E’ tempo di cinegame: su Best Movie di giugno l’intervista al protagonista di Assassin’s Creed, Michael Fassbender


E' tempo di cinegame: su Best Movie di giugno l'intervista al protagonista di Assassin's Creed, Michael Fassbender
Finalmente pare che sia la volta buona per consacrare il matrimonio tra cinema e videogiochi. Nei prossimi mesi infatti è prevista una vera e propria invasione di cinegame: a giugno è la volta di Warcraft – L'inizio e Angry Birds, per poi proseguire il prossimo anno con l'attesissimo Assassin's Creed (gennaio), l'ultimo capitolo della saga di Resident Evil (febbraio) e con il ritorno di Lara Craft, che avrà il volto del premio Oscar Alicia Vikander. Insomma pare proprio che sia suonata la riscossa per un genere che, se rilanciato nel modo giusto, potrebbe bissare il successo dei cinecomic. Best Movie ve lo racconta con un viaggio attraverso i titoli più attesi, l'intervista a Michael Fassbender – che sarà il protagonista dell'eterna lotta tra Templari e Assassini combattuta nel videogioco di Ubisoft –, uno speciale che ripercorre la storia dei due mondi attraverso 10 titoli che li hanno messi a stretto contatto, tra film che impugnano il joypad e videogame che imitano il cinema, oltre a raccontarvi, attraverso una chiacchierata con l'art director Francesca Natale, i cattivissimi uccelli di Rovio che ritroveremo nel film di animazione Angry Birds.

Sul numero di giugno non poteva ovviamente mancare il nostro reportage dalla Croisette, in cui vi raccontiamo quest'ultima, fortunatissima, edizione del Festival di Cannes le interviste a Jesse Eisenberg, – che ci parla di come è stato lavorare sul set di Cafè Society con Woody Allen e Kristen Stewart – , e a due miti di Hollywood come George Clooney e Julia Roberts, protagonisti nel film di Jodie Foster, Money Monster.

Restando in tema di interviste, questo mese abbiamo anche incontrato Jeremy Irons, che ritroveremo sia come villain in Assassin's Creed, sia nei panni di un professore inglese in L'uomo che vide l'infinito che scoprì il talento geniale del matematico Srinivasa Ramanujan. Inoltre abbiamo avuto una lunga chiacchierata con il regista Nicolas Winding Refn, a Cannes con il suo primo horror al femminile, The Neon Demon.

Torna puntuale Zerocalcare, che offre la sua divertente soluzione per quelli che fanno casino al cinema, "sparando a zero" sulla gente che parla in sala durante il film.

Troverete poi le nostre anticipazioni sul TaorminaFilmFest, evento dal respiro sempre più internazionale al quale parteciperanno come ospiti Richard Gere e Jeremy Renner e che verrà inaugurato dalla proiezione speciale del film Disney/Pixar Alla ricerca di Dory.

Ricchissima la sezione Screen, in cui troverete: il nostro speciale sul nuovo serial Tv horror di Fox Outcast, inclusa l'intervista al protagonista Patrick Fugit; la rubrica A scena aperta di Roberto Recchioni dedicata al cult sci-fi Independence Day; i focus sull'edizione homevideo di Deadpool e sul videogame LEGO Star Wars: il risveglio della Forza, la recensione della serie Tv 22.11.63 e il contest Recetweet in collaborazione con 20th Century Fox, che mette in palio Dvd e Blu-ray.

Non manca la guida ai film più attesi del mese: dal super cast di Now You See Me 2, al buddy movie con Ryan Gosling e Russell Crowe The Nice Guys; dal fantasy Warcraft – L'inizio alla commedia dei fratelli Vanzina Miami Beach; dal thriller Conspiracy – La cospirazione, con due mostri sacri del calibro di Al Pacino e Anthony Hopkins al divertente The Boss con Melissa McCarthy; dal terrificante The Conjuring – Il caso Enfield all'esilarante Cattivi vicini 2, con Zac Efron e Seth Rogen.

Infine, nella rubrica Dentro le nuvole dedicata al mondo dei comics, Leo Ortolani, il papà di Rat-Man, ci racconta il suo libro di recensioni cinematografiche a fumetti CineMAH – Il buio in sala e ci regala tre tavole inedite.

Ecco un estratto dell'intervista a Michael Fassbender realizzata da Alessandro De Simone e pubblicata su Best Movie di giugno
Il fatto che si trattasse di Assassin's Creed è stata la molla che l'ha convinta?
«A dire il vero no, lo conoscevo solo di nome, non sono un videogiocatore, non sapevo di cosa si trattasse. La storia mi ha intrigato, in particolare l'idea dei ricordi recuperati dal DNA e l'eterna lotta tra Assassini e Templari che decidono del destino del mondo. Il primo aspetto che mi ha  appassionato personalmente è stato il fatto di inserire una base scientifica reale, legata ai più moderni studi a riguardo, era un aspetto molto importante per me. Sul contrasto tra le due sette, è stato importante non trovarsi di fronte a una situazione alla Star Wars, buoni da una parte e lato oscuro dall'altra. Templari e Assassini vivono entrambi in un'ipocrita zona grigia, tentando continuamente di avere il sopravvento gli uni sugli altri ai danni dell'umanità intera».
La ispirava anche l'idea di avere un po' d'azione?
«Anche, ma ben bilanciata con tutto il resto. Non è un film facile, ha molti equilibri che devono essere rispettati, quindi la parte action deve integrarsi bene con l'evoluzione del racconto che a sua volta si divide tra il presente e la Spagna del 1491, con tutto quello che ne consegue anche a livello di calore dell'immagine e stile narrativo».
C'è un'iconografia del personaggio da rispettare, dettata anche da mosse speciali del gioco. Come ci si è confrontato?
«Ovviamente nel film ritroverete il Salto della fede e l'Occhio dell'aquila – non sarebbe potuto essere altrimenti – così come la tecnica del parkour, ma la cosa che mi interessa di più è l'eleganza dei suoi movimenti e la fisicità generale, legata soprattutto al costume. Non è stato facile, spero di avere fatto un buon lavoro».


Ecco un estratto dell'intervista a Jeremy Irons realizzata da Adriano Ercolani e pubblicata su Best Movie di giugno
Posso chiederle perché raramente è soddisfatto delle sue prove d'attore?
«In realtà mi riferivo più agli ultimi anni della mia carriera. La verità è che oggi mi interrogo sempre più se valga la pena davvero continuare a fare cinema, per me sta perdendo il fascino di trent'anni fa. Per questo sto cercando di alternare film molto diversi per storia e proporzioni, sono passato da Batman v Superman - Dawn of Justice a un progetto britannico indipendente come High-Rise (tratto dal romanzo di J.G. Ballard, ndr), a un film in costume come questo. Il mercato è cambiato, quelli che prima erano i film prodotti con un budget medio adesso sono diventati serie Tv, soprattutto per tematiche e scrittura. E purtroppo anche di buon teatro se ne fa meno: quello è il posto dove amo commettere i miei piccoli errori privati...».
Cosa la attrae principalmente quando sceglie un film?
«Ancora oggi non so spiegarmelo. Quando si tratta di lavorare ascolto il mio stomaco molto più della mente. Sono un uomo istintivo, decisamente poco intellettuale riguardo le scelte come attore. O meglio, mi fido del mio istinto molto più del mio intelletto. Non metto mai un'etichetta ai miei film, quando ho letto il copione di L'uomo che vide l'infinito la storia mi ha affascinato e ho pensato che G.H. Hardy fosse un personaggio nuovo da impersonare. Mi hanno sorpreso alcuni risvolti della sua personalità mentre lo scoprivo sulla pagina scritta, e ho cercato di riproporre quello stupore quando lo interpretavo, in modo che anche il pubblico potesse provarlo. Penso che il mio segreto sia mantenere il più possibile il senso delle proporzioni, mi ha aiutato molto sia nei momenti più difficili della mia carriera che in particolar modo quando ho avuto successo».
Facciamo un passo indietro, quando ha detto che il nostro presente non la mette a suo agio...
«Sono davvero curioso di capire come le persone oggi giudichino il nostro tempo. È sempre difficile analizzare il presente con lucidità. Penso ad esempio che oggi più che mai il capitalismo viva il suo momento più ambiguo, è stato come l'acqua necessaria per vivere in cui però oggi noi rischiamo di affogare. La crisi economica del 2008 è stata un segno importante che le cose stavano andando fuori controllo, ma dubito che ne abbiamo recepito la potenza effettiva. Mi rattrista vedere che non si sia imparato da quel momento perché si sta cercando di riportare le cose al punto in cui erano prima, invece di cambiarle. Sono sicuro che molto presto avremo un'altra crisi, stavolta molto più grande, e allora impareremo che bisogna assolutamente ricucire la distanza economica tra le classi sociali».


Ecco un estretto dell'intervista a Nicolas Winding Refn realizzata da Giovanni Bogani e pubblicata su Best Movie di giugno
E allora di che cosa parla il film?
«E no, il film è come un regalo di Natale: nessun bambino vuole che gli si dica che cosa c'è dentro il pacco!».
Mettiamola così: come lo descriverebbe?«Un teen horror movie sull'ossessione per la bellezza. Un'ossessione che dura molto di più della bellezza».
Come si trasforma questa contraddizione in una sceneggiatura?«Diciamo: che cosa succede quando alcune donne ancora belle, ma alla fine del percorso della loro bellezza, ne incontrano una dalla bellezza purissima, virginale?».
Sembra di sentire la favola di Biancaneve.«E in effetti un po' c'entra».
Oppure si pensa a Lolita di Kubrick.«Sì, perché la bellezza di un'adolescente diventa potere assoluto. Ma non ci sono altri riferimenti».
La giovane modella che viene da un piccolo centro e approda a Los Angeles le assomiglia in qualche modo? Anche lei dalla Danimarca è arrivato a L.A.
«Sì, in qualche modo si connette alla mia vita. Del resto è un archetipo della favola: il ragazzo o la ragazza innocente che va nella grande città».
Quand'è che ha pensato a Elle Fanning?«Abbastanza presto. Ho provinato tante modelle, per il ruolo, ma pochissime attrici: lei si è imposta subito. Aveva 16 anni quando abbiamo iniziato a girare: aveva quella bellezza perfetta, innocente, che cercavo».

Best Movie di giugno 2016 è in edicola dal 27 maggio.
Il magazine e il sito di Best Movie (www.bestmovie.it) sono disponibili anche nelle edizioni multimediali e interattive su iOS, Android e Windows 8, grazie a due app dedicate, a cui si aggiunge Best Movie Plus, attraverso la quale è possibile scaricare e recuperare le edizioni speciali di Best Movie. Segnaliamo il nuovo aggiornamento per l'applicazione iBest Movie (progettata per smartphone, ma compatibile anche con tablet e disponibile gratuitamente per i device iOS e Android), rinnovata con un menu rivisto e razionalizzato, un design aggiornato, e una navigazione resa più stabile, semplice e veloce. L'app è ora pronta a farvi da prima finestra su tutto ciò che riguarda la Settima Arte. Uno sguardo completo, intuitivo e multimediale su tutto ciò che accade nel mondo del cinema, aggiornato in tempo reale con le news pubblicate sul sito. Senza dimenticare l'accesso alle trame e ai trailer dei film, e la funzione Cerca Cinema, che offre la possibilità di rintracciare le sale più vicine che proiettano il film che cercate.
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