Lavennder, la recensione

N° 4
Periodicità: annuale
Lavennder
uscita 12/07/2017
Soggetto: Giacomo Keison Bevilacqua
Sceneggiatura: Giacomo Keison Bevilacqua
Disegni: Giacomo Keison Bevilacqua
Copertina: Aldo Di Gennaro
Colori: Giacomo Keison Bevilacqua



Secondo lavoro bonelliano per Giacomo "Keison" Bevilacqua dopo l'esordio sulla collana Dylan Dog Color Fest, con lo speciale 2017 della serie "Le Storie", dal titolo Lavennder, in uscita il 12 Luglio per Sergio Bonelli Editore.

L'autore, noto per il suo A Panda Piace, il panda che lo ha fatto conoscere sul web (e non solo), ha nel corso della sua carriera fumettistica dato vita a numerosi e svariati progetti editoriali dai quali sono nate tantissime altre storie, tra cui la mini serie A Panda Piace L'Avventura, Metamorphosis e la graphic novel Il suono del mondo a memoria.

Lavennder è un volume unico di 128 pagine, interamente a colori, disegnato, sceneggiato e colorato dallo stesso Giacomo Bevilacqua, con copertina a cura di Aldo Di Gennaro.

Aaron e Gwen sono una coppia di fidanzati che decidono di staccare la spina dalla vita quotidiana, per cercare di dimenticarsi per un breve periodo dei loro problemi lavorativi e familiari. Quale miglior meta se non quella di un'isola deserta nel bel mezzo dell'oceano?

Aaron trova per caso questo paradiso, anzi, forse è proprio questo paradiso a trovare lui. Un'isola disabitata dove restare 11 giorni, immersi nella natura, senza tecnologia (non vi è campo per le telefonate e ne tanto meno per l'amato/odiato facebook), ma un'avventura da vivere in due, prendendo il sole, esplorando l'isola, piantando la tenda, raccogliere la legna e pescare pesci per prepararsi il pranzo e la cena.

Un'isola dove prendersi anche alcune libertà, come l'abbigliamento senza fronzoli ma alquanto essenziale, nessun contatto umano (se non quello con la natura e gli animali circostanti), insomma un paradiso nel quale forse perdersi per sempre.

Ma c'è qualcosa che inquieta la coppia. Dopo la prima notte passata in tenda, Gwen si accorge di qualcosa di strano. Forse una semplice paranoia, forse l'elevata goffaggine e disordine provocato da Aaron la fa desistere dal credere al suo intuito, anche se dovrà ricredersi ben presto. Quella strana sensazione di essere osservata le si appiccica addosso, anche se le bellezze dell'isola tenteranno di distrarla. Come una meravigliosa cascata nascosta nella vegetazione.

A quanto pare Gwen però non si sbagliava. Pare ci sia qualcuno sull'isola o forse ci è stato un passato. Aaron non si è affatto documentato sulla storia di quell'isola, quindi non conosce nulla di quel posto, tranne ciò che vede in quel momento. Una capanna abbandonata sull'albero inquieta ancora di più Gwen, ma non è la sola inquietudine che affiora. Difatti al largo dell'isola, dalla parte opposta, appaiono una piccola imbarcazione e due tizi poco raccomandabili che approdano sull'isola sia per i loro illeciti affari, ma anche per sincerarsi che la coppia di fidanzati non faccia la spia.

Il mistero sembra essere dunque risolto, se non fosse che improvvisamente compaiono nella storia altri personaggi inquientanti che rimandano col pensiero a una famosissima favola. Ed è così che l'inquietudine si trasforma in orrore vero e proprio.

Lavennder è una storia che parte nel modo più tranquillo possibile, per poi iniziare a lanciare piccoli segnali di allarme che sia i protagonisti che i lettori, colgono man a mano nel corso della storia, fino a sfociare in un vero e proprio colpo di scena ove le paure sedate si trasformano in realtà, senza ormai lasciare più scampo e speranza.

Una storia ben raccontata, sia dal punto di vista della sceneggiatura e sia dal punto di vista visivo. I disegni, con il supporto dei colori, dipingono questo paradiso terrestre dove sinceramente sfido qualsiasi lettore a non volervi trascorrere almeno un mese in tranquillità, regalando quelle sensazioni di calma e benessere di cui tutti, almeno una volta l'anno, avremmo bisogno. Quegli stessi colori che poi assumono una cromia più "violenta" e inquietante, tipica di un orrore che sappiamo non avrà mai fine. Beh, avrà fine con il finale dell'albo stesso.

Terminato il volume, avreste mai pensato che proprio lui e quei dolcissimi e tenerissimi protagonisti di quella fiaba (che ha assunto nel tempo il classico sapore disneyano) avrebbero reso la vostra vacanza un'inferno?

Lavennder, in questo, è davvero sorprendente.

Quell'isola che non c'è, forse l'abbiamo trovata. Ma guai a passarci più di qualche ora.

SDC

A6 Fanzine: fumetti, cinema, musica, giochi, festival, fiere, racconti e molto altro!

Nessun commento:

Posta un commento

Cosa ne pensi? Scrivici