Intervista a Francesco Chiatante, regista di Animeland

"Animeland - Racconti tra manga, anime e cosplay" è stato presentato in anteprima mondiale a Roma, nell'ambito della nona edizione del Roma Fiction Fest.

Il documentario è un'opera prima diretta da Francesco Chiatante, ideato e interamente realizzato in low budget, curandone anche montaggio, fotografia e post produzione.

Il documentario è stato poi proiettato anche al Lecce Film Fest, la rassegna Nomadica di Firenze, il Far East Fest 2016 di Udine e il Festival dell'Oriente di Roma.
Una proiezione privata è stata quindi organizzata per i dipendenti della Rainbow, che produce il cartone animato Winx.

Animeland sarà presentato il 29 maggio al BGeek - BariGeekFest alla presenza del regista ed infine alla manifestazione Etna Comics a Catania, il 3 Giugno.



Come nasce l'idea del documentario "Animeland"?
L'idea di ANIMELAND – RACCONTI TRA MANGA, ANIME E COSPLAY nasce indubbiamente dall'unione di tre mie grandi passioni: quella per manga e anime (e per tutto l'immaginario pop giapponese, cosplay inclusi), quella per gli aneddoti in genere ed i racconti (soprattutto quelli confidenziali) e il grande amore per film e documentari.

E poi, per certi versi, ho sempre avuto voglia di poter contribuire in qualche maniera alla diffusione e ad una maggiore comprensione di questi immaginari che hanno segnato più generazioni di ragazzi italiani e stranieri.

Hai presentato il documentario in anteprima allo scorso "Roma Fiction Festival". Come hanno reagito il pubblico e gli addetti ai lavori?La prima mondiale del film è stata un successone!

Avevamo in sala oltre 300 persone entusiaste, appassionati, curiosi, vogliosi di scoprire, emozionarsi o anche solo ricordare i mondi di manga, anime e cosplay! E dire che quella stessa sera, al Roma Fiction Fest, davano in parallelo (nelle altre sale del Cinema Adriano) serie di telefilm interazionali in anteprima con 'ospitoni' in sala, nuove fiction Rai che avremmo visto solo in questa stagione e persino vecchi sceneggiati restaurati.

Ci hanno trattati come vere star: photocall, interviste di ogni tipo a tutto il cast presente in sala, autografi. Abbiamo grandi ricordi legati a quel giorno e, sinceramente, non credo che avremmo potuto avere un'accoglienza migliore al mondo.

Quali sono i cartoni animati a te più cari?
Ne adoro e ne ho amati tantissimi ma credo che, a parte qualche vecchio robottone, i cartoni che amo di più ancora oggi sono di certo LUPIN III, di cui ho incontrato il suo autore originale, Monkey Punch, a Roma nel 2001; quelli di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli e serie e film animati di KEN IL GUERRIERO, di cui invece ho avuto l'onore di avere proprio 'ospite' in ANIMELAND il suo storico character design, Masami Suda, cioè colui che ha disegnato visivamente il mondo di Ken proprio come tutti noi l'abbiamo conosciuto nell'anime.

Anche se devo ammettere che, quando ero piccolo, più i cartoni animati erano colorati, pieni di trovate e con sigle (italiane o meno) particolari o divertenti e più mi piacevano.

Quali emozioni hanno accompagnato le interviste che hai realizzato ai protagonisti del mondo anime e cartoons?
Tra le interviste di emozioni ce ne sono state tante e di tutti i generi, anche perché il secondo requisito che volevo avessero i personaggi da coinvolgere nel film (il primo era, ovviamente, avere una relazione e/o dimestichezza con gli argomenti trattati) era di mettersi, diciamo, "a nudo" e che questi personaggi prendessero a raccontarsi con sincerità e confidenza, un po' a "titolo amichevole", anche perché molti di loro dovevano farlo partendo fin dalla propria infanzia.

E poi gli incontri con questi personaggi erano sempre e volutamente molto ironici e giocosi, così dal portarli, mano a mano che il discorso incalzava, a firmare autografi su oggetti o pubblicazioni particolari, o anche a disegnare (e non parlo necessariamente dei disegnatori di professione) e in altri casi addirittura anche a canticchiare qualcosa di legato ai fumetti o ai cartoni animati.

Nel documentario sono presenti anche Luca Raffaelli e Vincenzo Mollica, due figure che in qualche modo hanno contribuito a creare interesse e cultura nell'ambito cartoons e fumetti. Non dimentichiamo inoltre anche altri protagonisti che hanno avviato questo "processo animato". Come contribuiscono, dunque, nell'arricchire il tuo documentario?
Ho sempre creduto, fin dalle prime stesure del progetto, che non avrebbe avuto alcun senso raccontare quest'invasione animata senza coinvolgere i primi "difensori" e "promotori" di fumetti e cartoni animati in Italia.

Gli esperti Luca Raffaelli, Vincenzo Mollica, Andrea Baricordi e Massimiliano De Giovanni (questi ultimi due, tra i primissimi che importarono i manga giapponesi in Italia con cognizione di causa), il sociologo Marco Pellitteri e il saggista Fabio Bartoli contribuiscono a tutto tondo contestualizzando con date, periodi e documentazioni precise i ricordi e i racconti degli altri intervistati, come solo loro, grazie alle loro rispettive preparazioni, avrebbero saputo fare.

Oltre a presentare il documentario in vari festival, dove gli spettatori potranno prenderne visione? Ci sarà anche un dvd o uno streaming digitale?
Per il momento siamo ancora in una, chiamiamola, "fase festival", ma ultimamente stiamo stringendo accordi in maniera tale che ANIMELAND possa avere un giorno la maggiore diffusione possibile in ogni formato previsto dal nostro mercato.

Quanto sono cambiati i cartoni animati di oggi da quelli della nostra infanzia? Insomma, quelli "pesanti e tristi", ma al contempo indimenticabili e bellissimi che ci hanno formato durante l'infanzia, che fine hanno fatto? O si sono evoluti assieme alla nostra società?
In linea di massima, e con le dovute eccezioni, i cartoni animati di oggi sono cambiati moltissimo rispetto a quelli che si guardavano negli anni '70 e '80.

Ma non sono cambiati solo i cartoni animati, sono cambiate tantissime cose negli audiovisivi in genere (film, telefilm, fiction, etc.).

In quegli anni venivano importati cartoni animati da ogni dove adattati, doppiati e mandati in onda senza neanche farsi troppe domande, probabilmente per esigenze di palinsesto e, tra quelli, ce n'erano anche tantissimi che non erano di certo per bambini.

Oggi esiste tutto un controllo di questi prodotti, e non solo di questi, (in certi casi con tanto di consulenze di esperti in materia che appurano che i contenuti di questi siano idonei a date fasce di età e di pubblico) e poi sembrerebbe, in generale, esserci una specie di "legge (non scritta) del politicamente corretto" per cui tante cose o vengono trasmesse su certi canali tematici in fasce orarie (anche notturne) con uno share quasi inesistente oppure, sempre questi prodotti (e, tra questi, tanti anime giapponesi), vengono (per quanto possibile, anche in fase di adattamento) smussati o edulcorati in espressioni, temi e sfumature (non sempre semplici da accettare per la nostra cultura, come dicevo prima, del "politicamente corretto") e quindi, anche incappando in questi prodotti, probabilmente non li vedremo mai come sarebbero dovuti essere, con una fedeltà a quelli che erano gli originali, se non in qualche DVD, magari d'importazione, o su qualche canale streaming coi sottotitoli fatti dai fan, spesso più fedeli anche degli adattamenti ufficiali.

Per i cartoni animati storici giapponesi e non, almeno quelli di cui le aziende di oggi sono riusciti a conservarne o a riacquisirne i diritti, si possono reperire in italiano sia in home-video (DVD, bluray) che sui canali tematici dedicati (digitale, satellitare), che in streaming sui canali ufficiali a pagamento.

Sull'evoluzione delle nuove serie a cartoni animati in certi casi devo ammettere che talvolta ho qualche perplessità dovuta ai sempre più grandi limiti/paletti imposti da/a chi fa cartoni animati (oltre a quelli succitati ci sarebbe da tenere presente anche i fattori commerciali: oggetti, personaggi, cards inseriti nei vari prodotti animati per poi trarne merchandising) e purtroppo dobbiamo ammettere che, tutti questi fattori, finiscono spesso per far passare in secondo piano (e intendo da un punto di vista produttivo) trame, tematiche, spessore di personaggi e atmosfere, e questo, da storico amante di prodotti animati, non può farmi felice.

Di certo tra gli anni '70 e '80, come racconta anche Masami Suda in ANIMELAND, c'era una maggiore libertà nel mondo dell'animazione e questo portò, tra le altre cose, rinnovamento e innovazione in tutto il settore, ma oggi, tranne qualche caso decisamente degno di nota, le cose non funzionano più così ed i cartoni animati, giapponesi e non, tendono purtroppo a raccontare più o meno tutti le stesse cose nelle stesse maniere.

Cosa sai dei cartoni animati di oggi? Qual è quello che ti sembra diventerà il cult di domani?
Purtroppo, per mancanza di tempo, in questo periodo seguo molto meno i cartoni animati di quanto li seguivo in passato ma, tra forum e segnalazioni di amici ed esperti, alcuni prodotti 'scelti' li miro e faccio in maniera di non farmeli mancare comunque.

La seconda è una domandona… Davvero non saprei che dire!

In fondo, anche guardando al passato, chi poteva prevedere certi successi planetari come DRAGONBALL, NARUTO o ONE PIECE?!
Forse neanche i loro autori.

A quali altri progetti stai lavorando?
In questo periodo, tra una cosa e l'altra, sto scrivendo, studiando, appuntando due o tre progetti che mi piacerebbe realizzare prima o poi ma, per il momento, non posso ancora rivelare nulla di più.

IL REGISTA

Francesco Chiatante nasce a Taranto nel 1981.

Videomaker di cortometraggi, documentari, backstage e video, studia all'Accademia di Belle Arti di Macerata "Teoria e Tecnica della Comunicazione Visiva Multimediale" e si specializza in "Arti Visive – Scenografia".

Approda a Roma nel 2007 per un Master in Effetti Speciali per il cinema. Negli ultimi anni ha lavorato per post-produzioni di film e fiction, collaborato come operatore video e montatore per una serie di progetti documentaristici prodotti e diretti da Franco Zeffirelli, diretto l'episodio 'Iride' del film indipendente a capitoli 'Amores' (Italia, 2013) e realizzato backstage dei film diretti da Ivano De Matteo 'Gli equilibristi' e 'I nostri ragazzi' (vincitore del Premio Miglior Backstage 2015 - Festival del Cinema Città di Spello) e della serie TV RAI 'Il sistema' diretta da Carmine Elia.

Animeland - Racconti tra Manga, Anime e Cosplay, del 2015, è il suo esordio nel lungometraggio.

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