Escobar, El patròn. La recensione

ESCOBAR - EL PATRÓN
Sceneggiatura di Guido Piccoli
Disegni di Giuseppe Palumbo
Colori di Arianna Farricella
Lettering di Enrico Pierpaoli
Collana: Oscar Ink
Pagine: 136
Formato: 19,5x26 cm
Prezzo: 19,00 euro
ISBN: 978-88- 04-68165- 6



La storia del bandito colombiano Pablo Escobar ha qualcosa di incredibile e leggendario, tanto da ispirare film, serie tv, libri e anche fumetti, con questo progetto editoriale firmato da Astorina e Mondadori Oscar Ink.

Sono trascorsi 23 anni dalla sua morte ma Escobar è ancora ricordato come uno dei più famosi banditi al mondo, surclassando in fama persino Al Capone.

Se è una fama di cui essere fieri.

Ad ogni modo, la sua rocambolesca vita è disegnata dalle matite di Giuseppe Palumbo, colorata da uno stile acquarelloso di Arianna Farricella, raccontata attraverso la sceneggiatura di Guido Piccoli, per una intricata storia che ripercorre i più eclatanti episodi della vita di Pablo Escobar.

Non dimentichiamo che Escobar è stato il mandante di migliaia di omicidi, di terrificanti attentanti, come quello fatto a un aereo di linea o alla sede della polizia segreta di Bogotà.

Escobar fu il primo a rendere la cocaina un commercio di droga internazionale, ricavandone moltissimi soldi e "commerciando" con le varie mafie che hanno iniziato a fare affari con lui.

C'è però un altro lato del bandito che affascina lo stesso popolo colombiano (quello più povero e discriminato), ovvero quello di essere diventanto uno degli uomini più ricchi del mondo, seppur fosse di umilissime orgini. Un esempio, per loro, di come la sua geniale vena affaristica, lo abbia portato a diventare una figura di spicco nell'ambito del mala affare.

Nonostante fosse un narcotrafficante e un criminale, la sua figura di padre e marito affettuoso ha prevalso nei confronti della sua famiglia, il che ci fa riflettere su come una figura come Escobar, da un lato tanto crudele e da un lato geniale e affettuoso, possa esser arrivato su quel piedistallo dorato, un piedistallo a cui sia l'FBI, la DEA e la CIA hanno tentato di romperne le basi.

Come ci sono riusciti? Questo fumetto ce lo racconta in modo molto fedele.

L'epilogo, come potrete intuire, non sarà quello lieto delle favole, ma è una storia avvincente da leggere, per immergersi in una realtà completamente diversa dalle nostre vite comuni, lontane da quegli orrori e da quegli intrighi, che hanno reso Escobar forse leggendario, ma una figura che non possiamo certamente emulare, se non forse la tenacia con cui ha perseguito i suoi intenti e il fiuto negli affari. Ma che siano leciti quelli che abbiamo in mente di realizzare.

Un volume cartonato, ben ridefinito, senz'altro da collezionare come numero uno di una nuova collana editoriale, quella di Oscar Ink, che scaverà all'interno di storie dal sapore internazionale.

La collborazione tra Astorina e Mondadori Oscar Ink da il via non solo alla prima pubblicazione della collana, ma anche alla prima pubblicazione per Astorina dove protagonista non è il Re del Terrore Diabolik.

In giugno però vi sarà l'uscita del volume "Il Re del Terrore, il remake", proponendo in una nuova edizione la versione moderna ed estesa, la storia del primo numero di Diabolik, uscito nel novembre del 1962.


Giuseppe Palumbo - Giuseppe Palumbo, autore di fumetti e illustratore, ha disegnato migliaia di tavole per alcuni tra i maggiori editori italiani e stranieri. Ramarro, il supereroe masochista, è stato il suo primo personaggio, apparso sulle pagine di Frigidaire. Disegna da molti anni le avventure del Re del Terrore, Diabolik.

Guido Piccoli - Guido Piccoli, giornalista professionista e autore di un centinaio di sceneggiati per radio Rai e la radio svizzera, ha vissuto a Bogotà gli anni più caldi della "guerra ai narcos", scrivendo vari libri tra i quali "Colombia, il paese dell'eccesso" (Feltrinelli 2003).

SDC

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