La fine dell'amore, secondo Ilaria Bernardini e attraverso i disegni di vari autori

"La fine dell'amore" è una graphic novel edita da Hop! Edizioni, sui racconti di Ilaria Bernardini.
Se ti piace il volume, dopo aver letto la recensione e le interviste agli autori, scorri verso il basso e scopri come vincere il volume!
Titolo: La fine dell'amore. Graphic short stories

Autori: Ilaria Bernardini + 13 (Akab, Marta Baroni, Monica Barengo, Matteo Farinella, Marco Galli, Chiara Leardini, Amalia Mora, Mabel Morri, Matteo Pederzini, Silvia Rocchi, Sylvia K., Elena Triolo, Jacopo Vecchio)

Pagine: 240 a colori

Prezzo: 20,00 €

ISBN: 9788897698180

Hop! Edizioni


Cos'è l'amore? Ma soprattutto, quando finisce e in che modo finisce?

"La fine dell'amore" è una graphic novel illustrata da tredici differenti artisti italiani presenti all'interno di queso volume, prima opera interamente realizzata per conto della casa editrice Hop! Edizioni, sulla base del libro di Ilaria Bernardini, la quale ha sceneggiato i tredici racconti, adattandoli quindi al linguaggio della nona arte.

Tredici storie, tredici tratti diversi, con un unico filo conduttore, ovvero la fine dell'amore. Di quell'amore giovane e puro che non viene percepito dagli altri; di quell'amore di una vita che improvvisamente non vi è più; di quell'amore che non è amore, ma soltanto una ossessione; di quell'amore folle e malsano, che non riesce più a convivere con la realtà; di quell'amore che semplicemente finisce, seppur i ricordi spesso provocano dolore.

Le storie di Ilaria Bernardini prendono vita attraverso i tratti di Akab, Marta Baroni, Monica Barengo, Matteo Farinella, Marco Galli, Chiara Leardini, Amalia Mora, Mabel Morri, Matteo Pederzini, Silvia Rocchi, Sylvia K., Elena Triolo e Jacopo Vecchio, ognuno con un proprio stile, inconfondibile e autentico, per una graphic novel che entra in punta di piedi nel cuore dei lettori, strapazzandoli in altalenanti emozioni. Dalla commozione all'orrore, dalla gioia alla tristezza, poichè l'amore è qualcosa di inaspettato, così come il suo epilogo, talvolta tragico.

Un lavoro intimista, d'autore, dalla svariate sfumature che senz'altro catturerà l'attenzione di chi è alla ricerca di forti emozioni, di un sussulto e di una visione differente dell'amore, grazie non solo ai testi che catturano nei dialoghi e nel racconto i momenti più salienti dei racconti di Ilaria, ma anche grazie alla fantasia degli autori che, al "servizio" delle parole, donano ad esse quella forma che tutti possono ammirare attraverso i disegni.





Ma cosa rappresenta questo lavoro per gli autori? Ecco cosa ne pensano, a cominciare da Ilaria Bernardini.

Come nasce "La fine dell'amore"?
La raccolta di racconti? O la graphic novel? La raccolta nasce qualche anno fa. È un libro scritto a Milano e a Parigi, in un periodo in cui avevo moltissimo tempo in cui potevo stare da sola, in casa. La questione era sia triste che molto bella per la scrittura e per la mia concentrazione. Mi ricordo perfettamente il senso di attesa e di distacco dal mondo con cui ho scritto la raccolta. Ogni racconto ha poi una sua speciale storia a sé ma forse sarebbe lungo scriverne ora.

L'idea della graphic novel invece è della casa editrice Hop! e per me è stato un bel regalo.

Tra libri e tv, qual è la vera dimensione di Ilaria?
Scrivere, quindi sia i libri che il cinema che sui giornali con cui ormai collaboro da tanto tempo e sono una casa. La tv invece è il mio altro lavoro e si tratta di un tipo diverso di scrittura. È una cosa che mi appassiona, certi programmi che ho per esempio inventato come Ginnaste vite parallele, o Ballerini, mi rendono felice e orgogliosa, così come un grandissimo progetto tv che sto facendo ora con l'organizzazione Peace One Day ma la mia vera dimensione è essere sola e concentrata a scrivere storie.

Cosa hai provato quando per la prima volta hai visto le immagini degli artisti de "La fine dell'amore" interpretare i tuoi racconti?
Mi sono commossa.

Progetti futuri?
Lavorare al libro nuovo per Feltrinelli. Pubblicherò intanto una raccolta di 9 racconti su gravidanza e maternità. Spero di riuscire ad avviare due show televisivi nuovi su cui sto lavorando. Seguirò la traduzione di due miei libri in inglese.

Cosa invece ne pensano i disegnatori? Ecco la loro versione.





Akab
Cos'è per te l'amore?
Un pensiero che si ha solo quando manca.

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
Non Saprei. Ho accettato proprio perché le atmosfere erano molto lontane da me.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Il percorso Huashan.

Prossimi progetti fumettosi?
Sto chiudendo in questi giorni Defragment che uscirà a gennaio per Blu Gallery, pur non essendo un racconto sequenziale per immagini, in definitiva è un fumetto scomposto. Poi un libro su Frank Ghery l'architetto delle case storte e una storia di Dylan Dog per un prossimo Color Fest.

Marta Baroni

Cos'è per te l'amore?
Una bella fregatura!

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
Quando ho visto la raccolta per intero ho trovato mille storie d'amore bellissime, ma ho pensato che quella che mi era stata assegnata faceva proprio per me e non ce n'era una più adatta. Non mi era mai capitato prima di affrontare una storia di amiche che si allontanano, ma il mio immaginario va molto in quella direzione.

In quasi tutte le mie storie ci sono protagoniste femminili, il mio stesso tratto è decisamente femminile. Mi piace narrare il flusso di coscienza, mi piace parlare della vita vera e di tutte le sue piccole cose. A dispetto di quanto ho detto sopra, in fondo, e nemmeno troppo, sono una romanticona.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Ho studiato fumetto, illustrazione e grafica e mi muovo in questi tre mondi da alcuni anni. Ho collaborato con alcune case editrici per ragazzi come la Eli Edizioni e la Sinnos e diversi brand di tutt'altro genere, come Adidas e Ferrero Rocher. In più nel 2011 ho fondato la mia etichetta indipendente Tentacoli con cui mi diverto a pubblicare piccoli libri autoprodotti.

Prossimi progetti fumettosi?
Tanti, quello che mi sta più a cuore è il mio primo libro a fumetti, "Al sole come i gatti", che uscirà per la Bao Publishing nel 2015.

Monica Barengo

Cos'è per te l'amore?
È come una coperta calda.

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
Emotivamente molto. È difficile non immedesimarsi in Nicole.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Ho frequentato il liceo artistico, senza avere un'idea chiara di cosa volevo fare a parte disegnare. Poi un giorno è venuto un illustratore a parlarci del suo lavoro e mi ha aperto un mondo. Ho capito che era quello che volevo fare, raccontare e raccontarmi attraverso le immagini. Ho poi vinto una borsa di studio per il corso triennale di illustrazione allo Ied di Torino e da lì ho conosciuto anche il lato professionale di questo lavoro, non solo quello emotivo. Ho pubblicato un fumetto, un albo illustrato e poi eccomi qui con Hop!

Prossimi progetti fumettosi?
C'é un progetto a cui sto lavorando, ma è ancora presto per parlarne.

Matteo Farinella

Cos'è per te l'amore?
Ossitocina: la molecola più bella del mondo.

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
Il racconto a me assegnato (Shut! Citti Tutti) rappresentava una vera sfida per un fumettista, anche per questo mi ha subito affascinato. Essendo un monologo interiore non offriva nessuna trama in senso classico, ma solo un intreccio di ricordi, emozioni e congetture che ho dovuto interpretare a modo mio. Per evidenziare la centralità (e anche la solitudine) del narratore ho deciso di rappresentarlo come una sagoma nera al centro della pagina, dalla cui mente si riversa il flusso di parole e immagini.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Un percorso tutt'altro che artistico: ho studiato prima biologia e poi neuroscienze.

Il fumetto era poco più di un hobby fino a pochi anni fa. Ho cominciato a scrivere le mie prime storie partecipando a concorsi e collaborando con varie autoproduzioni (sopratutto Lök Zine). Vedere le mie storie su carta mi ha incoraggiato ad affrontare lavori più lunghi (6 Gradi Di Separazione, 2013, Bel-Ami Edizioni) e infine a mescolare scienza e fumetto (Neurocomic, 2014, Rizzoli Lizard).

Prossimi progetti fumettosi?
Mi piacerebbe continuare nel filone dei fumetti scientifici, ci sono un paio di libri che mi piacerebbe fare ma è ancora troppo presto per parlarne. Infine, disegnare questo racconto per "La fine dell'amore" mi ha anche fatto venire voglia di sperimentare di più con la struttura del fumetto, disegnare storie meno lineari, magari sfruttando le potenzialità dei webcomic.

Marco Galli

Cos'è per te l'amore?
Se togliamo la parte fisica, che non è solo quella sessuale, credo che l’amore sia un'idea, soprattutto. Come l’etica, la morale o come la fede. Un' "idea" per come la intendeva Popper e in modo simile Platone: qualcosa che sta sopra le nostre coscienze, ma che nel tempo l’uomo modifica e a sua volta ne viene modificato.

Spesso, però, l’uomo tende a trasformare questa idea “trascendentale” in qualcosa di personale e l’amore diventa quella cosa con gli anniversari, gli anelli di rito e il rosa dei confetti. Ma la questione è davvero molto complessa e mutevole.

Comunque, per concludere, credo davvero che l’amore sia una “forza inarrestabile”.

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
Lo diceva la stessa Ilaria nella presentazione del libro a Bologna, si aspettava una storia completamente diversa, almeno nelle atmosfere: lei pensava a Visconti, io ho fatto Cronemberg (per dire). Mi ha lasciato libertà completa, nel rispetto del racconto, naturalmente. Su questo Ilaria è stata impeccabile, si è fidata, comprendendo la mia natura di autore completo. Non è da tutti affidare i “propri bambini” a uno sconosciuto, a quanto mi dice è felice della scelta.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
In breve: ho lavorato e lavoro nel mondo dell’arredamento come designer e decoratore, ho fatto il pittore (di quadri, intendo), ho venduto gelati a Londra, ho incominciato tardi a pubblicare fumetti anche se li ho sempre disegnati e adesso sto collaborando alla realizzazione di un film d’animazione.

Prossimi progetti fumettosi?
L’anno prossimo, se tutto va bene, dovrebbe uscire il mio secondo libro con Coconino-Fandango, in cui c’è anche una storia d’amore, tra le altre cose. Poi devo iniziare un progetto su commissione dove scriverò e disegnerò un racconto con protagonista un grande architetto... ma non posso dire di più, per ora.

Chiara Leardini

Cos'è per te l'amore?
Sono sofista.

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
Dal momento in cui sono stata scelta come vincitrice del concorso per #lafinedellamorecontest è iniziata una sorta di reciprocità, immedesimarsi è stato inevitabile, soprattutto quando certe considerazioni ci toccano o ci hanno toccato da vicino, e da illustratori si diventa traduttori attingendo a una visionarietà a volte non troppo immaginaria, c'è sempre qualcosa di me nei miei disegni.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Il mio è un percorso artistico classico (liceo artistico, Accademia di Belle Arti) ma con molte esperienze parallele: fotografa di teatro, fotografa di moda, intermittenze come scenografa, tecnico di palcoscenico, tatuatrice...e insegnante.

Prossimi progetti fumettosi?
Sì, ci sono collaborazioni con alcuni scrittori per delle illustrazioni per l'infanzia e per un progetto un po' più esoterico...per ora sono in work in progress!

Amalia Mora

Cos'è per te l'amore?
Per la migliore storia d'amore bastano due cocorite in gabbia.
(Andy Warhol)

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
"Giorno da ciechi" è il racconto a cui ho lavorato. Ho tradotto la sceneggiatura di Ilaria Bernardini in immagini. Quello che ho "apportato" è stato il mio lavoro: la mia visione degli spazi, dei mobili, della luce, dei fiori, della donna e dell'uomo nella storia di Ilaria. Potrà suonare un po' banale, ma in generale per quello che mi riguarda il risultato finale è inscindibile dalla mano del disegnatore.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Faccio l'illustratrice e la graphic designer per libri, riviste e miei progetti personali che spesso si traducono in esposizioni. Sono interessata al fumetto come mezzo di comunicazione, amo e guardo molti autori e disegnatori di fumetti che per me prima di tutto sono artisti a tutto tondo, grandi narratori. Questa con Hop! è la mia prima pubblicazione a fumetti.

Prossimi progetti fumettosi?
No, per il momento.

Mabel Morri

Cos'è per te l'amore?
Credo che ognuno abbia la “sua” idea di amore, dovuta all’educazione sentimentale, alle esperienze, a ciò che i genitori, primi veri esempi di tutto, hanno insegnato. Per me, l’amore è qualcosa di totale, qualcosa che per altro si è trasformato nel tempo, ma mantenendo una base di onestà, di fiducia, di amore puro e sincero.

L’amore è dappertutto, nel preparare la colazione la mattina, o anche nel fare le pulizie. È qualcosa che poi si costruisce e che non si dà mai per scontato, e non è nemmeno abitudinario, nei limiti di una convivenza o di un matrimonio.

Qualcosa che non si esaurisce mai, nel bene e nel male. E ci credo ancora: l’amore è ancora il motore che fa muovere il mondo.

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
L’apporto che ho dato oltre che stilisticamente, credo sia visivo e un’interpretazione del racconto. Ho reinterpretato i personaggi, i loro sentimenti e la loro storia come fosse mia. Certo, la storia originale si prestava molto a ciò che di solito racconto, quindi era già nelle mie corde. Il resto credo sia venuto da sé, con un’empatia e una chimica naturale.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Pubblico storie brevi e libri a fumetti da oltre vent’anni. L’esperienza insegna anche a confrontarsi con storie non mie, io che normalmente ho sempre carta bianca in tutti i miei lavori. Studi classici e artistici prima di realizzare anche le colonne di una chiesa a Rimini. Il percorso artistico è affascinante e almeno il mio non si è mai fermato solo alla carta, anche se scrivere e disegnare fumetti è sempre ciò che preferisco.

Gli ultimi libri prima della chiesa sono stati "Cinquecento milioni di stelle" edito da Kappalab e "Hai mai notato la forma delle mele?" edito da Renbooks. E poi, naturalmente, questa storia per Hop! Edizioni.

Prossimi progetti fumettosi?
I prossimi progetti sono principalmente il fumetto per comics&science@CERN, il mio webcomic "Mabino&Ilino" sul mio blog mabelmorri.it e la lavorazione di almeno due libri a fumetti. Più tante altre piccole commissioni fuori dal mondo dei fumetti che, come la chiesa, sono assolutamente stimolanti.

Matteo Pederzini

Cos'è per te l'amore?
Bene, iniziamo subito con una domanda semplice...!

Difficile rispondere ovviamente, credo l’amore fondamentalmente sia “lasciarsi andare”; credo il più delle volte l’amore venga confuso col possesso e questo genera tutte quelle conseguenze negative che portano sofferenza nei rapporti.

Quando amiamo veramente lasciamo i freni, sbocciamo e ci immergiamo in chi amiamo e lasciamo che la cosa sia reciproca, con un impulso tale che tende a far svanire i “demoni” e gli alibi che normalmente ci impediscono di muoverci.

È complicità, è gioco, è rispetto. Potrei dire ancora altro ma forse è meglio ascoltare in silenzio... e soprattutto ho finito i bigliettini dei Baci Perugina.

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
Beh, quando si interpreta una storia o un personaggio, volenti o nolenti ci si mette sempre qualcosa di proprio, come un musicista che interpreta un pezzo standard o scrive la musica su un testo.

Quando ho letto la storia di Ilaria Bernardini che Lorenza Tonani aveva pensato di assegnarmi ci son rimasto incollato, quindi ciò che ho messo di mio è stato il mio stile, per cercare di trasmettere in immagini quella stessa tensione emotiva che ti assorbe nel racconto e ti stampa in fronte la domanda “ma dove vorrà arrivare?!”.

Quando disegno amo “giocare” con l’aspetto emotivo e psicologico dei soggetti e creare i personaggi in base alla loro personalità, quindi cosa potevo chiedere di meglio di un noir con risvolti vagamente surreali paranoici che parla di un serial killer a Parigi...?!

Ho fatto suonare un disco di Miles Davis e la matita ha cominciato a danzare.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Ho frequentato il liceo artistico Umberto Boccioni di Milano e un corso per tecnico video-grafico, dopodiché ho iniziato a lavorare in uno studio disegnando anche personaggi classici come Betty Boop e Braccio di Ferro (di cui avevamo proposto anche una versione “fantascientifica”).

Nel tempo ho cercato di enfatizzare il mio lavoro da illustratore rispetto a quello da grafico, sia collaborando con agenzie pubblicitarie sia partecipando a progetti editoriali, come ad esempio Il Primo e Il Secondo Libro dei Mostri, editi da Acco, o a progetti un po’ fuori dalle righe per l’illustrazione, come quelli fatti per Rai Radio2.

Devo dire che il mio percorso ha sempre avuto molto a che fare con il mondo della musica, attraverso la realizzazione di copertine, locandine ecc. Anni fa assieme a due amici ho creato un trio (dj, basso e pennelli) con il quale facevamo delle serate: Trick’s Mood. Mentre dj e bassista si davano da fare facendo scatenare le persone davanti a loro io, alle loro spalle, buttavo immagini su una stoffa nera di quattro metri, una vera onda di energia.

Da allora di tanto in tanto mi capita ancora di fare live-painting durante serate o light-painting con il gruppo Officina Della Luce di cui faccio parte. Insomma, il percorso è in costante evoluzione e lungo ma sicuramente variopinto.

Prossimi progetti fumettosi?
Al momento ci sono varie idee e progetti, ma quasi tutti nei cassetti della mia mente. Tra questi anche riprendere una storia scritta da me qualche tempo fa per farne un libro illustrato e un corto di animazione che ho cominciato a progettare con una bella squadra. È un periodo di particolare cambiamento per me, quindi tutto è nuovo e possibile. Son curioso di vedere che disegno ne verrà fuori.

Silvia Rocchi

Cos'è per te l'amore?
Che domanda è?

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
Mi sono attenuta al testo così come hanno fatto tutti gli altri illustratori, quindi non apporto niente di mio a livello contenutistico ma solo formale. Spero si percepisca dai tratti il senso d'ansia e assurdità che porta con sé la storia.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Ho lavorato con BeccoGiallo negli ultimi due anni per realizzare i due fumetti sulle vite di Alda Merini e Tiziano Terzani.

Da diverso tempo pubblico storie brevi con il collettivo di cui faccio parte: La trama. Siamo io, Viola Niccolai, Alice Milani, Francesca Lanzarini e Alessandro Palmacci, insieme curiamo le storie e scegliamo come stamparle e diffonderle nei vari festival.

Insegno xilografia e ho studiato alla stamperia “Il Bisonte”, un pezzo importante della mia formazione.

Prossimi progetti fumettosi?
Sto lavorando a una storia sceneggiata da Francesca Riccioni (già nota per il volume su Turing con Tuono Pettinato) ispirata alla vicenda di Ettore Majorana, che uscirà l'anno prossimo per Rizzoli Lizard.

Con Alice Milani invece sto concludendo lo storyboard del nostro romanzo di formazione a fumetti, per ora non ha un titolo, ma il progetto si chiama "In2inmoto" e si può vedere come avanza il lavoro qui: http://in2inmoto.tumblr.com/. Si tratta di una storia che prende spunto dalle nostre avventure estive ma che poi diventa altro, scava un po' a fondo in ognuna.

Sylvia K.

Cos'è per te l'amore?
L'amore è camminare su una fune a 3000 metri di altitudine ed essere felici pur essendo coscienti di poter cadere e schiantarsi di faccia da un momento all'altro.

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
Possiamo dire che illustrare questo racconto è stato in qualche modo terapeutico per me. Per vicende personali mi sentivo molto vicina alla protagonista e questo mi ha aiutato molto. Ovvio, l'arte non può curare le amarezze della vita, ma finché dura il suo effetto placebo bisogna soltanto approfittare dei flussi creativi.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Il mio percorso è un po' atipico. Disegno a tempo perso da anni e qua e là, ho semplicemente avuto la fortuna di inciampare in progetti artistici molto belli, come quest'ultimo di Hop!

Prossimi progetti fumettosi?
Il mio progetto artistico è semplicemente non avere progetti. Non ho molto tempo a disposizione ma sono fiduciosa che presto ci saranno novità (anche per me) degne di una sciabolata.

Elena Triolo

Cos'è per te l'amore?
Penso che ci siano diversi tipi d'amore; quello nei confronti del proprio partner, quello per gli amici, quello fraterno, quello per i genitori e quello per il prossimo in generale. Le caratteristiche comuni a questi sentimenti, che volendo possiamo chiamare amore, sono l'accettazione, la dedizione, la stima la fiducia totale e l'orgoglio.

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
Umm tutta me stessa?

Non mi considero assolutamente sfigata in amore, ma nella situazione di Andrea mi sono trovata un bel po' di volte..sì... anche distesa in bagno a piagnucolare! Si è comici professionisti senza saperlo, certe volte.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Ho sempre disegnato, ho frequentato il liceo artistico e la scuola Internazionale di Comics a Firenze. Ho realizzato un libro illustrato per il Museo Galileo di Firenze e gestisco un blog su cui pubblico vignette sceme.

Andrea ama Anna anche con i capelli sporchi è il mio primo fumetto pubblicato.

Prossimi progetti fumettosi?
Sto realizzando altri due libri illustrati e ... taccio per scaramanzia.

Jacopo Vecchio

Cos'è per te l'amore?
Un buon cibo, lo gusti e te lo mangi con avidità quando c'è. Quando finisce resti con un pessimo retrogusto in bocca. E se ripensi ai bocconi, che erano così buoni, ti viene da vomitare.

Dal racconto di Ilaria Bernardini, all'interpretazione con le immagini: quanto di te apporti in questa raccolta?
Molto. Oltre che disegnare e usare l'acqua per colorare, da anni sono un nuotatore. Anche se ripetitivo, o forse proprio per questo, questo sport mi aiuta a svuotare la mente e in seguito a concentrarmi meglio su ciò che devo fare o che mi circonda. Diventa davvero una dipendenza, ma non arrivo al livello del mio protagonista...almeno per ora.

Quale percorso artistico hai affrontato prima di approdare a questo lavoro con Hop! Edizioni?
Più che percorso penso si possa definire una mulattiera artistica. Altalenante per giunta, ad esempio dai 25 ai 30 anni praticamente non ho nemmeno mai disegnato, altro che fare fumetti! Comunque il grande classico: disegno da sempre ma solo negli ultimi anni sono riuscito a dare una forma a quest'attività, riuscendo ad arrivare a quella che era per me una chimera: la pubblicazione.

Prossimi progetti fumettosi?
Imparare BENE a fare fumetti e scriverne uno mio. Una parte di storia già ce l'ho in mente, manca una degna conclusione. Posso farmi un po' di autopromozione?

Magari mostrerò qualcosa in futuro sul mio blog: jacopovecchio.blogspot.com...ecco l'ho fatta ;)

Conosciamo più da vicino gli autori.

Ilaria Bernardini Scrittrice, sceneggiatrice per il cinema e autrice per la tv.

Ha pubblicato Non è niente (Baldini & Castoldi), La fine dell'amore (ISBN Edizioni), Vampiretta (Fazi), I Supereroi (Bompiani), Corpo libero (Feltrinelli) e Domenica (Feltrinelli). Nascono da sue idee i programmi di Mtv Ginnaste-Vite parallele e Ballerini. È stata autrice dei programmi Very Victoria e Victor Victoria con Victoria Cabello. Ha di recente adattato per l'Italia la prima e la seconda serie tv di In treatment (Sky) per la regia di Saverio Costanzo. Scrive per Amica, GQ, Il Post.

I 13

Akab Fumettista e pittore ha collaborato con Marvel, DC Comics e Dark Horse. Molte le pubblicazioni per altre case editrici, come Logos, Grrrzetic, Lamette Comix, Edizioni BD. Il suo Acqua, acqua! è la storia di una rimpatriata tra vecchi amici che lascia l'amaro in bocca, tra vari tentativi di sentirsi ancora vivi, in nome di quel "come eravamo".

Marta Baroni Ha fondato una propria etichetta, Tentacoli, con cui pubblica fanzine e libri autoprodotti. Le piacciono i pennarelli neri dalla punta finissima, i libri di narrativa per ragazzi, i pop corn e le giornate spese a perdere tempo. Il suo racconto è Hai qualcosa da dirmi? Amiche che si allontanano, in silenzio.

Monica Barengo Vincitrice di una borsa di studio per merito allo Ied di Torino in Illustrazione, ha pubblicato il graphic novel Io so' Carmela (BeccoGiallo) e gli albi illustrati Polline e Un giorno senza un perché, di Davide Calì (Kite edizioni). Sente di aver tante cose da dire e lo vuole fare in punta di piedi. Per lei allora un racconto sulle punte: I nodi nei capelli, l'amore puro ma non lecito di una piccola ballerina per un ragazzo più grande.

Matteo Farinella Fumettista e neuroscienziato, vive a Londra. Dopo Sei gradi di separazione (BelAmi) ha pubblicato Neurocomic, un fumetto alla scoperta del cervello (edito da Nobrow e in Italia da Rizzoli Lizard). Realizza illustrazioni scientifiche divulgative per Harvard, Columbia University ed UCL. Il suo racconto non poteva che essere Shut (citti tutti) il monologo di un dolce matto.

Marco Galli Autore di Freak (S.I.E. Edizioni) SantoPremier e Nero Petrolio (001 Edizioni) e di Oceania Boulevard (Coconino-Fandango) è direttore artistico del prossimo film di animazione della M.A.D. Entertainment, già nota per il cartoon L'arte della felicità. Per lui il racconto Tornano tutti a casa, inquieta storia di uno scambio non di persona, ma di gatta.

Chiara Leardini Specializzata in fotografia e scenotecnica è anche abile ricamatrice ed è la vincitrice di #lafinedellamorecontest, il concorso che l'ha selezionata tra tanti candidati per la trasposizione in immagini della storia che dà il titolo alla raccolta. Un flusso di coscienza il suo La fine dell'amore sul deteriorarsi del legame di una coppia nella quotidianità, in mezzo a oggetti che dichiarano continuamente guerra al sentimento.

Amalia Mora Ha pubblicato come illustratrice e fumettista per Editori internazionali Riuniti, Eli readers, Il mucchio selvaggio, Lo straniero, D Repubblica, Rockit magazine, Watt magazine, Revista Periplo. Collabora spesso per le sue esposizioni personali con musicisti per la realizzazione di installazioni-video di cui cura animazione e regia. Ama le atmosfere inquietanti e silenti: il racconto perfetto per lei è Giorno da ciechi, il delirio di una donna incinta abbandonata dal compagno.

Mabel Morri Disegna da 20 anni, ha vinto diversi premi al festival di Lucerna, a quello di Sarzana e al Comicon di Napoli, ha pubblicato per etichette indipendenti, per Selfcomics, mentre le sue due graphic novel Io e te su Naboo e Cinquecento milioni di stelle sono uscite per Kappa Edizioni. Con lei il fumetto è entrato in chiesa a San Martino in Riparotta di Viserba Monte di Rimini. Nel suo mondo variegato ha abbracciato Piero, il vedovo che nel racconto Mariolina mia rammenta il tempo trascorso insieme all'amore di una vita.

Matteo Pederzini Autore eclettico, ha lavorato per anni come disegnatore e coloritore di fumetti. Ha all'attivo collaborazioni con diverse case discografiche e con la Rai per le trasmissioni Amnesia, Io, Chiara e l'oscuro, Caterpillar. Il suo Paul Maillon visionario racconto di un serial killer è un perfetto avatar del
protagonista di American Psycho.

Silvia Rocchi Ha pubblicato Ci sono notti che non accadono mai. Canto a fumetti per Alda Merini e L'esistenza delle Formiche, un omaggio a Tiziano Terzani, entrambi per BeccoGiallo. Ha fondato l'etichetta indipendente La Trama, per la quale cura progetti che coinvolgono anche la stampa d'arte. Per lei il racconto Lui e lei verso il Nord: il viaggio di una coppia tra incomprensioni e compromessi nell'atmosfera ovattata dei
paesaggi nordici.

Sylvia K. Illustra e disegna semplicemente perché non riuscirebbe a non farlo. Ha collaborato con numerosi artisti, fra i quali la sua “patronessa” Amanda Palmer, ex cantante dei Dresden Dolls. Fra i suoi fan annovera alcune icone POP, quali Amanda Lear e Rossy de Palma, musa di Almodovar. Pop e malinconico è allora il suo racconto Questa mattina ti ho perso, che descrive la fine dell'amore per distrazione emotiva, come la perdita delle cose.

Elena Triolo Fumettista ma anche storica dell'arte, tiene corsi di fumetto e tiene una pagina fan molto attiva e seguita. Una promessa del fumetto che nasce dal mondo dei social e dei blog non poteva che illustrare il racconto Andrea ama Anna anche con i capelli sporchi, la fine di una storia post-adolescenziale tra goffi tentativi di riconquista, immobilismo, fallibili strategie e buchi nello stomaco.

Jacopo Vecchio Ha realizzato fumetti e illustrazioni per Tunué (Mono #1, Hellzarockin) Renoir Kids (Qualcuno ha visto quel panda?), Comma 22 (Blog & Nuvole). Nella “vita vera” è un Art-Director. Nuota molto e per questo il suo racconto è Stile libero, il matrimonio felice e indissolubile con l'acqua di una piscina.

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Così festeggiamo tutti insieme!

In bocca al lupo!

SDC

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