Intervista a Roberto Nardo, autore di "Il mio primo dizionario degli anni '80"

Intervista a Roberto Nardo, autore del volume "Il Mio Primo Dizionario degli Anni '80", con i disegni di Davide Pascutti, edito da BeccoGiallo Edizioni.
Roberto Nardo, nasce nel 1976 e vive in provincia di Treviso. 
Grazie agli studi, la musica è presto diventata un elemento essenziale nella sua vita. 
Collezionista, ricercatore, cultore dei più disparati generi, dal rock all'elettronica, è anche appassionato di cinema e televisione. Questo saggio-compendio sugli anni ’80 è il suo primo libro.
Testi: Roberto Nardo
Disegni: Davide Pascutti
Caratteristiche: 416 pagine, brossura, colori, 19 Euro
http://www.facebook.com/dizionarioanni80


Come nasce l'idea di questo dizionario?
L'idea nasce essenzialmente da due fattori: la memoria e la competenza personale su una categoria.
La memoria è riferita inequivocabilmente ai ricordi di una stagione, soprattutto mediatica, che mi ha visto protagonista, essendo io nato nel '76.  A cominciare dai cartoni animati, passando per i telefilms, fino ad arrivare ai film ed ai programmi tv. Inoltre, organizzando la memoria e aprendo tutti i "cassetti", mi son venuti in mente tutti gli oggetti di consumo, quali giocattoli, prodotti alimentari, elementi di tecnologia. Il tutto naturalmante fruito passo dopo passo, anno dopo anno, da giovanotto fino alla prima adolescenza. quindi dai giocattoli alle merendine, dal walkman mangiacassette alle timberland.

La competenza personale si riferisce alla mia passione smisurata per la musica, di cui sono stato studioso per un buon periodo (ho studiato pianoforte una decina d'anni), ma soprattutto ero e sono tutt'ora un appassionato ascoltatore e collezioniasta. "Arte" che mi è stata tramandata da mio padre, grazie al quale ho potuto ereditare competenze e materiale di prim'ordine. In un momento della mia vita ho voluto approfondire il fenomeno musicale della decade '80, dai pezzi più trash e commerciali, ai gruppi più impegnati o di nicchia. 
Mi son servito di ricerche personali e di interviste a coetanei e persone più anziane, per farmi raccontare i loro gusti e soprattutto le loro testimonianze. mi son appassionato a molti brani, ho acuito alcuni ascolti. Ho constatato che il decennio '80 era interessante. Così interessante da scrivere una sorta di tesina che riassumesse dieci anni di musica, dai fattori storici agli avvenimenti caratterizzanti. questo è stato l'inizio, il nucleo di quello che poi sarebbe stato il libro. che si è sviluppato non appena ho fatto leggere ad alcune persone la mia dispensa musicale. "perchè non scrivi anche delle altre discipline culturali?". ottima idea. quindi televisione, cinema, moda, spettacolo, vita di tutti i giorni...

Come ti sei ritrovato a lavorare con Davide Pascutti?
Ovvio che mi son trovato bene. E' un mio coetaneo (quasi), ma di sicuro è co-fruitore degli oggetti e delle mode degli ottanta. abbiamo condiviso i ricordi e ci siamo emozionati per un giocattolo o un cartone animato. "ti ricordi...?", "e questo...?", "...e perchè quello...?".
Ppertanto abbiamo avuto l'entusiasmo nell'andare a ritroso con la memoria e nel riportare il tutto in un libro. e in due, la conoscenza si moltiplica...


Cosa ti piace del suo tratto?
E' un tratto moderno, colorato, pop. è geniale, per usare un solo termine che lo possa descrivere.

E' complesso e meravigliosamente semplice allo stesso modo. Complesso perchè somiglia ad un'immagine reale. Semplice perchè con pochi tratti riesce a cogliere l'essenza e la peculiarità delle persone e degli oggetti. fantastico.

Quali sono le chicche che secondo te colpiranno di più i nostalgici degli anni '80 in questo volume?
I disegni, perchè sono un'alternativa intelligente ed artistica alle immagini che uno può trovare in internet o sui giornali. Le immagini le trova solo in questo libro.
Le curiosità, citate in quasi ogni voce. che sia un cartone animato, un film o un telefilm. frutto di un lavoro accurato e molto ricercato.
Le frasi celebri, gli spezzoni dei dialoghi. Da "siamo in missione per conto di dio" a "ciriciao gente". Da "le vie del Fonzie sono infinite" a "non sono bello, piaccio". Un eloquente riassunto che farà sorridere ed emozionare.
Le playlist. Un tributo alla tecnologia, grazie al QR code, ed un tributo alla memoria. playlist di brani musicali anno per anno stranieri ed italiani; gli spot tv più suggestivi, le sigle dei cartoni animati e dei telefilms; i brani ed i temi musicali dei films. tutte scelte personalmente.
Poi, per concludere, ognuno sceglierà le sue chicche, fra la moltitudine di voci presenti nel libro. i ricordi sono personali, così come le emozioni. sono sicuro che ognuno, leggendo libro, si emozionerà a modo suo.

Quali sono invece gli episodi che più ricordi, legati agli anni '80?
Potrei scrivere fino ad esaurire l'hard disk.

Ssono stati gli anni della mia gioventù. Gioventù che, mi permetto di dire, ho vissuto, assieme ai miei coetanei, in maniera genuina, senza i supporti tecnologici di cui ora i ragazzi sono saturi, fin troppo.

Perciò, da quel punto di vista, mi ricordo delle partite a pallone organizzate nel campetto, e non sulla playstation. delle infinite capanne costruite, distrutte, rifatte. delle scorribande in bicicletta.

Un'infanzia assolutamente non 2.0. in cui i rapporti erano reali, non finti. senza icone o tasti "mi piace".

Tornando al libro, posso citare alcune voci che ricordo con più trasporto emotivo, in quanto all'epoca furono elementi di agitazione emotiva notevole.
Ricordo "Thriller" di Michael Jackson. Non è sicuramente il mio disco preferito e Michael Jackson non è il mio artista di riferimento. Ma quando mio padre si presentò in casa sventolando la copertina del vinile, ancora oggi, ed anche in questo istante, mi vien la pelle d'oca. Significò molto per me.

Inutile dire che lo ascoltai almento 4-500 volter al giorno...
Ricordo quando aspettavo mio padre rincasare dal lavoro, prima di cena e prima del telegiornale per guardare Miami Vice o Starsky & Hutch.

Rocky IV. Film trash, fuori dal mio stile e dai miei canoni di bellezza. Ma nel 1985, anno della sua uscita, avevo nove anni: la mia coscienza culturale non era ancora ben delineata. Come per Michael Jackson ed il suo Thriller, ricordo l'attesa creata dal trailer televisivo. Il mix fra Stallone, le musiche dei Survivor, le atmosfere di sfida e botte da orbi. e, finalmente, al cinema. evento superficiale, visto oggettivamente, ma fa parte di quel bagaglio personale di emozioni difficile da spiegare. 
La battaglia alle medie per l'acquisto all'indumento firmato. devo ammetterlo. per un periodo, credevo nei paninari...


"Cosa resterà di questi anni '80?" come cantava Raf in una sua nota canzone?
Bella domanda. 
E' rimasto molto, di positivo e negativo. E' rimasta la corsa all'acquisto, che non sempre è un fattore positivo. Anzi, spesso non lo è, perchè ha eliminato la capacità di risparmiare, che i nostri genitori ed i nostri nonni ci avevano insegnato. 
L'affermazione della televisione, nata proprio negli ottanta, ci ha portato ad un consumismo estremo.
La competizione fra i singoli col fine ultimo dell'affermazione e del successo personale, a discapito del bene comune. 

La necessità , da parte della tv, di trattenere lo spettatore, facendo uso di terminologie al limite del provocatorio e della censura. Fin ai giorni nostri, dove non si disdegna, erroneamente, all'uso della tv gridata, alle liti preconfezionate in diretta, ai talk show dove l'unico scopo non è l'informazione, ma i metodi che fanno audience: violenza verbale, talvolta anche fisica, perchè no.
Di positivo sicuramente una televisione che si rivolge alla massa, al popolo. Non più solo d'elitè. Ci sono stati programmi intelligenti e programmi molto più banali e leggeri, ma tutti ricordati con piacere e molti riproposti oggi, o presi come spunto per la creazione di altri. Autori come Arbore o Ricci, per citarne due, resteranno per sempre alla storia.
In sintesi, degli anni '80 è rimasta l'intraprendenza. il desiderio di creare. In tutti gli aspetti. 
Rimanendo unicamente nel tema del libro, e quindi analizzando solo l'aspetto culturale, gli anni '80 hanno portato tantissime novità, con il pubblico protagonista quale consumatore e giudice. 
Il pubblico consuma, compra, giudica. Promuove o boccia. Quindi, da questo punto di vista e, comunque, quasi sempre, la tecnologia ha portato benefici. 
La tv in ogni famiglia, i dischi, i cd, i walkman, la moda. Il tutto per migliorare la vita delle persone.

Ora tutto è a portata di mano. Quindi, l'industria deve sempre progredire e sfornare nuovi prodotti e c'è sempre molta scelta. Nessuno rimane scontento. 
Degli ottanta, personalmente, rimane il ricordo nitido e disincantato di molti appuntamenti televisivi irripetibili e meravigliosi. Ed è bene rimangano tali, perchè sarei deluso se venissero riproposti in altre chiavi o "coverizzati", se mi passi il termine. Preferisco ricordarli così com'erano: accetto ci sia una fine, non posso pretendere che, per esempio, una serie tv duri in eterno.

La musica è parte integrante della tua vita, così come il cinema e la televisione. Dicci allora, qual è il tuo gruppo, il tuo film e il tuo programma tv preferito degli anni '80.
Non ho mai un gruppo preferito. Così come non ho un genere preferito. Non esiste.

Posso dire che i Depeche Mode incarnano lo spirito essenziale degli anni '80, cominciando in quegli anni la loro lenta ed inesorabile affermazione.

Il mio film preferito sono due, citati nel libro. Non si possono distinguere. 
"I guerrieri della notte" e "1997: fuga da New York". Due capolavori incredibilmente attuali, e senza tempo.
Il progrtamma tv è Miami Vice, senza dubbio la serie tv migliore della storia. Qualcosa di irripetibile. Inimitabile. Un vero cult, anzi, un Mito.

Cosa ti aspetti da questo volume?
Mi aspetto dia emozioni e sorrisi. I ricordi portano tristezza perchè riguardano un passato che non torna. 
Il mio libro deve riportare ad una memoria in cui eravamo bambini, adolescento o ragazzi, e ci divertivamo alla grande. perciò divertimento uguale sorriso. Magari la gente si ritrova e confronta le proprie memorie. il che può essere anche costruttivo, che poi è quello che è successo a me, e mi ha portato a scrivere questo libro. 
Non importa se il cartone animato preferito non lo danno più, se il film non si trova in dvd o gli U2 non suonano più come ai tempi di "The Joshua tree". Sono tutte istantanee della nostra vita, ed ognuno seeleziona le migliori in maniera personale. 
Se ricordiamo gli anno '80 con gioia, potremmo godere di ciò che il presente ci offre.

Progetti futuri?
Chissà.

Magari un dizionario sugli anni '70, perchè, personalmente, significherebbe l'apoteosi musicale e incuriosirei una generazione diversa dalla mia: la generazione dei miei genitori e di tutte quelle persone che mi hanno visto nascere e crescere.

SDC

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