Primavere e Autunni, la recensione


Caratteristiche:
Testi e disegni di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte
con una postfazione del sociologo Daniele Brigadoi Cologna
17x24 cm
162 pagine a colori
brossura

"Primavere e Autunni" è la storia di una integrazione, una di quelle belle storie che tutti dovrebbero leggere e tramandare ai propri figli.

Una storia che parte agli inizi del secolo scorso ma che si è tramandata fino alla generazione atturale, lasciando che anche coloro che non ne siano direttamente coinvolti, attraverso questa bella graphic novel, ne venissero a conoscenza.

La conoscenza è la base per poter meglio comprendere il nostro mondo.

Questa è la storia di nonno Wu, nonno di uno degli autori di questo volume, il quale attraverso la sua storia e testimonianza, ha contribuito ad essere uno dei pionieri dell'integrazione cinese in Europa.


Seppur la storia di Wu sia ambientata in anni che sembrano distanti anni luce da noi, rimane una storia attualissima, che potrà forse illuminare menti e cuori di chi vive nel quotidiano le stesse emozioni di quelle raccontate nel volume.

Wu Li Shan, questo il nome del protagonista, è un giovane venditore ambulante di cravatte. Arriva a Milano nel 1931, in una Milano ancora in costruzione e in via di ammodernamento, ma una Milano che a Wu sembra una città straordinaria e confusionaria, molto diversa dal suo sperduto villaggio di montagna in Cina.
Wu conosce poco la lingua ma cerca in tutti i modi di avvicinarsi al modello milanese, impegnandosi quindi nell'imparare il dialetto -così come era consuetudine tra la maggior parte della popolazione- andando in giro per le strade della città vestito in modo elegante, vendendo delle cravatte. Gli affari iniziavano a girare bene e così Wu, dopo aver vissuto un pò in tutta Europa, pensa di poter vivere per sempre a Milano, ma gli manca ancora qualcosa che possa renderlo felice e realizzato al completo.
Ciò che manca a Wu è una moglie e una prole, alla quale trasmettere anche la sua cultura e le sue tradizioni.

Da semplice venditore, Wu diviene titolare di una azienda, grazie anche all'aiuto della moglie Giulia che, essendo sarta, confezionerà dapprima le cravatte che venderà Wu, per poi allargare il mercato anche verso la pelletteria.
Il racconto della famiglia Wu è davvero affascinante, non solo perchè si ha l'opportunità di conoscere da vicino le vicende di una famiglia che, seppur abbia origini orientali, ha sin da subito eletto l'Italia come la Patria alla quale appartenere -seppur le modalità per diventare cittadini italiani non sono automatiche- ma inoltre racconta punti essenziali di una storia d'Italia attraverso gli anni della guerra, del boom e del benessere, dell'innovazione, gli anni di piombo e la "depressione" economica, per poi giungere sino ai giorni nostri, in un avvicendarsi di generazioni di italiani con un passato e delle tradizioni importanti, che si sono intrecciate ed integrate fondendosi in un'unica storia, ovvero quella della famiglia Wu.
Al tempo stesso, vengono narrate anche le evoluzioni della Cina che inizia la sua scalata verso il progresso, ad ogni costo.

Una storia unica ma al contempo universale, intima ma al contempo di tutti, una storia disegnata con estrema delicatezza e con un tratto che ricorda molto lo stile orientale.

SDC

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