UT l’inizio, la recensione

UT. L'INIZIO

Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Corrado Roi
Copertina: Corrado Roi
Uscita: 16/11/2017
Tipologia: Cartonato
Formato: 22 x 30 cm, b/n
Pagine: 96
ISBN code: 978-88-6961-220-6
Prezzo: 18 euro

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a cura di Matteo Roberti

Presentato durante la scorsa Lucca Comics and Games, il volume cartonato "Ut: l'inizio", di Barbato e Roi, segna una svolta per gli amanti della precedente miniserie, e li mette di fronte ad un bivio quasi esistenziale: il lettore è sicuro di essere pronto a sapere come tutto è cominciato? Oppure preferisce continuare ad immaginare la nascita di un mondo perdendosi nei meandri onirici della propria fantasia senza il rischio di rimanere deluso?
Perché diciamolo: spesso i prequel deludono, spesso le aspettative sono davvero così alte da non rendere godibile il prodotto atteso. Eppure chi ha letto Ut lo sa, lo sa che Ut non è un fumetto così banale, e non diventa banale solo perché non viene capito. I simboli raccontati da Barbato e Roi, prima col disegno, e poi con una spiegazione finale in prosa, sono la chiave per godere al meglio della lettura. Come già il lettore di Ut saprà, la serie regolare, quella uscita fino ad un po' di tempo fa e composta da 6 numeri, ha avuto due differenti uscite: quella da edicola, e quella da "fumetteria". Contrariamente a ciò che ci si poteva aspettare, la versione da "fumetteria" non proponeva solamente una copertina "variant", ma aggiungeva, in fondo ad ogni volume, righe e righe di spiegazione e curiosità riferite al volume stesso. Questo non stava a significare solamente l'interesse degli autori a far capire di che cosa si stesse parlando, ma sembrava evidente un altrettanto interesse a voler rendere in qualche modo protagonista il lettore della storia stessa, a dargli tutti gli elementi per sentirsi parte di quel mondo. Il fatto che ci siano righe da leggere in un fumetto non rende il fumetto qualcosa di diverso. Rimane comunque fumetto.
E lo stesso vale per "UT: l'inizio", opera fondamentale per chiudere quel cerchio che nervosamente ci aveva fatto fin troppo riflettere in precedenza. Il mondo così come lo conosciamo non esiste più. Al suo posto si ergono strane architetture in cui si muovono degli esseri simili all'uomo, ma governati solo da bisogni primordiali (non a caso cacciano locuste, cimici ed altri simili insetti). In questo futuro non esiste più nulla di ciò che noi siamo abituati a conoscere: non esistono quasi più i sentimenti, non esistono più gli esseri umani, paradossalmente invece "evoluti" in questi esseri primordiali. C'è solo una grande desolazione. Tutto è da ricostruire, e chi è ancora in grado di pensare e creare si sente una sorta di divinità. Hog, uno di questi personaggi, crea una Casa che rappresenta la fonte dalla quale iniziare a ripopolare il mondo, ed è su questo punto che il lettore deve concentrarsi. La Casa "organica" di Hog è molto simile a lui, troppo forse. Presto essa stessa sarà in grado di pensare, addirittura sarà capace di estromettere altri personaggi (come Caligari), e finirà per essere coinvolta dalla nascita delle proprie creature, che non pensava neanche lei stessa essere così perfetti e superiori. Ut è uno dei frutti di questa creazione, ma proprio perché un "prototipo" Ut è una creatura semplice, elementare, e per questo feroce ed infantile. Il suo compito è quello di sorvegliare un antico sepolcro. Non sa perché lo sta facendo, gli è stato ordinato di farlo e lui lo fa. Così come è senza spiegazione il fatto che ad egli non è concesso di specchiarsi, né di mostrare il proprio volto in pubblico. Ad ogni modo, come detto, Ut appare "di contorno". È solo una conseguenza di un ordine superiore.
I simboli allora cominciano ad esserci più chiari: la casa, che siamo abituati a pensare come ad un qualcosa di accogliente, ad una sorta di punto di "arrivo", in questo caso è un punto di partenza. La Casa crea, ma non contiene, e nascere significa abbandonarla. Le perplessità di Ut, che esce dalla Casa e appare così smarrito, in realtà rappresentano il suo ingresso alla vita. Persino i cani, che noi siamo abituati a concepire come "migliori amici", in questo mondo si sentono soli, abbandonati in mezzo a creature che non sono più gradite. Tutto ci appare così distorto, ed anche noi rimaniamo spaesati.
Infine c'è un quadro, un quadro nel quale vengono rappresentate le persone che contano davvero qualcosa. Solo le persone che davvero esistono, e chi davvero è stato creato dalla Casa ha diritto ad essere ritratto. Il quadro rappresenta una sorta di diario, di testimonianza dell'esistenza. Ut, in questo quadro, non c'è. Non c'è perché è senza volto, e quindi non può essere ritratto. Ma ci sono le altre creature create dalla Casa, quelle creature "perfette" ed originali chiamate a dover ripopolare il mondo. Purtroppo, però, sono poche, e nascono con troppa lentezza. Qualcosa non va. Serve una scossa, serve qualcosa che possa creare un caos necessario per un equilibrio futuro. L'estromissione di Caligari, che presto creerà una sua Casa portatrice di copie, rappresenta l'occasione giusta per l'inizio di questo caos, che non a caso coinciderà anche con l'inizio della serie regolare di Ut.

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