Le spose proibite di Neil Gaiman, la recensione

Collana: Oscar Ink
ISBN: 9788804681083
56 pagine
Prezzo: € 17,00
17,0 x 26,0 cm
Cartonato



Il racconto breve Le spose proibite degli schiavi senza volto nella segreta dimora notturna dell'oscuro desiderio (Forbidden Brides of the Faceless Slaves in the Secret House of the Night of Dread Desire) è scritto nel 1983 dall'allora ventitrenne Neil Gaiman. Già dalla sua prima stesura, questo racconto è subito tormentato da una mancata approvazione, tanto che finisce tristemente in un cassetto. Circa vent'anni dopo viene però ritirato fuori e finalmente pubblicato insieme ad una serie di racconti horror in una raccolta dal titolo Gothic! – Ten Original Dark Tales (Candlewick Press, 2004).

Dopo altre pubblicazioni "in prosa", trova quest'anno anche la strada del fumetto, che in questo caso possiamo definire graphic novel. I disegni sono di Shane Oakley e i colori di Nick Filardi. L'editore è la Dark Horse (in Italia è distribuito dalla Mondadori). Ed è proprio del fumetto che ora si parlerà.

Che dietro a questo racconto ci sia la penna di Gaiman ce ne accorgiamo subito, già dalle prime battute, e dall'atmosfera gotica che regna sovrana. La storia è quella di uno scrittore che vorrebbe provare a scrivere qualcosa di bello, di nuovo, qualcosa che possa diventare un capolavoro di letteratura, ma non riesce a farlo, perché realtà e fantasia si con-fondono in continuazione, quasi a volerci far pensare che possano fondersi sul serio. Il protagonista allora è spaesato, non sa più chi è, e non sa più in quale mondo sta vivendo, se in quello reale o in quello fantastico. Il lettore invece, grazie a continui cambi di sfumature di colore, sa che mondo sta osservando. Senza questo accorgimento, forse, sarebbe spaesato anche lui.

Ad ogni modo, in questo turbinio di sensazioni trovano posto due personaggi da "luogo comune" del gotico, ossia un lugubre maggiordomo di nome Toombes, ed un corvo parlante, che insieme tentano di convincere il protagonista ad accantonare la letteratura classica per dedicarsi invece ad un racconto fantasy. Questo provoca forti tensioni, che portano il letterato protagonista a dichiarare che "le storie fantastiche non sono vita". Questi dialoghi, delle volte così surreali, sono spesso umoristici ed onirici, ed in un certo senso traslano in testo quello che il disegno tenta di far vedere: ossia la fusione tra finzione e realtà, abilità che Gaiman sembra possedere alla grande già da allora.

Accanto a numerose citazioni (si pensi a Poe per quanto riguarda il corvo parlante), trovano spazio suspance e humor, tanto che non sappiamo più se siamo di fronte ad un gotico vero o ad una parodia dello stesso. Teniamo poi presente che i disegni di Oakley, dallo stile così "spigoloso", non ci aiutano affatto nella comprensione, anche se riescono ad immergerci all'interno della storia in maniera totale. Le ombre così magistralmente evocate, insieme agli ottimi colori di Filardi, aumentano il carattere gotico della storia e, se vogliamo, finiscono per provocare di tanto in tanto anche un effetto drammatico.

Chiunque volesse approcciarsi a questo volume lo faccia considerando che non si troverà davanti la migliore opera di Gaiman. A quel tempo lo scrittore era ancora in fase di sperimentazione. Tuttavia, è bene tener sempre presente che un artista non è nulla senza le sue opere minori, e che senza di esse non si potrebbe mai giungere a capolavori assoluti. Gaiman, senza (anche) questa sua opera, con ogni probabilità non sarebbe mai arrivato a dar vita a Sandman.
Neil Gaiman, nato in Inghilterra nel 1960, vive negli Stati Uniti. È un artista dalle molte facce: giornalista legato al mondo del rock, autore di raffinate graphic novel, sceneggiatore televisivo e scrittore. Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi premi: tra i più importanti, la Newbery e la Carnegie Medal per Il figlio del cimitero e l'Hugo Award per il romanzo American Gods. Ha scritto numerosi racconti e romanzi per ragazzi di grande successo, fra cui gli indimenticabili Coraline e Stardust.


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