Intervista ad Amleto De Silva, autore del Dizionario Illustrato dei #giovanimerda

Autore: Amleto de Silva
Illustrazioni: Boban Pesov
Formato: 14,8x21 cm; bross. con bandelle.; pp. 128; B&N
Prezzo: 14,00 €
Uscita: 15 novembre 2016

C'era un tempo in cui gli anziani non avevano del tutto ragione rispetto ai giovani. Vuoi perché legati a un "vecchio" mondo, vuoi perché la gioventù li aveva ormai abbandonati, vuoi perché ormai da anziani il mondo è completamente diverso. E perché no, forse vi è anche un pizzico di "invidia". Ma #GiovaniMerda ribalta questo concetto.
Cosa è cambiato dunque?

È cambiato che la nostra società si è rincretinita.

È cambiato che i giovani di oggi sono uguali ai vecchi di ieri.

Vedi, io ce l'ho con i giovani perché non fanno quello che dovrebbero fare, vale a dire sputare in faccia a noi vecchi, essere più bravi di noi, fare cose migliori delle nostre.

Invidia? Non spreco la mia invidia per gente che si depila il petto e si fa le sopracciglia ad ala di gabbiano. La mia invidia è per quelli più bravi di me, mica per loro.

Come nasce dunque l'idea de ll Dizionario Illustrato dei #GiovaniMerda?
Avevo già pubblicato un dizionario a puntate anni fa, sul mio vecchio blog.

Poi ho cominciato a postare roba su Facebook con l'hashtag #giovanimerda (che è un po' come dire juvemerda, un classico, quello è lo spirito).

Luca Ippoliti della Magic Press Edizioni si è incuriosito e mi ha chiesto se mi andasse di scrivere il dizionario e io, pur di scrivere qualcosa sulla falsariga del Dizionario del diavolo di Bierce, ho accettato di corsa.

Qual è secondo te la "colpa" più grave che si attribuisce ai giovani d'oggi o la cosa che si rimprovera loro di non migliorare?Ma che ti devo dire.

La prima cosa e anche la più grave che mi viene in mente è che sono noiosi, e questa è una cosa che proprio non sopporto.

Ma insomma, si stava meglio quando si stava peggio? Parafrasando uno dei detti più in voga tra gli anziani... o tra coloro che stanno diventando "grandi".
No, si stava di merda anche prima.

Però, per dire, una volta c'era Andrea Pazienza che scriveva Pompeo, c'erano Tamburini e Liberatore che facevano Ranxerox.

Adesso c'è un gruppo di spiritosoni pomposi e retorici de sinistra che se gli fai vedere le vignette di Pazienza sul Papa sviene dal terrore.

Come è strutturato il dizionario? Puoi elencarci qualche profilo che potremmo ritrovare all'interno?
Beh, è un vero e proprio dizionario, con una quarantina di voci per lettera.

Poi c'è una serie di dieci ritratti di #giovanimerda maschi e #giovanimerda femmine.

C'è poco da ridere, ma si ride tanto, ve lo assicuro.

Il dizionario comunque è uno spaccato di una generazione, un modo per ridere anche di sé stessi. Come l'hanno presa i giovani? E gli anziani?Non so come l'abbiano presa i giovani: quello che posso dirti è che a Lucca Comics, che è una delle fortezze dei #giovanimerda, il libro è andato a ruba.

Quindi, o sono fessi forte, o sono meno fessi di quel che credessi.

Tendo a credere alla prima ipotesi, però. I cosiddetti vecchi, invece, ridono e mi dicono: cazzo, ma questo è mio figlio, uguale!

Come è stata la collaborazione con Boban Pesov, autore delle illustrazioni all'interno del libro?Me l'ha proposto la Magic Press Edizioni.

Io non lo conoscevo, mia figlia di dieci anni invece sì. "Ha centomila follower su Youtube, papà".

Ero rassegnato, dunque, all'idea che avrebbe fatto un lavoro di merda.

Invece è stato bravissimo e ha aggiunto davvero qualcosa al libro.

Non lo conosco di persona, ma mi sento di fargli uno dei complimenti più belli: è nu bravo guaglione.

Parliamo un po' di te. Come ti avvicini alla scrittura?
Mi ci avvicino tardi. Molto tardi.

Facevo il vignettista da anni, ma non avevo osato mettermi a scrivere libri veri.

Poi, un giorno, mi sono accorto che si pubblicavano un sacco di libri di merda e mi sono detto che allora ero capace anch'io.

Adesso per farmi smettere di scrivere devono spararmi, o pagarmi molto.

Quali sono i tuoi fumetti preferiti?
Un sacco.

Oltre a quelli che ti ho già detto, dei classici ovviamente i Peanuts, Bristow, Gummer Street, Beetle Bailey, Andy Capp, Tommy Wack, Al Capp e mille altri. Tra i più recenti c'è Frank Miller, Peter Bagge di Hate! E i fratelli Hernandez, forse i miei preferiti.

Ma se c'è una cosa che mi ha segnato è Il signore di buona famiglia di Giuseppe Novello: lo rileggo una volta alla settimana, giusto per ricordarmi che non sono bravo quanto mi piacerebbe.

Quali altre tematiche ti piacerebbe affrontare prossimamente?
Mi piace la serialità, mi diverte assai.

Mi piacerebbe riprendere una cosa che ha avuto un enorme successo sul mio blog, I Dieci Peggio (che trovate anche nel Dizionario), una lista in dieci punti delle dieci cose peggiori, che so, a Natale, a Pasquetta.

Ma anche i dieci peggio film italiani, i dieci peggio giornalisti e via così.

A quali altri progetti stai lavorando?
Sto finendo di scrivere un romanzo ambientato a Salerno nel secolo scorso.

Meno corposo dei primi due e abbastanza diverso, ma mi piace assai. Vedremo.

Ci sono eventi o presentazioni dove i lettori potranno incontrarti prossimamente?
Il 9 dicembre sarò a San Giorgio del Sannio, alla libreria Il Bibliofilo e il 17 a Avellino dai miei amici del Godot.

Poi pausa natalizia e da gennaio, se sopravvivo agli struffoli, si riprende il giro.

AMLETO DE SILVA

Amleto de Silva nasce a Napoli, cresce a Salerno e infine, dieci anni fa, si trasferisce a Roma, dove vive; il risultato è che si perde in tutte e tre le città. Comincia a scrivere come vignettista, con Sara Migneco, su Cuore, Smemoranda e altre testate.

Nel lontano 2000 vince il premio satira politica di Forte dei Marmi, anche se ultimamente sta pensando di restituirlo. Non lo fa perché è pigro. Il suo famigerato blog è www.amlo.it. Collabora come autore con Enrico Montesano, poi scrive Statti attento da me (prima in self publishing con ilmiolibro.it poi con Roundmidnight), La nobile arte di misurarsi la palla (Roundmidnight) e due saggi di costume, Stronzology (Liberaria) e Degenerati (Liberaria).

Adesso è il momento de Il Dizionario Illustrato dei Giovani Merda (Magic Press Edizioni) con le illustrazioni di Boban Pesov. Su Amazon c'è la raccolta I Dieci Peggio, che trovate anche a gratis sul blog. Scrive la rubrica Spoiler, che parla di serie tv inedite, per TvZap (gruppo Espresso) e Playlist e On Writing per ilmiolibro.it (gruppo Espresso).

Porta in giro degli spettacoli, tra cui Amleto fa Cirano con l'Inglese (con Edoardo Inglese), I Dieci Peggio (stand up comedy) e, da settembre, Non muore nessuno, dal romanzo di Sergio Claudio Perroni (Bompiani). Sebbene i suoi amici lo sfottano per il suo look da attempato diggei, egli è molto fiero del fatto che sa indossare. Ne scaturisce un ritratto di una generazione che non è mai stata giovane. Per fortuna che si ride.

SDC

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