La stanza profonda, la recensione del libro di Vanni Santoni

Titolo: La stanza profonda
Autore: Vanni Santoni
Editore: LaTerza
Edizione: 20174
Collana: i Robinson / Letture
Serie: Solaris
ISBN: 9788858127377

In un paesello immerso nella campagna Toscana è facile lasciarsi cullare dai ricordi di un passato sopito, o vedere delle strane presenze che tornano a rammentarci qualcosa che forse abbiamo dimenticato, almeno per un po'.

Ma non stiamo parlando di una storia dell'orrore, neanche di una storia di fantasmi, non in senso lato ovviamente.

Quelle presenze che appaiono e scompaiono a seconda dei ricordi che affiorano nella mente del protagonista quando decide di tornare nella vecchia casa di famiglia, è qualcosa che può capitare a ognuno di noi, specie se questo passato è stato molto piacevole e risalente all'età più bella per un essere umano, ovvero quello dell'infanzia e dell'adolescenza (tutto sommato).

Una stanza sotterranea, un dado e quelle incredibili risate, o quelle memorabili frasi che solo con l'affinità di un gruppo di persone che stanno insieme per anni, riescono a creare. Una affinità che si crea, in questo caso, con il gioco di ruolo.

Cosa sono i giochi di ruolo?

Se non siete "nerd" o se non avete amici "nerd" (ma ne dubito, visto che ultimamente va di moda esserlo i barba agli anni passati quando esser nerd significava esser sfigati) allora potreste non saperlo veramente.

In breve: un gioco di ruolo è un gioco da fare insieme, dalle 3 alle 5 persone (master compreso) che si radunano per giocare ed interpretare dei personaggi (inizialmente maghi, ladri e qualche cavaliere) e vivere una storia, decidendo in base agli elementi che devono fronteggiare. Ogni giocatore, diciamo, ha possibilità di scegliere come reagire in base agli eventi che si realizzano, in uno scenario che va componendosi piano piano e che forse sarà svelato alla fine del gioco.

Ma quale sarà la fine del gioco lo sa soltanto il master. Chi è il master? Colui che pone al "bivio" i personaggi, colui che li guida attraverso una scelta o un'altra, colui che conosce i dettagli di quel mondo da esplorare (i master più avanzati realizzano anche delle storie loro).

E nelle fasi di gioco non è soltanto il gioco fine a se stesso ad emergere. Emergono anche i caratteri, le personalità, l'amicizia e anche l'amore (perché no) dei giocatori.

Questa è la storia dunque di tutte quelle serate trascorse a giocare in quella stanza, dove il mondo circostante si trasformava in una avventura fantastica.

Un viaggio a ritroso nel tempo per il protagonista e quei fantasmi che tornano a ricordargli quelle serate, o degli amici che ormai sono diventati adulti e che hanno altre priorità nella vita ma che tornano comunque prepotentemente nella vita dell'autore, come se quel filo che ha rotto tanti anni fa, si fosse ricollegato.

Un viaggio che racconta non solo dunque di quelle serate ma di come lo sviluppo di quella "magia" legata al gioco sia divampata nella realtà, con molteplici sfaccettature, incanalandosi anche in internet.

Un libro a tratti molto divertente, con i suoi "strambi" personaggi ove sarà facile identificarsi o ricercare un'empatia, proprio come se fossimo in un gioco di ruolo.

Lanciando un dado potreste scoprire che, forse, quella "realtà" non è poi così lontana da voi.

La stanza profonda è tra i 12 finalisti al Premio Strega 2017.

Vanni Santoni (Montevarchi, 1978) vive a Firenze. Per Laterza è autore di Se fossi fuoco, arderei Firenze (2011) e Muro di casse (2015).

SDC

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