A Play si ricorda il 70° anniversario della Cortina di Ferro (5 marzo 1946) e si gioca ad abbattere i muri - ModenaFiere, 2 e 3 aprile


LA CURIOSITA': IN OCCASIONE DELL'OTTAVA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL GIOCO
A Play si ricorda il 70° anniversario della Cortina di Ferro e si gioca ad abbattere i muri
Prendendo spunto dal celebre discorso che Winston Churchill pronunciò il 5 marzo 1946  e che segnò l'inizio di quel periodo conosciuto in tutto il mondo come Guerra Fredda, quest'anno il filone storico sarà dedicato alla Cortina di Ferro e più in generale a momenti ludici su "Muri, frontiere e migrazioni". Per l'occasione saranno presenti Jason Matthews autore di "Twilight Struggle" e Richard Shako ideatore di "Wir sind das Volk!", entrambi giochi di grandissimo successo ispirati a quel controverso periodo.


Settant'anni fa, il 5 marzo 1946, Winston Churchill pronunciava il famoso discorso sulla "cortina di ferro" che stava calando sull'Europa, "da Stettino nel Baltico a Trieste nell'Adriatico", prendendo atto dell'imminente avvio della Guerra Fredda tra quelle che erano state potenze alleate nella vittoria della Seconda Guerra Mondiale, Unione Sovietica e Stati Uniti. A Modena, l'edizione 2016 di Play – Festival del gioco coglierà l'occasione di questo anniversario storico culturale per proporre una serie di eventi ludici dedicati al grande tema "Muri, frontiere, migrazioni".


Al pubblico di Play saranno in particolare proposti due giochi di grande successo internazionale legati all'anniversario della Guerra Fredda: "Wir sind das Volk!", dedicato alle due Germanie fino alla caduta del Muro di Berlino e "Twilight Struggle" un classicissimo caratterizzato da un'accurata ricostruzione storica, nel quale i due giocatori rivestono i panni delle superpotenze Usa e Urss durante la Guerra Fredda.

Sia Richard Shako ideatore di "Wir sind das Volk!" gioco pluripremiato, e definito "un capolavoro" nelle recensioni di esperti di giochi da tavolo che prende il titolo dallo slogan usato durante le manifestazioni del 1989 e 1990 che portarono alla caduta del regime della DDR che Jason Matthews, autore di "Twilight Struggle", pubblicato nel 2005 e considerato da esperti e appassionati uno dei migliori giochi da tavolo al mondo, saranno ospiti d'onore della 8^ edizione di Play - Festival del Gioco, in programma a Modena presso il Quartiere fieristico il 2-3 Aprile 2016.

Accanto a questi due eventi centrali, altri ne saranno proposti per coniugare storia e gioco, conoscenza e divertimento, cogliendo l'attualità di un tema che si estende ben oltre l'anniversario storico: malgrado siano trascorsi settant'anni dall'avvio della Guerra Fredda, 25 dalla caduta del Muro di Berlino, il tema dei muri rimane infatti purtroppo, in tutto il mondo di grande attualità. Come già accaduto lo scorso anno per l'anniversario della Resistenza e della Liberazione, a Play 2016 uno spazio sempre più importante avranno i giochi dedicati a eventi storici di particolare rilievo. A loro sarà interamente dedicata una nuova tensostruttura di 450 metri quadri con oltre 40 tavoli di gioco.

La guerra fredda per gioco

"Twilight Struggle": Usa e Urss contrapposti

Corsa agli armamenti, epurazioni e maccartismo, decolonizzazione, quinta repubblica francese, guerre arabo israeliane, nascita della Cia, giochi olimpici e boicottaggi: sono alcuni degli avvenimenti storici riassunti dalle accuratissime carte che guidano l'andamento del gioco in "Twilight Struggle". I due contendenti, l'uno nei panni degli Usa e l'altro dell'Urss, non dovranno dimenticare di investire risorse nella conquista dello spazio, ma nemmeno nel controllo di Asia, Africa e America latina attraverso il sostegno a governi "amici".

Un gioco di strategia complesso e affascinante, il cui manuale di gioco è costellato di citazioni storiche famose e spietate: da quella attribuita al generale Usa Thomas Power: "Perché vi preoccupate tanto di salvare le loro vite? Alla fine della guerra, se rimangono in vita due Americani e un Russo, abbiamo vinto noi", alla staliniana "Ognuno può imporre il proprio sistema soltanto fin dove arriva il suo esercito".

"Wir sind das Volk!", in nome del popolo tedesco

Dadi, carte e tabellone per ripercorrere divisione e unificazione delle due Germanie

Quattro decenni di divisione. Due ideologie contrapposte. Servizi segreti e geopolitica internazionale. Un muro a separare in due quella che una volta era stata la capitale di un unico stato. E' nato un quarto di secolo dopo il crollo del muro di Berlino, e ha già vinto numerosi premi, il gioco da tavolo "Wir sind das Volk!" (in italiano "Noi siamo il popolo!", frase guida delle manifestazioni della Germania Est di fine anni Ottanta) di Richard Shako, nel quale due giocatori si fronteggiano interpretando uno la Germania Est e l'altro la Ovest. I due devono rispettivamente tentare di resistere fino a fine partita, reprimendo le idee capitaliste che si insinuano della società (l'Est), e far collassare la fragile economia socialista con la forza della propria industrializzazione e del sostegno internazionale (l'Ovest).

Economia e politica s'intrecciano in una sfida che fa rivivere sul tavolo le vicende di Berlino e della Germania divisa. Ci sono gli inflessibili e indottrinati agenti socialisti che sedano le rivolte, c'è il costante fabbisogno di valuta estera da parte dell'Est, c'è il Muro che getta discredito sul comunismo, c'è l'oasi di Berlino Ovest sostenuta dal capitalismo, c'è la lotta per affermare il proprio benessere a scapito di quello dell'altro governo, c'è la fuga clandestina dal comunismo, c'è la Stasi – il più grande apparato poliziesco mai esistito – che esercita un ferreo controllo della popolazione. Il tabellone di gioco rappresenta la cartina della Germania divisa, e alcune espansioni speciali prevedono anche un muro di Berlino in miniatura con tanto di graffiti. Puntare sull'industrializzazione e le infrastrutture o investire nella propaganda politica, o nella repressione del dissenso? La scelta ai giocatori, guidati anche dal lancio dei dadi e dalla scelta di carte avvenimento da un curatissimo mazzo che li descrive.

Play, il Festival del Gioco più grande d'Italia

In Italia non esiste nulla di simile, nulla che sia paragonabile a Play – Festival del Gioco, in programma a Modena sabato 2 e domenica 3 aprile. Un evento che permette di entrare nella più grande ludoteca mai allestita, che continua a crescere per quantità e qualità dell'offerta, dedicato alle infinite sfaccettature del gioco, con la sola eccezione del gioco d'azzardo: il resto è tutto ammesso, l'importante è divertirsi.

I visitatori o, meglio, i protagonisti - perché a Play si va per giocare e non per guardare - avranno a disposizione un ricchissimo menù, composto da giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi di carte collezionabili, giochi di miniature, giochi dal vivo, videogiochi, giochi della tradizione, giochi di strada, costumisti e cosplayer.

Cuore pulsante dell'evento che lo scorso anno ha portato a Modena oltre 30mila persone, ancora una volta saranno i padiglioni di ModenaFiere. I partecipanti avranno a disposizione una superficie di 22.500 metri quadri, pari a 86 campi da tennis (si pensi che all'All England Lawn Tennis Club che ospita il Torneo di Wimbledon i campi sono "soltanto" 56), oltre 1500 tavoli destinati al gioco, con un programma – innumerevoli gli eventi in calendario - impossibile da riassumere, certamente adatto a tutti, per età e per gusti (www.play-modena.it/). Novanta il numero delle associazioni ludiche italiane coinvolte; circa un centinaio gli espositori del settore che presenteranno una cinquantina di novità editoriali, per un successo che ha contagiato anche i Social Network con una media di 4000 visite settimanali sulla pagina Facebook del Festival.

Fedele al motto "entra, scegli e gioca" che sin dall'inizio accompagna il Festival, esplorando e riproponendo i grandi classici o proponendo le ultime novità e i fenomeni di maggiore successo, anche l'ottava edizione di Play si caratterizza per l'originalità delle proposte di gioco.


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