A6 Fanzine incontra Il Vernacoliere


Livornocronaca il Vernacoliere, o meglio noto ai più con il semplice nome de il Vernacoliere, è una rivista di satira in vernacolo livornese ed italiano.

Unica nel suo genere, così famosa da essere nota in tutta Italia (e nel mondo) naturalmente anche nella Capitale, la rivista è sempre stata vista ai nostri occhi come un grido di libertà, nel soffocante marasma in cui è precipitata la nostra contemporanea società, ove le notizie reali molto spesso surclassano la fantasia di quel che può generare una mente creativa, vivace ed acculturata, come quella dello storico fondatore, editore e direttore responsabile Mario Cardinali, che abbiamo avuto il piacere di incontrare presso la redazione de il Vernacoliere, poco prima della troupe di "Lucignolo".

Le sottoscritte, avendo ricevuto un invito a sorpresa dall'editore di Sul Palco, non si sono lasciate sfuggire l'occasione di incontrare personalmente colui che ci fa ridere ogni volta che passiamo nei pressi dell'edicola di Largo Argentina a Roma, dove le famose locandine de il Vernacoliere sono in bella mostra.

Il nostro viaggio verso Livorno inizia all'alba, per poco più di tre ore di auto. La redazione de il Vernacoliere si trova nel quartiere "Venezia", ove in effetti i canali ed i ponticelli ricordano vagamente la città lagunare.



Mario ci attende nel suo regno e nel suo studio, dove campaggiano alcune delle locandine della storica rivista. Non possiamo fare a meno di leggere e di ridere, così come è giusto che sia.



Mario ci racconta tantissime cose di cui eravamo ignare, partendo ovviamente dal principio.

Il Vernacoliere nasce dalle ceneri del Livornocronaca, periodico di controinformazione libertaria. Già all'epoca il giornale si è sempre battuto nell'affrontare argomenti piuttosto scomodi e di controinformazione, negli anni in cui i movimenti politici, i movimenti del '68 e quelli degli anni di piombo, hanno caratterizzato fortemente la scena politica, sociale e d'informazione del nostro paese.

Solo successivamente, negli anni '80, la rivista prende la forma de il Vernacoliere attuale, con vignette, fumetti, arricchite dai commenti e dalle notizie dello stesso Mario Cardinali.

Mario è inoltre l'ideatore dei titoli e delle locandine che ormai sono diventate un vero oggetto da collezione, tanto da essere state raccolte in diversi libri.

L'episodio più clamoroso, forse, è il famoso caso della "topa", quando nel 1984 il direttore Mario Cardinali viene denunciato per offesa al pudore, a seguito di un'irriverente locandina che, satireggiando sulla Socof, ovvero la Sovrimposta Comunale sui Fabbricati, diventata in seguito la ben più nota ICI (Imposta Comunale Immobili), annuncia l'istituzione di una surreale Sovrimposta Governativa sulla Topa, ovvero la Sogot.

Il tribunale ad ogni modo ha assolto Mario Cardinali "perché il fatto non costituisce reato" e trionfante il Vernacoliere titolò successivamente che "La topa non è reato".



Ma fare satira e soprattutto redigere mensilmente ogni numero de il Vernacoliere, non è affatto semplice come possa sembrare. Non si tratta di inserire qua e là vocaboli che fanno ridere o che siano irriverenti. Tutto ha un perché, tutto ha un senso logico, tutto è coordinato e la storia ed i fatti di cronaca insegna sempre, soprattutto nella redazione de il Vernacoliere.

Ed è così che Mario ci racconta quindi anche dell'ostilità- rivalità con i pisani, ma in fin dei conti anche con tutti gli altri toscani, poiché i livornesi sono diversi dagli altri. Il popolo dei livornesi anticamente si è costituito per andare a bonificare alcune terre toscane, trovando un posto oltre la vicina repubblica marinara di Pisa. Un porto di mare, così può essere considerata Livorno, dove nel 1500 affluirono i più "disperati" da tutta Italia e Europa.

Il Vernacolierie attualmente ha una tiratura media di 36mila copie a numero ed è diffuso nelle edicole di tutta la Toscana, in parte di quelle dell’Umbria, della Liguria, dell’Emilia, del Lazio, della Lombardia, del Piemonte e del Veneto, ma con migliaia d’abbonati in tutta Italia e all’estero. La rivista è così che si finanzia, in quanto per scelta editoriale, non vi troverete nessuna pubblicità all'interno.

Certo, in passato le copie de il Vernacoliere erano molte di più e Mario ci racconta di questo cambiamento storico che sta subendo la carta e l'informazione cartacea, traghettandosi verso il web.


Così anche il Vernacoliere è sbarcato online, tra sito ufficiale dove trovare le locandine, la biblioteca delle varie opere edite dalla casa editrice, le vignette e gli autori. Insomma, il Vernacoliere va verso il futuro ed abbraccia in qualche modo la tecnologia, per guardare alle nuove generazioni e stare sempre sul pezzo.

Naturalmente trovate anche la pagina fan de il Vernacoliere su Facebook.

Il nostro incontro termina purtroppo, per lasciare spazio ad altri, e dopo lo scambio di rito tra il Vernacoliere ed A6 Fanzine, lasciamo Mario alle sue faccende editoriali, mentre noi cerchiamo di ricordare ogni singola parola e battuta.

Quale sarà il futuro della satira? Quale sarà il futuro dell'informazione? Quale sarà il futuro de il Vernacoliere? Non ci resta che vivere i nostri giorni, per scoprirlo.

SDC

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