perché le sensazioni sono prettamente femminili e dare il nome di donna ad una particolare canzone la copre di quell'alone magico che soltanto l'universo femminile con la propria sensibilità può dare. Molto spesso, poi, i nomi di donna associati alle canzoni fanno riferimento ad una specifica persona in carne ed ossa poiché ad ogni sensazione è corrisposto un ricordo e fermare questo ricordo nel tempo è il lavoro dell'artista.

HO LETTO CHE STATE PARTECIPANDO AL CONTEST DEL CORNETTO FREE MUSIC FESTIVAL: QUANTO QUESTI FESTIVAL AIUTANO GLI EMERGENTI?
In molti casi pochissimo. E' pubblicità e nient'altro. Magari qualcuno alla fine può emergere davvero ma la dimensione per farsi conoscere è quella "vera", dal vivo. La parte delle persone che considerano questi concorsi via internet è solo una piccola fetta del pubblico che c'è fuori quindi è giusto dare un peso proporzionato al tutto. Noi vi partecipiamo, come abbiamo partecipato al Cecchetto festival, vincendo un turno settimanale ma la cosa finisce li per noi… poi nel caso succeda qualcosa, ben venga ma non è la nostra preoccupazione primaria.

QUANDO NE POTREMMO SAPERE UN PO' DI PIU'?
Quando si capirà che i Disfida sono uno dei più grandi gruppi rock dal 2006 (per non andare troppo indietro eh!…) a questa parte. Purtroppo la gente ancora non sembra ascoltare il richiamo e tutto si perde come un rimbombo nel vuoto.
Nell'attesa , comunque, ci diamo da fare sul palco.

AVETE ALTRI PROGETTI MUSICALI OLTRE CHE HAI DISFIDA? COME FATE A CONCILIARE IL TUTTO?
L'unico ad avere un altro gruppo musicale oltre al progetto Disfida è Alen, il nostro batterista. Quasi parallelamente al nostro gruppo ha iniziato una collaborazione con i Butt/Head, band tributo agli AC/DC della zona bolognese. Il tutto è nato un po' per gioco con diversi amici che già in precedenza suonavano insieme e tra questi praticamente tutti hanno un secondo e principale progetto musicale. In pieno stile AC/DC, infatti, suonano, bevono birra e fanno confusione. Più che concerti i loro si possono definire veri e propri show musicali/umoristici… vedere per credere nel loro sito www.myspace.com/buttheadtributo

QUALI SONO I VOSTRI FUMETTI PREFERITI?
Altra domanda prettamente riguardante Alen essendo l'unico "fumettaro" tra di noi.
Il personaggio preferito di sempre è l'Uomo Ragno seguito da oltre 15 anni ma la mia collezione non si limita certo a quello. Tra Manga e fumetti italiani ormai devo condividere svariati locali della mia casa sperando che tutta quella carta non mi cacci fuori. Amo il Davide Toffolo disegnatore (oltre che cantante e chitarrista con i TARM) e sono molto affezionato al Preacher di Ennis e Dillon. Forse sono anche uno dei pochi estimatori di Humberto Ramos (oltre alle sue matite sull'Uomo Ragno)… e con questa affermazione so già che mi inimicherò svariati futuri ascoltare dei Disfida!

QUALE ALBUM SI AVVICINA PIU' AL VOSTRO MODO DI FARE MUSICA?
I primi lavori dei Nirvana sicuramente ma non c'è un unico album che traccia la nostra guida nel mondo musicale. Come abbiamo già avuto modo di dire le nostre origini prendono spunto dalle radici del Grunge per poi passare al rock prendendo ispirazione anche dalla scena degli anni '60/'70 ed elaborando il tutto.

COME NASCONO I VOSTRI PEZZI?
Il motore compositivo del gruppo è sicuramente Daniele supportato dal nostro tecnico della sala prove di fiducia (Michael, a tutti gli effetti il quarto membro dei Disfida). Inizialmente Daniele presenta l'aria della canzone con chitarra acustica e testo abbozzato, questo ovviamente nel puro caos della saletta, mentre gli altri fanno tutt'altro, poi con calma e pazienza curiamo la sezione ritmica con il basso di Mario e la batteria di Alen. Fatto questo si ritorna a definire meglio la chitarra e soprattutto il testo. Da un po' di tempo a questa parte (in particolare dal dopo "Dolci bambole") ci siamo accorti che il processo è più lento e studiato meglio,quasi "a tavolino", segno, probabilmente, di una maturazione compositiva. Ci piace curare e variare i pezzi senza ricorrere a cose facili e fattibili alla prima vibrazione di corda o al primo colpo di bacchetta.

BOLOGNA E' UNA DELLE CITTA' PIU' POLIEDRICHE SECONDO ME: VI SI RITROVANO AFFERMATI MUSICISTI, GRANDISSIMI DISEGNATORI, E' SEDE DI UNA DELLE UNIVERSITA' PIU' ANTICHE ED IMPORTANTI, E LA CUCINA E' DELIZIOSA: CHE RAPPORTO AVETE CON QUESTA CITTA'?
Amore ed odio ma forse entrambi i sentimenti non possono essere espressi al meglio visto che, a tutti gli effetti, non ci viviamo. Bologna è sì quella che hai descritto tu nella domanda, assomigliando molto ad una città immersa in una sfera piena di neve e lasciata in bella mostra, ma non è solo così. E' anche degrado e indifferenza nelle persone. Sicuramente l'ambiente è cambiato negli anni e quella che era una città rispettabilissima si sta pian piano trasformando.
Ecco, ricordiamocela per la buona cucina, và…

LEGGO DALLE VOSTRE SINGOLE BIOGRAFIE CHE SIETE QUASI DEGLI AUTODIDATTI: CIO' A TESTIMONIARE CHE QUANDO LA PASSIONE C'E', SI RIESCE A REALIZZARE OGNI COSA NOI DESIDERIAMO. IN COS'ALTRO VI APPLICHERESTE COME " AUTODIDATTA " PER REALIZZARE I VOSTRI SOGNI?
Nei pensieri… trasformandoci in autodidatta della mente per non diventare robot fatti con lo stampino. A parte questo, è logico pensare che sbattendo la testa nel problema si capisca molto di più di questo che non studiandolo solo da lontano. Anche la strada dell'autodidatta, comunque, non è la via più semplice. Ci vuole costanza ed impegno nelle cose e se queste mancano difficilmente si arriva alla conclusione.


SaDiCa