Piera degli Spiriti, la recensione


Dopo vent'anni dalla prima pubblicazione, considerata la prima graphic novel italiana, "Piera degli Spiriti" torna a far vibrare i cuori degli adolescenti di oggi -ma anche quelli di allora- in uno straordinario volume della Panini, per la collana 9L.

La storia di Giovanni Mattioli e Davide Toffolo è intramontabile, senza limite di tempo e di spazio. L'adolescenza è una brutta "bestia" per tutti e questa graphic novel non vuole essere senz'altro una guida o una risposta a quei problemi che i giovanissimi iniziano a percepire come tali, quando la vita morde di più di quel che deve, portandoti via gli affetti e la sicurezza -come è accaduto a Piera, la protagonista di questa storia- ma ne è senz'altro un racconto, una istantanea, una fotografia di una adolescenza, che giorno dopo giorno, senza magari inizialmente una meta precisa -e chi ce l'ha da giovane un programma stabilito- pone un tassello nella propria esistenza, alla scoperta del proprio IO, del proprio essere, dei propri desideri, uscendo finalmente da un'età in cui il corpo cambia, assumendo le fattezze di un adulto, mentre la mente è ancora legato all'infanzia. In quel periodo di tempo in cui ti senti troppo giovane per poter affrontare pesanti situazioni e in cui ti senti troppo vecchio per poter rifugiarti come un bambino nella tua cameretta.



Piera non è una ragazza come le altre. Ha scoperto sin da subito quanto la vita fosse amara, ma al contempo quanto di bello potesse offrirle. Dopo la perdita della nonna, che l'ha cresciuta dopo la scomparsa prematura dei genitori, Piera si ritrova in una enorme casa da sola, a dover provvedere a se stessa. Si inizia da un piccolo gesto, come quello di prepararsi la colazione e fare la spesa, oltre che iniziare a pensare al proprio futuro. Piera ha due amiche speciali, Billi e Vic, con le quali condivide tutto. In questi anni sono l'amore e il rapporto contrastato con i famigliari ad essere i temi principali delle conversazioni delle tre, ma Piera cerca qualcosa di più, ed inizialmente lo cerca nella musica. Piera convince le altre a mettere su una band, "Le Dinamite", con le quali provano musica e parole, nella speranza di potersi esibire.

Ma la musica non è la risposta a ciò che le tre stanno cercando. Ebbene si, ognuna sembra avere un obiettivo diverso e così sembra che l'amicizia tra le tre sia appesa a una corda di chitarra, pronta a spezzarsi non appena qualcuno suona un pò più forte.

Ma l'evoluzione e le rivoluzioni delle tre adolescenti sapranno aprire nuovi orizzonti nella vita di queste tre giovani ragazze di provincia, dove tutto sembra essere talvolta troppo piccolo e talvolta troppo grande.

Questa bella edizione è tutta a colori, grazie al sapiente lavoro di Alessandro Baronciani, che rilancia così assieme agli autori della storica graphic novel in bianco e nero, una storia sempre attuale, mai banale e mai scontata.

Perchè ogni adolescente la sente propria. Perchè chi ci è passato ora la legge sorridendo, quando solo appena una buca di pochi centimetri sembrava essere una voragine senza fine.

Da leggere e rileggere. Magari tra venti anni da regalare alle proprie figlie.

SDC

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